Il Púca Festival 2019 è un nuovissimo appuntamento che si svolgerà nell’Ireland’s Ancient East. Il festival inaugurale che celebra sarà caratterizzato da un’atmosfera vibrante e contemporanea ma sarà al contempo anche fortemente radicato nella storia del paese in cui sono nate tutte le tradizioni legate ad Halloween.

Il Púca Festival 2019 si terrà dal 31 ottobre al 2 novembre 2019 in tre cittadine storiche di due contee irlandesi e promette celebrazioni indimenticabili di tutto ciò che è legato al mondo dell’aldilà. Prende il nome da un folletto del folklore celtico, capace di mutare le proprie sembianze, sarà una celebrazione dell’originale e autentico spirito di Samhain – ‘la fine dell’estate’ in antico irlandese.

Púca onorerà gli spiriti di Hallowe’en con processioni ricche d’atmosfera, spettacolari installazioni luminose, nomi celebri ed emergenti della musica irlandese ma anche deliziose esperienze culinarie ispirate al periodo del raccolto.

Partecipa al Púca Festival 2019

Púca Festival 2019 prenderà il via dalla cittadina di Athboy, nella Contea di Meath, con l’evento “The Coming of Samhain” (31 Ottobre), una rappresentazione della simbolica accensione dei fuochi di Samhain, nello scenario dello storico sito di The Hill of Ward, uno dei primissimi ad ospitare Samhain.

Nel frattempo a Trim, sempre nella Contea di Meath, il suggestivo Trim Castle e i suoi dintorni diventeranno il sorprendente palcoscenico per tre notti ultraterrene fatte di musica, luci e divertimento in stile Hallowe’en a partire dal 31 ottobre.

Ogni notte il castello e il terreno tutto intorno prenderanno vita grazie ad una serie di installazioni luminose e interattive – dalle esibizioni dei trapezisti e degli artisti mascherati da Púca, alle proiezioni sulla facciata e le mura del castello, agli spettacoli di luci laser – ed ospiteranno anche il Púca Food and Craft Market, il mercatino dei prodotti gastronomici e dell’artigianato.

Il castello sarà il palcoscenico ideale per una serie di musicisti di richiamo mondiale quali Jerry Fish con il suo Púca Sideshow (31 ottobre), Just Mustard, Pillow Queens e AE MAK (1 novembre), e Kormac insieme alla Irish Chamber Orchestra (2 novembre).

A far pulsare di vita Drogheda, la terza cittadina che ospiterà il festival, sarà un programma da brividi di tre giorni di musica, film e installazioni luminose. La cittadina farà da sfondo agli artisti delle proiezioni de: LUX, i cui eventi visivi nei tre giorni di festival si ispireranno ai racconti del folklore irlandese e agli spiriti di Hallowe’en.

Secondo quanto sostiene il folklore irlandese – e che recenti ritrovamenti archeologici sembrano confermare – Hallowe’en può essere ricondotto all’antica tradizione celtica di Samhain, una festa che segnava la fine del vecchio anno celtico e l’inizio del nuovo. Era considerato come un periodo di transizione in cui gli spiriti di coloro che erano morti tra la precedente Oíche Shamhna (Notte di Samhain) e quella attuale affrontavano la loro vita successiva.

Visita dispendiosa in Irlanda. Così Donald Trump fa parlare di sé per aver noleggiato, in realtà lo ha fatto la Casa Bianca, quattro limousine da un’agenzia di pompe funebri irlandesi per la visita di due giorni nell’Isola di Smeraldo. Costo? Quasi un milione di dollari: per l’esattezza 935.033 dollari.

Il quotidiano britannico Guardian, che a sua vota cita il sito ufficiale usaspending.gov, spiega come l’ingente somma sarebbe stata pagata in quattro rate. Ovviamente, nessuno ha confermato né smentito.

Non lo ha fatto l’amministrazione del Presidente tantomeno l’agenzia di pompe funebri Jp Ward & Sons, che si è ben guardata dal rilasciare dichiarazioni. In fondo lo fece anche Michelle Obama nel 2013 mentre l’ex presidente Barack era impegnato al G8.

Trump come Michelle, noleggia limousine

Il presidente degli Stati Uniti è arrivato in Irlanda atterrando all’aeroporto di Shannon. Si tratta della prima visita ufficiale nel paese da quando Trump è stato eletto. Il tycoon è stato accolto dal premier Leo Varadkar, con il quale si è intrattenuto in una sala riservata dello scalo, prima di spostarsi in elicottero al Trump International Golf Course di Doonbeg.

Durante la visita non sono mancate polemiche, soprattutto in riferimento alla Brexit. Secondo Trump tutto andrà nel verso giusto. Ossia, “Non credo che il confine sarà affatto un problema”, ha dichiarato. Il presidente ha trovato anche il modo di rispondere alle critiche del presidente della Repubblica d’Irlanda, Michael D. Higgins, che ha giudicato “perniciosa e
spericolata” la posizione americana in materia di clima. Per Trump, gli Stati Uniti sono “incontaminati” quando si parla di
ambiente. Ovviamente, Trump si è tirato dietro anche le proteste di ambientalisti e pacifisti contrari alla sua presenza.

L’esternazione più ardita è stata quella su un eventuale muro tra Irlanda e Irlanda del Nord. Un punto su cui Varadkar ha dovuto mettere una toppa. “Ci sono oltre 200 Paesi nel mondo ed è comprensibile che Trump non conosca le complessità di
ciascuno”.

Ricordate quando la Limousine di Obama rimase incastrata?

Avremmo dovuto pubblicare questa notizia qualche giorno fa, per poi spacciarla come pesce d’Aprile. Nonostante la smentita della casa farmaceutica, produttrice del farmaco, non possiamo sottrarci nel trattare i “fumi dell’amore”. Così è stata ribattezzata la brezza che avvolge il piccolo paesino irlandese e che sembrerebbe stimolare cani e maschi.

Lanciato il sasso, addentriamoci in questa misteriosa storia. Ci troviamo in Irlanda, a Ringaskiddy, una località in cui sorge una fabbrica della Pfizer: la multinazionale che produce il Viagra.

Celebre in tutto il mondo, questo farmaco altro non è che la pillola dell’amore. Capace di stimolare l’erezione e di far fare bella figura al letto. Parte della produzione avviene proprio in questo stabilimento sperduto nella Contea di Cork .

 

Viagra nell’aria: ecco la storia

Secondo i tabloid britannici, durante le varie fasi di lavorazione, questa fabbrica rilascerebbe qualcosa nell’aria. In particolare è il Mirror a presentare questa tesi sostenuta da alcune persone della zona. Secondo gli interessati, cani e maschi, in alcuni giorni, avrebbero delle erezioni spontanee. Da cosa sarebbe dovute se non dalle emissioni rilasciate dalla fabbrica? Alla domanda non possiamo certo rispondere noi. Già qualche anno fa, l’azienda fu accusata di una possibile contaminazione delle risorse idriche: voci in seguito smentite dagli accertamenti.

Questa volta, il caso ha varcato i confini cittadini e costretto il colosso farmaceutico a rilasciare delle dichiarazioni pubbliche. Le riportano i quotidiani che avevano preso a cuore e diffuso questa notizia: “Pfizer bosses have rejected their claims, putting it down as an amusing myth. Our manufacturing processes have always been highly sophisticated as well as highly regulated”.

 

Conclusioni

Si tratta di uno scherzo, di una leggenda metropolitana? A chi credere? L’unica cosa da fare sarebbe visitare la piccola località di Ringaskiddy e scoprire di persona cosa accade. Magari resterete delusi dalla qualità dell’aria. D’altro canto avrete la possibilità di fare conoscenza con gli abitanti locali, sono poco meno di 600, oppure candidarvi per un posto di lavoro alla Pfizer.

 

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Perché l’Irlanda celebri Guglielmo Marconi è presto detto. Di madre irlandese, il genio italiano è l’inventore della radio e premio Nobel per la fisica. A lui si deve la prima trasmissione vocale oltreoceano dalla sua stazione di Ballybunion a una stazione di ricezione a Cape Breton in Nuova Scozia, Canada, dando vita a un evento che cambiò la comunicazione mondiale: “Hello Canada”.

Sono trascorsi 100 anni da quello che segnò il primo passo verso la comunicazione moderna. E non si può certo trascurare una figura così importante come Guglielmo Marconi che, il 19 marzo del 1919, con la Società Marconi acquistò una stazione radio con un’antenna in acciaio alta 500 piedi (152 metri).

La prima trasmissione vocale su onde lunghe con la stazione ricevente di Cape Breton, in Nuova Scozia, Canada, in cui Marconi annunciava “Hello Canada, Hello Canada. Questo è il trasmettitore a valvole di Ballybunion in Irlanda che sta chiamando attraverso un’onda di 3800 metri. Mi sentite? Per favore datemi un segnale”, è oramai storia. La stazione di Ballybunion utilizzava solo tre valvole per attraversare l’Atlantico.

Cento anni fa, l’inventore Guglielmo Marconi trasmetteva oltreoceano

I legami tra l’Irlanda e Marconi sono antecedenti alla data celebrata da Ballybunion, un piccolo villaggio ubicato nella parte settentrionale del Kerry dove, tra l’altro, è possibile praticare alcuni percorsi (a lui dedicati) a piedi organizzati da Ecotrek Ballybunion. Le tracce dell’imprenditore italiano nato a Bologna il 25 aprile 1874 conducono a Ballycastle, in Irlanda del Nord.

È qui che Guglielmo Marconi effettuò una trasmissione senza fili sul mare comunicando con la vicina isola di Rathlin. Una targa – Marconi Memorial – lo ricorda. È il 1898 – la prima trasmissione in assoluto è attribuita in tale occasione -, quando il futuro premio Nobel stabilisce un ponte radio tra la residenza estiva della regina Vittoria e lo yacht reale sul quale c’era il principe di Galles, il futuro Edoardo VII convalescente per una brutta ferita al ginocchio. Nello stesso anno, i segnali attraversano il canale della Manica superando la distanza di 51 chilometri.

Marconi e il Premio Nobel

Passano poco anni, infatti, e il 10 dicembre 1909, a Stoccolma, Guglielmo Marconi è insignito del premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia recita: “… a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”. Ventuno anni dopo, la trasmissione vocale su onde lunghe con la stazione canadese.

 

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Scorre un po’ di stout nel raro ritratto di Lucian Freud, nipote di Sigmund, che raffigura Garech Browne (1939-2018). il dipinto dell’aristocratico è stato battuto dalla casa d’aste Sotheby’s per 5,8 milioni di sterline (6,7 milioni di euro).

La tela “Head of a Boy“, letteralmente tradotto in testa di un ragazzo, è partita da una stima iniziale di 4,5 milioni di sterline ed è stata messa all’asta per la prima volta dal 1956, anno della sua esecuzione.

Garech Browne, amico di lunga data di Freud, fu un appassionato mecenate di musica, poesia e cultura irlandese e ultimo custode dell’incantevole tenuta di Luggala, immersa nelle montagne di Wicklow (Irlanda), dove il ritratto è stato custodito per oltre mezzo secolo.

Head of a Boy

Quel ritratto racconta l’amicizia tra Lucian Freud e Garech Browne. Il pittore fece tappa a Luggala, accompagnato da sua moglie Kitty, negli anni ’40. Poco prima di scappare con la cugina di Garech, Lady Caroline Hamilton-Temple-Blackwood, nel 1952. Il dipinto di un giovane Garech fu realizzato nella tenuta durante un momento di profonda crisi nel corso del secondo matrimonio di Freud; lui e Caroline si separarono nel 1957, l’anno successivo alla realizzazione di quest’opera.

Esposto raramente ma noto nella produzione di Freud, Head of a Boy testimonia in misura uguale sia la storia di Luggala sia il percorso artistico del pittore. Sono le memorie di Garech, pubblicate nel 2012, a testimoniare quanto espresso: “Forse la persona da cui ho imparato di più è Freud. Venne a Luggala per la prima volta con sua moglie Kitty. In seguito sposò mia cugina Lady Caroline Hamilton-Temple-Blackwood. Stava dipingendo il mio ritratto a Luggala quando la villa prese fuoco nel 1956, così diede la versione incompiuta a Caroline e ne incominciò una nuova. In seguito Lucian mi ha presentato molte persone interessanti, tra cui il pittore irlandese Francis Bacon, e fatto visitare le sale del Louvre”.

 

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Tra allarmi bomba e ordigni incendiari artigianali, scoperti nei giorni scorsi all’aeroporto di Heathrow, il London City Airport e la stazione ferroviaria londinese di Waterloo, provenienti dall’Irlanda, il nodo Brexit continua a tenere Londra sotto scacco. Il governo May e l’Europa sono in cerca di soluzioni. Il tempo stringe, una decisione si spera dovrebbe essere concordata tra le parti entro il tempo massimo. Al momento, il limite della brexit è fissato al 29 marzo 2019.

Ciò che potrebbe succedere dopo quel confine temporale non è dato saperlo. A rischio c’è la frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord. La paura è un ritorno al passato, un salto nel buio che potrebbe riaccendere animi nostalgici. La questione irlandese, i trobules, sono storia recente. Troppo recente per permettersi una Brexit con backstop, ossia senza rete di protezione al confine.

Per questo l’Europa tende ancora una volta la mano al Regno Unito invitando l’esecutivo britannico a presentare all’Unione europea nuove proposte entro le prossime 48 ore. L’obiettivo è superare l’impasse sull’accordo raggiunto tra Londra e Bruxelles non più negoziabile.

Brexit e backstop al confine

La Ue si dice pronta a vagliare proposte se Londra dovesse presentarne. Lo riporta la Bbc. La clausola dovrà spiegare come lasciare aperto il confine tra le due Irlande dopo la Brexit. I diplomatici dei 28 Stati membri sono stati informati che la premier Theresa May potrebbe incontrare il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker già in settimana. Progressi che dovranno maturare nonostate la posizione dell’Ue, secondo la quale l’accordo per la Brexit non può essere rinegoziato. A rompere il silenzio è stata la ministra francese per l’Europa, Nathalie Loiseau: “Non ci piace il backstop, non vogliamo doverlo implementare, e se dovessimo, non vorremmo rimanere nel backstop. Siamo tutti d’accordo che dovrebbe essere temporaneo”.

Il Regno Unito ha già detto che sono state formulate proposte “ragionevoli” per soddisfare le preoccupazioni dei parlamentari e rimanere in qualche modo legati alle regole europee. L’idea di May è quella di impedire i controlli fisici al confine tra l’Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. I parlamentari britannici dovranno esprimersi di nuovo sulla Brexit. Se rifiuteranno l’accordo, ancora una volta, potranno scegliere se uscire senza un accordo o posticipare l’uscita del Regno Unito dall’Ue oltre la data prevista del 29 marzo.

“Se l’accordo del primo ministro non verrà approvato, è probabile che la Camera dei comuni voterà per estendere la procedura dell’articolo 50, per non lasciare l’Unione europea senza un accordo, e dove andremo a finire è altamente incerto” ha dichiarato il Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, alla radio della BBC.

È stata ritrovata la testa mummificata di un crociato risalente a 800 anni fa. A darne notizia la polizia di Dublino. Il reperto era stato trafugato lo scorso febbraio dalla cripta della Chiesa di St Michan.

“Sono felicissimo” ha dichiarato l’arcivescovo della capitale, Michael Jackson, che ha aggiunto: “Le mummie nella cripta costituiscono una parte inestimabile del patrimonio della città”.

Il furto avvenne durante il weekend e, dunque, l’allarme fu lanciato tardivamente. Agli inizi della settimana successiva, una guida si rese conto di quanto fosse accaduto durante un tour.

 

St Michan e la mummia ritrovata

Il mese scorso, il furto nella cripta. Quando gli agenti sono intervenuti nella Chiesa hanno rinvenuto il piede di porco utilizzato per scassinare la bara. Se poco si sa su chi siano i responsabili materiali, molto si conosce sulla chiesa di St Michan e sulla mummia ora restituita. La testa trafugata appartiene a un ‘Crociato’, presumibilmente deceduto dopo aver preso parte alle crociate durante la riconquista di Gerusalemme. La Chiesa di St Michan, risalente al 1095, è considerata una popolarissima destinazione turistica. Ogni anno sono almeno 30 mila le persone che vi fanno visita.

A rendere avvincente questo luogo è proprio la cripta, la quale vanta decine di mummie, alcune delle quali sono perfettamente visibili perché risposte in delle bare aperte. Sembrerà un caso, eppure provate a pensarci, ognuna racconta una storia. Per motivi di sensibilità personali abbiamo deciso di non pubblicare le immagini e congedarvi con degli aneddoti che si raccontano da queste parti. Una tradizione locale sostiene come queste mummie abbiamo influenzato lo scrittore Bram Stoker, il papà di Dracula. Altri sostengono che il compositore Georg Friedrich Händel suonò l’organo della Chiesa di St Michan prima del debutto con l’oratorio in lingua inglese Messiah a Dublino. Correva l’anno 1742.

 

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Gli amanti dei Celti, dunque tutti coloro che in qualche modo prendono parte alle feste celtiche in Italia, avranno la possibilità di seguire una serie di di a.C.d.C. – tre puntate trasmesse dalla Rai – dal titolo “Alle porte di Roma“. Un modo per ripercorrere le origini, la storia e l’evoluzione dei rapporti e degli equilibri politici. Le tribù dei Celti si estendevano dalla Spagna all’Inghilterra, e dalla Francia alla Slovenia, fino all’Anatolia. Nuove scoperte archeologiche stanno disegnando un ritratto più preciso di queste popolazioni che per quasi un millennio hanno condizionato la storia dell’Europa e tenuto all’erta Roma.

Nella prima puntata di “Alle porte di Roma”, andata in onda il 7 marzo alle 21.10 su Rai
Storia, in primo piano sono state evidenziate le origini dei Celti nelle Alpi dell’Europa centrale e il sacco di Roma ad opera di Brenno. Il mistero che avvolge i Celti, un ‘popolo misterioso’ ammette Alessandro Barbero, Il professore che curerà l’introduzione della serie, è perché poco conosciamo di loro. Insomma, non ci sarebbe nessun segreto “esoterico”.

Per questo, i documentari, oltre a una narrazione delle gesta di alcune celebri personaggi come Brenno, Vercingetorige o la regina Boudicca si concentrano sulle ricerche archeologiche e aiutano a gettare un po’ di luce su questa civiltà. Eppure i Celti vantano una storia quasi millenaria, che compare in Europa centrale nell’VIII secolo avanti Cristo e che in pochi secoli si espande in tutto il continente, colonizzando la Spagna, la Francia, le isole britanniche, l’Italia – arrivando a conquistare, pur per un breve periodo, Roma – spingendosi anche nei Balcani e raggiungendo la penisola anatolica, rimanendoci per lungo tempo.

 

Alle porte di Roma

Molti non ricordano, o non associano immediatamente il nome dei Celti a quello dei Galli: in realtà si tratta dello stesso popolo nominato in modo diverso dai greci (Keltoi, da cui Celti) o dai romani (Galli), e basta ricordare che regioni come la Galizia spagnola, o come la Galizia dell’Europa centrale, derivano il loro nome proprio dai galli, ovvero i celti. Eppure, dopo quasi un millennio di presenza diffusa in tutto il continente, questo popolo è quasi scomparso completamente, soppiantato da altri popoli dominatori, i Romani e i Germani. E anche se le loro lingue sono andate sparendo, oggi si parlano ancora in Bretagna e in Galles, e in qualche area della Scozia e dell’Irlanda.

Quasi tutto quello che sappiamo dei Celti, in effetti, deriva dai resoconti dei loro nemici, di coloro che li “debellarono”, come appunto Giulio Cesare, che per giustificare la sua vittoriosa, e sanguinosa, campagna nella Gallia li descrisse spesso con toni foschi, come barbari dediti ai sacrifici umani. Altre fonti sui Celti sono quelle archeologiche, che naturalmente non raccontano in modo descrittivo, come gli scritti dei greci e dei romani, ma che permettono agli studiosi di oggi di avere preziosi informazioni e, in alcuni casi, di smentire dei luoghi comuni, come quelli riguardanti i grandi monumenti, i Dolmen e i Menhir, che a lungo sono stati attribuiti alla civiltà celtica e che invece risalgono a molto tempo prima che questo popolo si affacciasse sulla storia.

 

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Un milione di sterline e High Island è tua. Finisce in vendita un piccolo paradiso naturale composto da 80 acri (32 ettari) di roccia scoscesa.

In irlandese l’isola si chiama Ardoileán ed è di proprietà pubblica. High Island si trova a due miglia dalla costa di Galway, nell’oceano Atlantico ed è stata un tempo sede di un antico monastero irlandese.

Come riportato da The Guardian, dopo 3 mila anni di insediamenti a intermittenza, l’isola è rimasta disabitata. Raggiungibile esclusivamente via terra o via cielo, High Island accoglie un grande quantità di uccelli, erbe e felci.

 

Alla scoperta di High Island

“È un posto adorabile, un posto bellissimo”, ha dichiarato dall’ufficio vendite della Auctioneers Luke Spencer. Di certo su High Island non ci sono problemi di traffico o d’inquinamento e, tantomeno, non è possibile accedere a internet. Viceversa, se così si può dire, è un luogo ottimale per il pascolo se si considerano i due laghi naturali d’acqua dolce. Come abbiamo già accennato precedentemente, vi è un’abbondanza di avifauna. In particolare troviamo gabbiani, fulmari, berte di Manx, petroliere e ostriche e persino un paio di falchi pellegrini (in primavera). In autunno è facile trovare le oche dei cirripedi. Insomma, da queste parti regna la natura. Il futuro acquirente dovrà arrivare con il proprio mezzo a bordo di un gommone oppure atterrando da un elicottero.

Tra i resti ci sono quelli di un monastero del 7° secolo, che si ritiene sia stato fondato da Féchín of Fore, e di un mulino ad acqua, che si ritiene sia il primo esempio conosciuto di un mulino monastico irlandese. Tra le rovine c’è persino una capanna di pietra alveare completamente intatta, custodita dall’Irish Office of Public Works.

 

Distanze e come raggiungerla

High Island misura 80 acri e vanta due laghi d’acqua dolce che misurano 1,2 km e 4 km. L’isoletta si trova a soli tre chilometri da Claddaghduff, nella Contea di Galway.

 

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Dieci buoni motivi per visitare l’Irlanda nel 2019 con Voli a partire da 35,99 Euro. Con i suoi scenari eccezionali, la sua cultura, i suoi sapori genuini, le innumerevoli attività all’aria aperta e la sua gente, offre a tutti infinite opportunità per farsi scoprire.

Raggiungerla è semplice con i voli diretti Aer Lingus in partenza da 9 aeroporti italiani. Attualmente la compagnia offre voli per l’Irlanda a partire da 35,99 Euro per volare tra il 1° marzo e il 30 aprile 2019.

I voli si possono acquistare direttamente sul nostro sito web, dove è possibile scoprire tutte le promozioni in corso, servizi e suggerimenti di viaggio. Clicca qui!

 

10 principali buoni motivi

Qui di seguito i 10 principali buoni motivi per visitare l’Irlanda quest’anno!

Si preparano ad un lungo weekend di festeggiamenti le città e i paesi irlandesi con parate, mercatini, musica ed eventi culturali che verranno organizzati lungo tutta l’Isola. Nella capitale i festeggiamenti si protrarranno per ben 5 giorni, dal 14 al 18 marzo, al cui centro ci sarà il tema “A celebration of Irish Storytelling”.

Puck Fair a Killorglin. È una delle più antiche fiere d’Irlanda che si svolge dal 10 al 12 agosto di ogni anno. Bancarelle, musica, artisti di strada sono i protagonisti indiscussi di questa storica ricorrenza. Per l’occasione verranno incoronati una regina ed un re caprone.!

Il Food Festival si tiene nel mese di settembre si tiene il pluripremiato A Taste of West Cork Food Festival che celebra West Cork in tutti i suoi aspetti: i prodotti artigianali, i produttori, i ristoranti e il suo paesaggio.

In ottobre si svolge il Dingle Food Festival nella penisola di Dingle, lungo la Wild Atlantic Way, ed è interamente dedicato al delizioso food locale con dimostrazioni di cucina, workshop, wine tasting.

The Wild Atlantic Way è catalogata tra le più lunghe vie costiere del mondo, la selvaggia costa occidentale dell’Irlanda offre viste spettacolari, città in fermento e gente amichevole. Un percorso indimenticabile!

Attività all’aria aperta fra la natura versatile dell’Isola che offre una miriade di attività avventurose come il rock hopping, il kayaking, l’arrampicata e il ciclismo; c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Paesaggi mozzafiato: dalle Cliffs of Moher, alla Giant’s Causeway, fino al Ring of Kerry e tutto ciò che si trova tra questi luoghi, l’Irlanda offre alcune tra le viste panoramiche più belle al mondo.

 

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