Dieci buoni motivi per visitare l’Irlanda nel 2019 con Voli a partire da 35,99 Euro. Con i suoi scenari eccezionali, la sua cultura, i suoi sapori genuini, le innumerevoli attività all’aria aperta e la sua gente, offre a tutti infinite opportunità per farsi scoprire.

Raggiungerla è semplice con i voli diretti Aer Lingus in partenza da 9 aeroporti italiani. Attualmente la compagnia offre voli per l’Irlanda a partire da 35,99 Euro per volare tra il 1° marzo e il 30 aprile 2019.

I voli si possono acquistare direttamente sul nostro sito web, dove è possibile scoprire tutte le promozioni in corso, servizi e suggerimenti di viaggio. Clicca qui!

 

10 principali buoni motivi

Qui di seguito i 10 principali buoni motivi per visitare l’Irlanda quest’anno!

Si preparano ad un lungo weekend di festeggiamenti le città e i paesi irlandesi con parate, mercatini, musica ed eventi culturali che verranno organizzati lungo tutta l’Isola. Nella capitale i festeggiamenti si protrarranno per ben 5 giorni, dal 14 al 18 marzo, al cui centro ci sarà il tema “A celebration of Irish Storytelling”.

Puck Fair a Killorglin. È una delle più antiche fiere d’Irlanda che si svolge dal 10 al 12 agosto di ogni anno. Bancarelle, musica, artisti di strada sono i protagonisti indiscussi di questa storica ricorrenza. Per l’occasione verranno incoronati una regina ed un re caprone.!

Il Food Festival si tiene nel mese di settembre si tiene il pluripremiato A Taste of West Cork Food Festival che celebra West Cork in tutti i suoi aspetti: i prodotti artigianali, i produttori, i ristoranti e il suo paesaggio.

In ottobre si svolge il Dingle Food Festival nella penisola di Dingle, lungo la Wild Atlantic Way, ed è interamente dedicato al delizioso food locale con dimostrazioni di cucina, workshop, wine tasting.

The Wild Atlantic Way è catalogata tra le più lunghe vie costiere del mondo, la selvaggia costa occidentale dell’Irlanda offre viste spettacolari, città in fermento e gente amichevole. Un percorso indimenticabile!

Attività all’aria aperta fra la natura versatile dell’Isola che offre una miriade di attività avventurose come il rock hopping, il kayaking, l’arrampicata e il ciclismo; c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Paesaggi mozzafiato: dalle Cliffs of Moher, alla Giant’s Causeway, fino al Ring of Kerry e tutto ciò che si trova tra questi luoghi, l’Irlanda offre alcune tra le viste panoramiche più belle al mondo.

 

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Aer Lingus ha svelato oggi il restyling del suo brand con un nuovo logo e una nuova livrea per gli aeromobili, che riflette il posizionamento della compagnia di brand irlandese moderno e contemporaneo che compete nel panorama internazionale. La nuova identità del brand supporta l’obiettivo di diventare la compagnia leader nello spazio Nord Atlantico.

Il nuovo logo conserva e rinnova l’iconico trifoglio, conferendogli un’inclinazione che simboleggia dinamismo e velocità, con foglie a cuore che riflettono il calore e l’ospitalità del brand. I clienti vedranno quattro trifogli sulla nuova livrea degli aeromobili. Il primo è compreso nel nuovo logo, il secondo è posizionato sulla coda, il terzo accoglie i clienti al portellone e il quarto è posizionato sulla punta dell’ala, posizione privilegiata per uno scatto da condividere sui social.

Il carattere del logo della compagnia è stato sostituito con il font “diodrum” e il colore dominante è il verde acqua. Il nuovo look vedrà la fusoliera degli aeromobili in bianco con la coda e i motori verde acqua, con un design elegante e contemporaneo. Il carrello d’atterraggio color verde acqua consentirà di essere immediatamente riconoscibile da chi sta a terra. Il rebranding è stato applicato oggi a tutte le piattaforme del brand, con un nuovo design per il sito web e la app. Sarà visibile attraverso tutti i punti di contatto con i clienti, dal check-in al gate d’imbarco fino all’ingresso nell’aeromobile.

 

Nuovo brand

L’aggiornamento fa parte dell’ambizioso piano di crescita della compagnia aerea che vedrà incrementare la sua flotta Nord Atlantica da 17 a 30 aeromobili entro il 2023. Complessivamente, l’azienda prevede di espandere la sua flotta di A330 fino a 16 aeromobili (da 13 nel 2017) e di investire in 14 nuovi A321LR per supportare la crescita attraverso l’Atlantico e in Europa.

Sean Doyle, Chief Executive Officer ha dichiarato: “Aer Lingus è una moderna storia irlandese di successo internazionale, fondata sull’impegno profuso, l’intraprendenza e la dedizione delle nostre persone. Oggi siamo lieti di presentare il restyling del nostro brand, vent’anni dopo l’ultimo investimento in una nuova livrea, che riflette il nostro posizionamento di compagnia aerea moderna e contemporanea. Negli ultimi anni abbiamo conseguito un eccezionale successo grazie a nuove rotte, nuovi aeromobili, nuovi posti di lavoro e nuove opportunità sia per i collaboratori che per i clienti”.

“L’aggiornamento del brand rispecchia una compagnia aerea che collega coloro che vivono a Montreal a Marsiglia; Berlino a Boston; così come quelli che vivono a Cork alla Croazia. Per l’Irlanda è un vantaggio considerevole collocarsi al centro di queste connessioni, e noi siamo determinati nel realizzare questo potenziale per l’Irlanda”.

“Consapevoli delle sfide che ci attendono nell’industria moderna, abbiamo piani ambiziosi per il nostro futuro e gli anni a venire e infatti l’investimento nella nostra nuova identità di brand e nella livrea degli aeromobili, nelle nostre nuove divise che saranno svelate entro la fine dell’anno, e nella nostra espansione della flotta sono considerati investimenti nel futuro per consentirci di realizzare il nostro obiettivo di diventare vettore aereo leader nel Nord Atlantico”.

Mike Rutter, Chief Operating Officer, ha dichiarato: “Il brand Aer Lingus si è evoluto in modo significativo negli ultimi anni. Dal 2015 abbiamo considerevolmente investito nella nostra compagnia migliorando la nostra value proposition e l’esperienza dei clienti diventando l’unica compagnia aerea a quattro stelle in Irlanda. Le innovazioni che abbiamo introdotto comprendono l’installazione del Wi-Fi sui nostri A330, il check-in automatico e l’imbarco dei bagagli all’aeroporto di Dublino, il perfezionamento della Business Class con letti completamente estensibili e miglioramenti della ristorazione di classe economica. Abbiamo anche migliorato le nostre prestazioni per diventare la compagnia aerea più puntuale dell’aeroporto di Dublino.

“Abbiamo condotto un estesa ricerca sui clienti in Irlanda, Europa e Nord America per informare ogni fase chiave del processo e garantire che il brand rivelato oggi rispecchi il nostro posizionamento di vettore di valore. La ricerca ha confermato l’importanza del nostro trifoglio – emblema irlandese al centro del brand Aer Lingus da oltre 80 anni – al quale abbiamo reso più pronunciati i ‘cuori’ per evidenziare la nostra ospitalità e il nostro servizio.

“Il nuovo look della livrea consolida il nostro posizionamento di compagnia aerea irlandese moderna e contemporanea nel panorama internazionale, e allo stesso tempo consente anche ai clienti che hanno sempre amato il nostro marchio di conservare un’affiliazione positiva”.

Il nuovo look del brand Aer Lingus viene presentato oggi attraverso l’app, il sito web, il check-in e i gate d’imbarco. Il rinnovamento del brand è in linea con il modello di valore, come parte del normale programma di verniciatura degli aerei. Tutti i nuovi aeromobili verranno consegnati sfoggiando la nuova livrea e l’aggiornamento delle risorse digitali.

L’A330 (aeromobile della serie A330-300, EI-EDY, St Munchin) è stato presentato in un evento all’Hangar 6 presso l’aeroporto di Dublino, nello stesso luogo dove è stato dipinto. L’A320 (aeromobile della serie A320-200, EI-CVA, St Schira.) è invece arrivato dall’aeroporto di Shannon, dove è stato dipinto. Il A330 con la nuova livrea opererà per la prima volta venerdì 18 gennaio con il volo operativo EI105, che sarà accolto con un ricevimento all’aeroporto internazionale John F. Kennedy.

 

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Promesso, lo chef irlandese JP McMahon, una stella Michelin, ha deciso di bandire l’avocado dalla sua cucina. La colpa sta nella coltivazione del frutto e non nella sua indubbia genuinità.

Non bisogna cedere al suo colore verde appariscente, alla sua consistenza creamy, al fatto che sia vegano, e alle sue proprietà nutrizionali: l’avocado è sinonimo di deforestazione.

Per questo JP McMahon ha detto ‘No’ una volta per tutte. Il suo ristorante a Galway ha smesso di offrire avocado. Altri stanno seguendo l’esempio dopo i dati divulgati sulle esportazioni del prodotto negli Usa e in Europa. “Mi ha colpito come questo frutto sia legato ai cambiamenti climatici e alla deforestazione. In Occidente è simbolo di salute”, ha dichiarato lo chef.

 

Avocado bandito, contribuisce alla deforestazione

“Diamante del sangue” secondo JP McMahon, un chiaro riferimento ai diamanti estratti in Africa che hanno alimentato, e continuano ad alimentare, conflitti mortali. Veniamo ai numeri. In Messico, Cile, Perù e Colombia la produzione è aumentata per soddisfare la crescente domanda degli Stati Uniti ed Europa.

In particolare il Messico è il principale produttore mondiale di avocado, le cui maggiori produzioni sono concentrate nello stato di Michoacan (al centro) sulla costa del Pacifico, che presenta un terreno vulcanico adatto. A metà gennaio, un camion carico di avvocati usciva dallo stato ogni sei minuti per soddisfare la domanda del Superbowl, il gran finale di football americano negli Stati Uniti.

Nel 2018 sono state inviate più di 377 mila tonnellate negli States, pari all’80% della produzione: un aumento del 13% rispetto all’anno scorso. Circa 57 mila tonnellate sono esportate in altri mercati (+ 8%), secondo figure dell’Associazione messicana di produttori ed esportatori di avvocati (APEAM).

 

Produzioni legali e illegali

La continua domanda di avocado ha portato a una crescita legale e illegale di piantagioni con una conseguente deforestazione di migliaia di ettari. In Messico c’è una pratica molto comune tra i proprietari di foreste: seminano avocado sotto gli alberi, e gradualmente tagliano gli arbusti per far spazio al frutto. Molti incendi sono dolosi, finalizzati a recuperare terreni da adibire alla produzione di avocado. Solo nel 2018, le stime sulle piantagioni illegali hanno fatto registrare un abuso del territorio pari a 15 mila ettari. Nonostante la deforestazione sia un problema dal 1997, il boom di domanda di avocado ha accelerato ulteriormente il fenomeno. Da una parte ci sono i posti di lavoro, 75 mila diretti e 30 mila indiretti, dall’altra la salute del Pianeta.

“Ci sono bambini di 10 anni che non hanno mai visto l’acqua nel fiume”, spiega Rodrigo Mundaca, fondatore di Modatima, un’organizzazione che si batte per l’accesso all’acqua nella provincia di Petorca, nel centro del Cile. Gli abitanti sono sicuri che dieci anni di siccità siano la prova della perversa gestione dell’industria, accusata dai locali di drenare i fiumi e scavare pozzi per catturare le falde acquifere. A 150 Km da Santiago, infatti, sono prodotti la maggior parte degli avocadi cileni esportati nel mondo. La stagione 2017-2018 è stata proficua: quasi 225 mila tonnellate di avocado. Soltanto il 30% era destinato al consumo locale mentre il resto è stato destinato all’esportazione negli Stati Uniti, in Europa, Cina e Argentina. Secondo Rodrigo, la coltivazione di avocado richiede grandi quantità di acqua: “Circa 100 mila litri al giorno per ettaro”.

 

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Continua l’espansione di Salesforce in Irlanda e, dunque, in Europa. L’impresa statunitense di cloud computing con sede a San Francisco, California, prevede l’assunzione di oltre mille e cinquecento persone che a vario titolo saranno impiegati nei nuovi uffici del gruppo.

Salesforce consolida così la sua presenza in Europa. In particolare, l’azienda statunitense punta a servire il mercato di Regno Unito e Francia. Da sempre interessata all’Irlanda, dove operano dagli anni 2000, il nuovo campus sarà realizzato in città e prevede la creazione di nuovi posti di lavoro, da ammortizzare nei prossimi cinque anni, e un incredibile sovvenzione di 1 milione di dollari da destinare alla Educate Together, l’organizzazione caritatevole che gestisce scuole per l’uguaglianza in Irlanda.

Con premesse di investimenti per 2,5 miliardi nascerà il ‘nuovo quartiere’ di Salesforce: un complesso di quattro edifici interconnessi nella vivace zona della Silicon Docks, nel quartiere Docklands, sul fiume Liffey. “Il nuovo sviluppo sarà uno degli uffici più sostenibili che l’Irlanda abbia mai visto”, assicurano gli americani.

 

Salesforce assume a Dublino

Fondata nel 1999, in Italia dal 2003, Salesforce è operativa in 36 paesi nel mondo. La sua missione riguarda il mondo Cloud, Mobile, Social e quello legato all’Intelligenza Artificiale. Insomma, il colosso americano cerca di intercettare ciò che sembra essere il futuro dell’umanità. Attualmente, l’azienda opera in Irlanda dal 2000, appena un anno dopo la fondazione a San Francisco.

Nella zona della Silicon Docks, il gruppo cercherà di creare un team sempre più internazionale e una sede che rispetti l’ambiente. Secondo le dichiarazioni del colosso statunitense, i nuovi edifici saranno interamente elettrici e alimentati da energia rinnovabile. Saranno installati pannelli solari con un sistema di accumulo di batterie all’avanguardia. Il tetto, a mo’ di giardino, sarà in grado di catturare l’acqua piovana per usi alternativi e fornirà uno spazio esterno con ampie vedute della città ai dipendenti.

Salesforce erogherà una lauta offerta a Educate Together: sarà la più grande sovvenzione europea del gruppo volto a contribuire all’apertura di nuove scuole primarie e secondarie, oltre che migliorare la qualità delle scuole esistenti e sviluppare l’educazione etica dei ragazzi. A questo si aggiunge la disponibilità dei dipendenti irlandesi disposti a offrire, nel 2019, 38 mila ore di volontariato alle organizzazioni non profit locali.

 

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Le luci del Natale incantano i tanti che hanno scelto Dublino per festeggiare l’ultimo dell’anno. Così abbiamo selezionato qualche video per mostrare cosa è successo nella capitale irlandese: il countdown e i botti di benvenuto al 2019.

Festeggiare Capodanno in Irlanda è qualcosa di meraviglioso. Il nuovo anno è iniziato con un cielo illuminato da una spettacolare esibizione di fuochi d’artificio e laser.

Prima, però, spazio ai più piccoli. A loro è dedicato il Liffey Lights Midnight Moment: un’esibizione colorata di raggi pirotecnici e laser.

 

 

Luci e botti 2019

Un clima favorevole ha permesso a molte persone di partecipare al festival. “C’era un’atmosfera da carnevale, dato che più di 25 mila persone hanno preso parte agli eventi di fine anno”, commenta un intervistato alla tv nazionale. A fare da sfondo a una serata indimenticabile è stata la Custom House.

 
Tra i vip presenti alla serata c’era anche il leader degli U2 Bono, il cui figlio Elijah, frontman della band Inhaler, era nella line-up del megaconcerto 3Countdown. Artisti del momento che hanno cavalcato il palco durante lo spettacolo dedicato alla fine dell’anno: Gavin James, gli Hudson Taylor, Wild Youth.

 

Come a Dublino, anche nel resto del mondo i fuochi d’artificio sono stati eccezionali. Questo video meraviglioso documenta i festeggiamenti nel resto del mondo.
 

 

17 mila euro per acquistare gli occhiali indossati dal romanziere durante la stesura dell’Ulisse: ad aggiudicarsi il cimelio è stato un collezionista privato irlandese, di cui non è stato reso noto il nome.

L’asta, organizzata da Fonsie Mealy Auctioneers a Dublino, si è svolta al Talbot Hotel. All’evento hanno preso parte collezionisti provenienti da tutto il mondo. Oltre ai presenti in sala, numerose persone – a vario titolo – erano collegate via internet.

Gli occhiali, stimati intorno ai 6 mila euro, hanno subito un forte rialzo grazie alle numerose offerte proposte da acquirenti cinesi, giapponesi, australiani e americani fino a quando si è giunti a quella definitiva. Un irlandese si è fatto avanti imponendo il prezzo. “Siamo lieti che gli occhiali siano stati acquistati da un compratore irlandese e che siano rimasti, si spera, in Irlanda”, ha dichiarato George Mealy, banditore dell’asta.

Gli occhiali di Joyce

Lo scrittore irlandese James Joyce (1882-1941) indossava questi occhiali quando era impegnato nella stesura del suo capolavoro: l’Ulisse, opera somma che ancora oggi viene ricordata il 16 giugno nel giorno del Bloomsday. Ma se poco si sa sul misterioso acquirente irlandese, per ovvie questioni di privacy, si conoscono i nomi di coloro che hanno deciso di mettere in vendita gli occhiali e altri cimeli appartenuti all’artista irlandese. Si tratta dei discendenti di Thomas Pugh, un amico ipovedente di Joyce, a cui lo scrittore aveva regalato diversi oggetti durante una visita a Parigi. Nella stessa asta sono state battute due lettere autografe dello scrittore indirizzate a Pugh, entrambe del 1934, vendute rispettivamente per 14 e 4 mila euro.

 

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I confini dell’Irlanda del Nord potrebbero intrappolare il Regno Unito in “protratti e ripetuti giri di negoziati”. È quanto riporta il Guardian, che pubblica il dossier integrale sul parere legale – in merito all’accordo raggiunto con Bruxelles – chiesto dall’esecutivo al procuratore generale Geofrrey Cox.

Il ‘backstop’, che sta per rete di sicurezza, destinato a evitare un confine fisico tra Irlanda e Irlanda del Nord, potrebbe incastrare il Regno Unito negli anni a venire. Lo scrive Cox che sottolinea come sia alto il rischio che il paese resti legato per un tempo “indefinito” a Bruxelles.

La clausola di salvaguardia, infatti, prevede il mantenimento dell’unione e allo stesso tempo vincola a trovare una soluzione per i confini. E c’è chi invoca un nuovo referendum popolare.

 

Nodo Brexit, il parere sull’accordo per uscire dalla UE

Secondo Cox non sarà facile svincolarsi dal ‘backstop’. Nel caso ci fossero i presupposti, e nonostante sia riportato esplicitamente che tale vincolo non sia permanente, ci dovrà essere l’intenzione delle parti di concludere un nuovo accordo. In base al diritto internazionale il protocollo potrebbe durare all’infinito, per questo il procuratore afferma che tale vincolo proseguirebbe “anche nel caso i negoziati dovessero chiaramente interrompersi”.

Tutto ciò si è trasformato in un nuovo duro scontro alla Camera dei Comuni. Theresa May è sempre più bersagliata ed etichettata come ‘traditrice’. Il dissenso avanza sia internamente che fuori dalla maggioranza e il parere del procuratore, sostenuto dal governo Tory, mette in evidenza i rischi di rimanere imbrigliati a Bruxelles. Dunque, non è bastata la ventilata ipotesi di pubblicare la sintesi del documento – come avrebbe voluto la May. Parte degli alleati di governo, nonché l’opposizione, hanno spinto per la pubblicazione integrale. Ma chi sono i brexiteer che potrebbero rovesciare il governo? Sono gli uomini legati a Boris Johnson e la destra unionista nordirlandese del Dup.

In questo ‘pantano’ c’è chi vorrebbe un nuovo referendum. Ossia mettere in discussione la Brexit. L’euroscettico Liam Fox, non ha utilizzato mezzi termini nei confronti dei deputati favorevoli a un referendum bis: “L’intenzione è quella di rubare l’indipendenza al popolo”. Le polemiche si susseguono. In bilico c’è il rapporto con gli unionisti del Dup che tengono in vita la maggioranza. L’Irlanda del Nord è l’ago della bilancia. Una minaccia, mai palesata prima dell’uscita del Regno Unito dall’Europa.

 

Governo battuto

Il governo va sotto per tre volte in Parlamento: la mozione che merita più importanza è quella relativa al ruolo chiave del Parlamento nel delineare il futuro della Brexit. Questo perché si vuole impedire che, dopo il probabile affossamento del piano May, che la Gran Bretagna subisca una uscita catastrofica dalla Ue. Come abbiamo appena ricordato, la prima conseguenza di quest è stata la pubblicazione integrale del parere chiesto a Cox.

 

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Fa discutere l’assoluzione di un ragazzo di 27 anni, presunto stupratore di una ragazza di 17 anni di Cork. La motivazione del tribunale irlandese ha innescato manifestazioni di protesta virtuali e reali. Secondo la difesa, la giovane “se la sarebbe cercata perché indossava un tanga in pizzo“.

Dunque, l’abbigliamento sexy, il tanga nel dettaglio, ha in qualche modo favorito e scagionato il giovane accusato di stupro. Il ventisettenne si è sempre difeso sostenendo che il rapporto sessuale fosse consenziente.

Una storia che risale al 6 novembre scorso accaduta in Irlanda e che sta mobilitando il Centro di Dublino contro le violenze sulle donne e persino il Parlamento. La deputata Ruth Coppinger ha mostrato un tanga blu di pizzo in aula per denunciare “la routine di incolpare le vittime”.

 

Il tanga è stato ritenuto dal giudice sexy lingerie, dunque provocante

“Potrebbe sembrare imbarazzante mostrare un tanga in Aula”, ha dichiarato la parlamentare. “Come pensate che si senta una vittima di stupro, quando in modo inappropriato viene mostrata la sua biancheria intima in un tribunale?”. Così nel suo intervento la politica ripercorre la vicenda.

Parole a cui fa eco il Centro di Dublino contro le violenze sulle donne che, pur non addentrandosi nel merito della sentenza, ossia trascurando ogni giudizio su quanto fosse ritenuto sexy il ‘tanga’, ha chiesto una riforma del sistema giuridico in cui, a suo dire, vengono spesso usati questo tipo di pregiudizi contro le donne.

I social si sono fatti sentire sbandierando l’hashtag #ThisIsNotConsent. Centinaia di donne irlandesi hanno postato fotografie del loro abbigliamento intimo, tanga e mutandine colorate, in segno di protesta. A sostegno della vittima di abusi sessuali, ci sono state numerose manifestazioni in svariate città irlandesi. A cominciare da Cork, luogo dove si è tenuto il processo.

 

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Un referendum sancisce la fine del reato di blasfemia in Irlanda. Il sì ha vinto con il 64,85% dei voti, in concomitanza con l’elezione del presidente della Repubblica: riconfermato il laburista e poeta Michael Higgins con il 55,81 per cento dei voti.

Chiamati alle urne, il 43,8 per cento degli aventi diritto si espresso a favore della rimozione dell’aggettivo “blasfeme” dall’articolo 40.6 (“La pubblicazione o l’espressione di opere o parole blasfeme, sediziose o indecenti, costituisce un reato punito dalla legge”). Già approvato in Parlamento, il disegno di legge che prevede l’abolizione del reato di blasfemia doveva essere ratificato dall’approvazione popolare. Una scelta obbligata visto che tale decisione comporterà la modifica della Costituzione irlandese.

Dati alla mano, era dal 1855 che nell’isola non veniva emessa una condanna per blasfemia. Oramai anche la Chiesa cattolica irlandese aveva rinunciato alla difesa di una legge ‘definita obsoleta’. Già nel 2009 si cercò di ‘ammorbidire’ il reato di blasfemia alternando al reato una multa fino a 25mila euro. Ciò valeva non soltanto per le maldicenze contro il Dio cristiano, ma anche nei confronti delle credenze di altre religioni.

 

Reato di blasfemia, il caso Fry

È il caso Stephen Fry a riaccende nell’opinione pubblica il dibattito sul reato di blasfemia in Irlanda. L’attore britannico, durante un’intervista, si lasciò andare a dei commenti che divisero il pubblico. Alla domanda: “Cosa avrebbe detto a Dio nel caso avesse avuto la possibilità di incontrarlo”, Fry rispose: “Come hai osato creare un mondo ingiusto verso la gente senza colpa. Tutto ciò è profondamente malvagio. Perché dovrei rispettare un Dio capriccioso, malevolo e stupido, che crea un mondo pieno di ingiustizia?”. L’episodio non passò inosservato, ci furono delle denunce che successivamente i giudici archiviarono.

Così il processo che si era già messo in moto, sostenuto dalle scelte d’Inghilterra e Galles che già nel 2008 avevano perseguito l’abolizione del reato di blasfemia, ha raggiunto l’obiettivo. Ne dà voce l’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) che chiede anche all’Italia di abolire le sanzioni verso la bestemmia. Nel nostro paese, espressioni blasfeme contro la divinità erano considerate reato fino al 1999, prima di finire depenalizzate e trasformate in illeciti amministrativi puniti con una sanzione che va tra 51 e 309 euro.

 

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Sinéad O’Connor riesce ancora a sorprendere. Stravagante come sempre, la cantante irlandese si è convertita all’Islam e ha cambiato nome in Shuhada. Una notizia diffusa attraverso i social e che sta rimbalzando anche sui media tradizionali. Attraverso Twitter, O’Connor ha voluto ringraziare “i fratelli e le sorelle musulmani” per averla accolta nella Umma, la comunità che unisce tutti i musulmani del mondo. Sempre attraverso il social, la cantante ha reso pubblico un video in cui canta l’azan, il richiamo alla preghiera.

51 anni, famosa per successi degli anni Novanta come “Nothing Compares 2 U”, l’irlandese era già finita alle cronache per svariate cose. A cominciare dal cambio del nome nel 1992, facendosi chiamare Magda Davitt, e per aver strappato una foto di Papa Giovanni Paolo II durante una puntata del Saturday Night Live, per richiamare l’attenzione sulle accuse di abusi sessuali portati avanti dalla Chiesa irlandese.

Negli ultimi anni, O’Connor è apparsa più volte contraddittoria e problematica. Depressione e disturbi mentali l’hanno spinta ripetutamente al suicidio nel 2015 e 2017. Anche in ambito di religioso, l’ex star si era fatta dapprima nominare sacerdote dagli ortodossi, successivamente dagli apostolici. Questa volta la scelta sembra apparire più convincente. Almeno si spera.

Shuhada, l’inizio di una nuova vita

Con l’hijab, Shuhada, che vuol dire martire in arabo, sembra aver trovato la propria strada. “Questo è per annunciare che sono orgogliosa di essere diventata musulmana. È la naturale conclusione del viaggio di un qualsiasi teologo intelligente. Tutte le scritture portano all’Islam, il che rende tutte le altre scritture superflue”. La decisione è stata condivisa dall’imam irlandese Umar al-Qadri che ha postato un video della cantante che recita la dichiarazione di fede islamica, la shahadah. “È così felice!”, ha commentato su Twitter.

 

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