Intossicata dal alcool, la cantante dei Cranberries Dolores O’Riordan è morta per annegamento in modo accidentale nella vasca da bagno. Lo rivela il medico legale. La cantante si trovava in Inghilterra con i Cranberries per una sessione di registrazioni. 

Così, quella morte avvolta nel mistero dal 15 gennaio, che ha devastato milioni di fan, trova il suo epilogo. La stella della celebre band irlandese, 46 anni, trovata senza vita in una stanza del Park Lane Hilton Hotel a Londra non si è suicidata, come si era ipotizzato. Come spiega il medico legale Shirley Radcliffe, la causa riconduce a “un annegamento accidentale dovuto a intossicazione”, e che non sono state trovate “prove di ferite o di atti di autolesionismo”.

Secondo il Guardian, il livello di alcool trovato nel sangue era quattro volte più alto del limite: i dati registrano 330mg per 100ml di sangue, oltre a un alto tasso di fumo e uso di medicine. Le analisi sono state rese note alla Westminster Court, dove l’incaricato di medicina legale ha presentato i risultati della sua indagine. Ripercorrendo quel tragico giorno, anche uno dei testimoni davanti al Giudice conferma quanto dichiarato dal medico legale: “Quella sera la cantante ha fatto uso e abuso di un’ingente quantità di alcolici”.

 

La carriera con la band

Dolores O’Riordan entra a far parte del gruppo nel 1990, in sostituzione del cantante Niall Quinn. Con la band, la cantautrice pubblicherà tre album: Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We? (1993), No Need to Argue (1994), l’album che contiene la celebre Zombie premiata agli MTV Awards come migliore canzone del 1995, e To the Faithful Departed (1996). Nel 1999 esce il nuovo disco, Bury the Hatchet, pubblicato dalla Island Records. Seguono altre due pubblicazioni, Wake Up and Smell the Coffee – quinto album del gruppo – e The Best of 1992 – 2002. L’anno successivo la band si scioglie.

 

La carriera solista di Dolores O’Riordan

Dolores inizia la carriera solista e nel 2004 torna con la colonna sonora del film di Mel Gibson ‘La passione di Cristo’. Nel 2004, canta con Zucchero Fornaciari in Zu & Co. nel brano Pure Love, eseguita anche dal vivo col cantante emiliano durante il Tour. Segue, nel 2007, un duetto con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro nel brano ‘Senza fiato’. Il suo primo album da solista è Are You Listening? mentre il secondo sarà No Baggage, pubblicato qualche mese prima di tornare con la band.

 

Il brano Zombie

Il brano Linger

In occasione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie in Irlanda, Papa Francesco ha incontrato le autorità del paese, chiesto scusa alle vittime della pedofilia ecclesiale e certificato apertamente il fallimento della Chiesa: «Sulla pedofilia la chiesa ha fallito».

«Torno in Irlanda dopo 38 anni, dove sono stato quasi tre mesi per praticare l’inglese, nell’anno 1980. E anche per me questo è un ricordo bello», erano state le prime dichiarazioni di Francesco sul volo da Roma a Dublino.Un momento di riconciliazione dopo la visita in Irlanda di Giovanni Paolo II, avvenuta nel 1979. Nel frattempo, il paese a forte maggioranza cattolica è cambiato: la legalizzazione dei matrimoni gay e dell’aborto ne sono una testimonianza. Forse anche per questo, Bergoglio ha avuto la necessita di condannare con fermezza gli scandali legati alla pedofilia ecclesiale, gli abusi su minori commessi da chi era stato chiamato a proteggere i più piccoli e, col tempo, ne è divenuto carnefice. Alcuni vescovi, superiori religiosi e sacerdoti irlandesi, hanno provocato sofferenza e scosso profondamente la comunità cattolica: «La Chiesa deve eliminare questo flagello a ogni costo».

I momenti più importanti, finora, del Papa in Irlanda hanno riguardato l’incontro con le autorità al Dublin Castle, la visita alla Christ Church Cathedral, dove ha pregato per le vittime della pedofilia, e la Festa delle Famiglie al Croke Park.

 

L’arrivo nell’isola

Accoglienza da star per il Papa

Durante il discorso al Croke Stadium il Papa si è rivolto alle famiglie così: «Avete bisogno soltanto di tre parole: Scusa, per favore e grazie».

 

Il premier irlandese, Leo Varadkar, a margine del discorso del Papa in Irlanda ha voluto rimarcare «la storia di dolore e di vergogna» che si è ‘consumata’ nel paese. Un chiaro riferimento alle ferite dovute dai crimini commessi da preti cattolici nei confronti dei minori. Varadkar ha sottolineato che c’è ancora molto da fare per ottenere giustizia e guarigione per le vittime.

La visita di Giovanni Paolo II nel 1979

Ecco il filmato della visita di Giovanni Paolo II nel 1979 a Phoenix Park.

La visita alle reliquie di Matt Talbot

Nel tragitto verso la Cattedrale di Dublino, Bergoglio si è fermato a venerare le reliquie di Matt Talbot, un operaio di Dublino, ex alcolista morto nel 1920. Matt era nato nel 1856 ed era stato uno scolaro molto indisciplinato, tanto che a dodici anni fu messo a lavorare come garzone in un deposito di vino e birra. A tredici anni tornò a casa ubriaco. Lavorava e beveva. A diciassette anni vendette anche le scarpe e le calze che aveva indosso per comprarsi da bere. A ventisette anni nessuno voleva più pagargli da bere, si beveva tutti i suoi guadagni. Poi il voto di non bere più e la conversione.

 

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Se così si può dire, grazie a un rogo, uno dei tanti che stanno devastando ettari di terreno in Europa e nel mondo, è emersa in Irlanda una scritta risalente alla seconda Guerra Mondiale: Éire.

La misteriosa, quanto apprezzata, scoperta della scritta Éire è stata fatta dalla polizia locale a Bray Head, sulla costa orientale, nei dintorni di Dublino.

Cosa significa la scritta Éire? Si tratta di un segnale per i piloti che sorvolando la zona durante la guerra, una sorta di avvertimento che annunciava il territorio neutrale irlandese e dunque l’invito a non sganciare bombe.

 

 

Éire, la scritta di 70 anni fa

Ha 70 anni ed è stato realizzata con delle pietre. Scoperta durante un sorvolo per via di un incendio, la parola Éire era nascosta tra i boschi di Bray Head. Risalire al significato di tale realizzazione è stato abbastanza semplice: si tratta di un avvertimento per tutti i piloti che sorvolavano l’area, di non bombardare la zona neutrale. Ma ciò che avvalora la scoperta non è tanto il significato quanto le poche tracce rimaste dell’epoca.

 

Neutralità dell’Irlanda durante la Seconda Guerra Mondiale

L’Irlanda rimase ufficialmente neutrale per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale, posizione nota come “the Emergency” (che dava pieni poteri al governo), pur collaborando con gli Alleati (Francia, Inghilterra, USA e URSS): 50mila irlandesi parteciparono al conflitto come volontari accanto ai britannici. Nel 1939, allo scoppio della guerra, l’Irlanda era ancora formalmente un dominio britannico. La sua totale indipendenza fu riconosciuta dieci anni dopo dal re Giorgio VI. Nel 1940 la Gran Bretagna propose al governo irlandese l’unificazione dell’Irlanda in cambio della sua partecipazione alla guerra. Ma il premier De Valera rifiutò perché convinto della sconfitta britannica. Per questo motivo, o meglio per via della posizione neutrale, sulle coste irlandesi capeggiava la parola Éire: segno per i bombardieri tedeschi. In realtà, i bombardamenti ci furono lo stesso. Il più importante colpì Dublino nel 1941.

 

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Il Gosford Castle è in vendita per 500mila sterline. Reso celebre durante la terza stagione di Game of Thrones, residenza dei Tully, conosciuta come il Delta delle Acque, la fortezza si trova lungo Mullaghbrack Road nel villaggio di Markethill, nella Contea di Armagh.

Nel 2006 il castello fu acquistato da Gosford Castle Development Limited che avanzò una proposta di 4 milioni di sterline per ripristinare il precedente edificio e trasformarlo in residenze di lusso. Il restauro è stato intrapreso da artigiani con particolare attenzione al mantenimento del carattere e dell’integrità storica del castello: uno dei più grandi tra i castelli irlandesi.

Ciò che rende particolare il Gosford Castle sono le scale e i soffitti a volta e le diverse combinazioni di colori originali che sono stati ripristinati laddove è stato possibile.

 

Appartamenti

Una porzione del Gosford Castle in vendita è stata parzialmente restaurata allo scopo di convertire lo spazio in sei appartamenti di lusso, ciascuno mediamente di 3500 m².

  • The Inner Bailey, da 5 posti letto
  • La grande sala, da 3 posti letto
  • La vecchia fortezza, da 5 posti letto
  • La sala da pranzo, da 3 posti letto
  • L’ala della biblioteca, da 3 posti letto
  • La torre rotonda, da 5 posti letto

 

Storia della tenuta

Costruito a metà del 1800 dal secondo conte di Gosford, Archibald Acheson, il castello di Gosford è un edificio di interesse storico occupato dai conti di Gosford fino al 1921. La progettazione in stile Norman Revival va attribuita all’architetto londinese Thomas Hopper.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il castello fu requisito e utilizzato per ospitare truppe e un campo di prigionieri. A seguito della guerra, gli Achesons vendettero il Castello al Ministero dell’Agricoltura che consacrò, nel 1986, la Gosford Forest Park come prima foresta di conservazione dell’Irlanda del Nord. Successivamente, il castello ricadde in uso militare durante I Troubles prima di essere convertito in hotel nel 1983.

https://www.youtube.com/watch?v=CZEZaHqYm5A

 

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Sei chef italiani del prestigioso Chefs’ Irish Beef Club (CIBC), grazie a Bord Bia, hanno avuto la possibilità di conoscere la produzione sostenibile di carne irlandese, in particolare del manzo e dell’agnello irlandese.

Creato da Bord Bia nel 2004, il club internazionale conta 88 chef associati in 8 Paesi (Francia, Italia, Olanda, Svizzera, Germania, Belgio, Inghilterra ed Emirati Arabi). Nello specifico, il club italiano vanta l’adesione di 8 chef, di cui 4 stellati, tutti grandi sostenitori della carne di manzo irlandese, materia prima di alcune delle loro ricette. Ben 6 chef del CIBC hanno preso parte a questo speciale viaggio, al quale ha partecipato anche Giorgio Pellegrini, Presidente dell’Associazione Macellai di Milano e Provincia, alla guida della rinomata Macelleria Pellegrini a Milano e amante della carne irlandese.

Nel corso della tre giorni, il gruppo ha avuto modo di toccare con mano aspetti della produzione bovina e ovina e di entrare nel vivo delle procedure che garantiscono il massimo del gusto, della sicurezza e della sostenibilità del prodotto su tutta la filiera. Oltre a visitare uno stabilimento di lavorazione dell’agnello, gli chef hanno potuto conoscere l’eccellenza dei prodotti ittici, grazie alla tappa presso uno degli allevamenti di ostriche più importanti dell’Irlanda, per poi proseguire la visita alla scuola di cucina di Catherine Fulvio, celebre chef irlandese, protagonista di TV show di successo.
 

Bord Bia e gli Chef del Cbc italiani

A conclusione di questo viaggio 100% Irish, gli chef Francesco Cassarino (Ristorante La Anchoa, Marina di Ragusa, RG), Daniele Repetti (Nido del Picchio, Carpaneto Piacentino, PC), Stefano Arrigoni (Osteria della Brughiera, Villa d’Almé, BG), Sara Conforti (attualmente Consulting Chef, precedentemente “Osteria del Vicario”, Certaldo, FI), Alberto Canton (Bocon Divino, Camposampiero, PD) e Filippo Saporito (La Leggenda dei Frati, Firenze) hanno poi visitato la Kilmullen Farm, dove hanno preparato un gustosissimo pranzo per la famiglia di allevatori.

I farmer hanno accolto gli chef, accompagnandoli in un’appassionante visita della loro tenuta. Immersi in un paesaggio naturale mozzafiato, per la prima volta gli chef del CIBC hanno preparato il pranzo per gli allevatori per ringraziarli del lavoro che fanno ogni giorno per garantire qualità e genuinità del manzo e agnello irlandese: un’occasione unica per gustare la qualità della carne autoctona, cucinata da alcuni dei migliori esponenti del panorama culinario italiano.

Lo chef Francesco Cassarino ha affermato come, nel corso del viaggio, abbia potuto toccare con mano ancora una volta la qualità della materia prima: “Perché scelgo manzo irlandese per la fornitura del mio ristorante? Semplice, perché è la carne più salutare sul mercato europeo, estremamente genuina e naturale. Personalmente, è anche quello che preferisco a livello di gusto, succulento e magro allo stesso tempo. Senza dimenticare un’altra qualità fondamentale: il manzo irlandese è davvero semplice da cucinare”.

Gli allevatori della Kilmullen farm erano altrettanto entusiasti di poter gustare i piatti degli chef italiani: “È impossibile non pensare al cibo quando si parla dell’Italia e quando ci hanno chiesto di ospitare gli chef del CIBC abbiamo accettato subito. Durante la loro visita, abbiamo imparato come preparare i diversi tagli di agnello e manzo e abbiamo avuto l’opportunità irripetibile di sederci a tavola con loro per gustare i nostri prodotti migliori, preparati e serviti in modo impeccabile”.

 

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Irish Food Board è diventato ufficialmente membro di United Nations Global Compact (UNGC), a seguito di un incontro ufficiale tenutosi a New York con Sue Allchurch, Chief of Participant Relations, Fund Raising and Communications di UNGC, e Tara McCarthy, CEO di Bord Bia – Irish Food Board. Lanciata nel 2000 dalle Nazioni Unite, UNGC è la più grande iniziativa mondiale per la sostenibilità aziendale, con oltre 13.000 partecipanti e stakeholder provenienti da oltre 160 Paesi.

I membri di UNGC sono tenuti ad allineare le proprie attività e strategie per sostenere i dieci principi in materia di diritti umani, lavoro, ambiente e lotta alla corruzione, così come portare avanti gli Obiettivi delle Nazioni Unite, compresi gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Durante l’incontro a New York, Tara McCarthy ha dichiarato: “Irish Food Board è onorato di entrare a far parte di United Nations Global Compact e di impegnarsi a sostenerne i dieci principi. Questa adesione sottolinea inoltre l’impegno di Irish Food Board a promuovere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nell’ambito dell’industria alimentare irlandese attraverso lo sviluppo di Origin Green, il programma nazionale irlandese per la sostenibilità dei prodotti alimentari e delle bevande”.
 

Irish Food Board è membro di United Nations Global Compact

Entrando a far parte di UNGC, Irish Food Board avrà accesso a una serie di risorse e stakeholder internazionali per condividere best practice, linee guida e soluzioni in via di sviluppo al fine di affrontare le sfide della sostenibilità globale e supportare le imprese private nel conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Tara McCarthy ha poi aggiunto: “Siamo lieti di essere diventati membri e di avere la possibilità di collaborare con UNGC per condividere conoscenze, esperienze e idee volte al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità in tutto il mondo”.

I principi chiave di UNGC sono la comunicazione e la collaborazione con tutti i membri, che sono esortati a informare gli stakeholder e il pubblico sul proprio coinvolgimento nel Global Compact. Inoltre, devono incoraggiare attivamente altre imprese e altri stakeholder a diventare parte di UNGC e a impegnarsi in progetti di collaborazione.

 

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Nel 2015, 193 Stati Membri delle Nazioni Unite hanno firmato l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile del 2030, che comprende 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, utili a porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire la prosperità per tutti nell’ambito di una nuova agenda per lo sviluppo sostenibile.

Il programma di sostenibilità Origin Green di Bord Bia – Irish Food Board si allinea a 9 dei 17 obiettivi: Salute e Benessere, Acqua Pulita e Igiene, Energia Pulita e Accessibile, Città e Comunità Sostenibili, Consumo e Produzione Responsabili, Agire per il Clima, Vita sott’Acqua, Vita sulla Terra e Partenariati per gli Obiettivi.
 

I dieci principi di UNGC

I dieci principi di UNGC sono tratti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Dichiarazione sui Principi Fondamentali e dei Diritti Lavorativi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dalla Dichiarazione di Rio in materia di Ambiente e Sviluppo e dalla Convenzione delle Nazioni Unite Contro la Corruzione.
 

Diritti Umani:

1. Le aziende devono sostenere e rispettare le disposizioni internazionali in materia di diritti umani;
2. Le aziende devono assicurarsi di non essere corresponsabili nell’abuso delle norme in materia di diritti umani.
 

Lavoro:

3. Le aziende devono sostenere la libertà di associazione e il riconoscimento dei diritti di contrattazione collettiva;
4. Le aziende devono sostenere l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato e obbligatorio;
5. Le aziende devono sostenere l’abolizione del lavoro minorile;
6. Le aziende devono sostenere l’eliminazione delle discriminazioni in materia di lavoro e occupazione.
 

Ambiente:

7. Le aziende devono sostenere un approccio preventivo alle sfide ambientali;
8. Le aziende devono intraprendere iniziative per la promozione della responsabilità ambientale;
9. Le aziende devono incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie ecocompatibili.
 

Anti-Corruzione:

10. Le aziende devono lottare contro la corruzione in tutte le sue forme, incluse l’estorsione e la concussione.

 

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Si tengono la mano e parlano di aborto, la coppia reale Meghan e Harry al loro debutto da marito e moglie, nonché la prima visita ufficiale all’estero, rompono il protocollo. La meta prescelta è la vicina Irlanda, dove i due sono stati ricevuti dal presidente Michael D. Higgins e dal governo..

Tante apparizioni pubbliche e un unico obiettivo: dimostrare amicizia ai vicini irlandesi dopo che la Brexit sta di fatto mettendo a dura prova i rapporti tra i due paesi e con l’Europa. In più Harry vuole rivestire il ruolo di conciliatore e voltare pagina sul conflitto nordirlandese che tanto ha portato malcontento tra le due comunità.

Dalle parole ai fatti, di grande valore simbolico diventano la sosta annunciata sui luoghi della Domenica di Sangue (conosciuta come la Bloody Sunday), dove le truppe britanniche fecero strage di civili.

 

 

Meghan Markle e Harry vestiti di verde

Tonalità che piacciono agli irlandesi, così nella due gironi a Dublino per il principe Harry e sua moglie Meghan i due sono scesi all’aeroporto di Dublino rispettivamente con una cravatta verde e un abito verde scuro firmato Givenchy. Il cambio d’abito è arrivato soltanto in seguito, sono passati al colore nero, quando i reali sono stati ricevuti dai rappresentanti del governo guidato dal premier Leo Varadkar.

Durante quest’impegno ufficiale, Meghan ha parlato con la senatrice Catherine Noone la quale ha diffuso su Twitter una foto della scambio verbale e qualche contenuto affrontato. In particolare, le donne hanno affrontato il recente risultato del referendum sull’aborto, sottolineando come la duchessa si sia mostrata curiosa e “compiaciuta”. 

 

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La città di Belfast, in Irlanda del Nord, ha ospitato il Vespa World Days 2018, il più importante raduno per gli appassionati di Vespa che ogni anno chiama a raccolta i Vespa Club di tutto il mondo. Almeno 3mila persone, provenienti da 37 Paesi del mondo, si sono unite al richiamo della Vespa.
L’annuale ricorrenza celebra quello che oramai è definita il mito intramontabile dello scooter della Piaggio, brevettata il 23 aprile del 1946, su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e di modelli che negli anni hanno consacrato la Vespa. I tanti rimasti stregati dalla due ruote, non resistono a partecipare al Vespa World Days
Attualmente ci sono 53 Vespa Club Nazionali associati al Vespa World Club. Nel mondo si contano 120mila soci.

 

Vespa World Days 2018

Le tremila Vespe che hanno aderito all’iniziativa si sono incanalate in fila indiana lungo la splendida Causeway Coastal Walk, un lungo percorso costiero che inizia nella città di Belfast e termina a Derry, sotto gli occhi di tantissimi residenti accorsi ad ammirare il lungo serpentone di scooter.


 

La Vespa più apprezzata

Fra i diversi esemplari presenti, la palma del veicolo più antico e prezioso è stata assegnata a una Vespa Douglas del 1951, completamente conservata con ancora la gomma di scorta originale dell’epoca. A chiudere il raduno dei Vespa World Days è stata la tradizionale incoronazione dei vincitori del Vespa Trophy, un trofeo turistico realizzato in collaborazione con Michelin che rappresenta una sfida tra i soci dei Vespa Club.
L’appuntamento del prossimo anno? I Vespa World Days 2019 si terrà in Ungheria.
 

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Un voto storico che mette in discussione una delle leggi in vigore più restrittive d’Europa in merito all’interruzione volontaria di gravidanza. Tre milioni e duecentomila cittadini irlandesi si esprimeranno sull’abrogazione dell’ottavo emendamento della Costituzione (l’articolo 40.3.3), introdotto nel 1983, che considera il feto un cittadino con gli stessi diritti di una persona e impedisce l’Interruzione volontaria di gravidanza in ogni sua forma.
I sondaggi danno leggermente in testa il sì, ma l’esito non è scontato visto l’alto numero degli indecisi. Un voto in un paese dove, secondo un sondaggio del 2016, l’80% degli abitanti si dichiara cattolico. Questa volta, però, il piglio della Chiesa è apparso alquanto defilato e l’Irlanda sembra essere più ‘libera’.
Gli elettori delle 12 isolette al largo della costa occidentale del Paese hanno iniziato a votare con un giorno di anticipo. Dopo mesi di aspro dibattito, le urne diranno se il Paese abolirà o meno l’ottavo emendamento della Costituzione, che equipara il “diritto alla vita del nascituro” al “diritto alla vita della madre”.

Come nasce il referendum

La proposta del referendum è stata maturata dal primo ministro Leo Varadkar, eletto a giugno 2017, che aveva definito l’attuale legge “troppo restrittiva” nonostante la modifica del 2013. In particolare, qualche anno fa è stata introdotta la possibilità di abortire in caso di rischio “reale e concreto” di vita per la donna. Il provvedimento, chiamato ‘Protection of Life During Pregnancy Bill’, includeva tra le situazioni di rischio, la minaccia di suicidio della donna e il disagio psichico.
A spingere il provvedimento fu il caso di una donna di origine indiana, la dentista Savita Halappanavar, morta per setticemia dopo che le era stata negata dai medici un’interruzione di gravidanza. Quel caso fece scalpore. Gli sforzi al cambiamento furono quindi restrittivi. Anche in caso di stupro, incesto e malformazione del feto non è possibile abortire e chi lo fa illegalmente va incontro a reati penali. Gli aborti illegali sono punibili con quattordici anni di carcere. Questo ha costetto molte donne ad abortire all’estero. La maggior parte delle interruzioni avviene nel Regno Unito.

Cosa prevede la modifica

La modifica alla Costituzione introdurrebbe le seguenti possibilità: legalizzazione dell’aborto senza restrizioni fino a 12 settimane di gestazione e, in caso di donne con problemi di salute, fino a 24. Dopo questo periodo, l’interruzione sarebbe concessa solo in caso di anomalie del feto o rischi gravi per la salute della gestante. L’obiezione di coscienza sarebbe permessa, con obbligo per il medico di trasferire il caso ad un altro specialista non obiettore.
Dopo il sì ai matrimoni gay, l’Irlanda è pronta a una nuova rivoluzione?
 

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Il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso l’assegnazione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 a uno dei luoghi più suggestivi e storicamente preziosi dell’intera Irlanda se non del continente europeo, la piana dei Céide Fields (letteralmente i “campi della collina dalla cima piatta”), nei pressi di Ballycastle, piccolo villaggio sulla costa settentrionale della contea di Mayo.
Altissime scogliere – Céide Cliffs – preservano questo antichissimo mondo dall’oceano Atlantico. Qui, ai primordi della storia, prima che in Egitto venissero innalzate le piramidi, giunse e si insediò una comunità che in qualche modo sostituì a un’immensa foresta un complesso sistema di campi coltivati, delimitati e protetti da muretti in pietra, affiancati da villaggi.
Qui, 5.500 anni fa, già prosperava una pacifica comunità ben organizzata, specialmente di agricoltori, che si impegnava collettivamente a disboscare la zona e a dividersi poi i terreni, strutturandoli in un sistema di campi regolari. Ciascuno delimitato da un muretto di pietre. La principale forma di sostentamento era l’allevamento, ma i residenti erano anche abili costruttori di barche, sapendo lavorare alla perfezione sia il legno che la pietra.
Una società che possedeva già precise credenze mistiche e spirituali e che consegnava i propri defunti alla terra, inumandoli in tombe ben protette.
Prosperità e declino di questo amplissimo territorio sono legati a cambiamenti climatici, all’apparenza trascurabili: due gradi di abbassamento della temperatura, appena. Sufficiente a cambiare il mondo dei Céide Fields.

I Céide Fields

Il regredire della foresta, che permette di conquistare sempre più terra fertile all’agricoltura, se garantì benessere per molto tempo, alla lunga significò morte. Le piogge cominciarono a dilavare una terra non più protetta dalle foreste, a renderla acida. Così quello che era un magnifico ambiente di vita, divenne una terra inospitale e insidiosa, progressivamente coperta dal lento formarsi della torba.
Così, di una delle più antiche civiltà del continente europeo non rimase apparentemente traccia. Prati, erbe palustri, eriche e muschi e licheni cancellarono ogni evidenza di un’area che era stata importante e prospera. Su di essa maturò l’immensa distesa delle torbiere.
Ed è stato proprio scavando la torba per il riscaldamento di casa, che un maestro elementare del posto, Patrick Caulfield, negli anni trenta del secolo scorso, ebbe a cozzare contro le pietre del sottosuolo. Dal loro perfetto allineamento intuì non potersi trattare di presenze casuali. Conficcando una sonda nella torba cominciò a rilevare muretti e altri resti. Ma solo quarant’anni più tardi, negli anni settanta, quella sua intuizione si trasformò in una delle più sorprendenti scoperte archeologiche del secolo. Grazie agli scavi del figlio, archeologo, di quel maestro, e delle generazioni successive. Ciò che quelle ricerche, che continuano tutt’ora, rivelarono fu un enorme sistema di campi, abitazioni e tombe coperto e preservato per millenni dagli strati di torba.
Si tratta di un paesaggio agrario del Neolitico, che si manifesta con una straordinaria geometria dei manufatti, leggibile e godibile grazie alla presenza di un centro visitatori gestito dall’archeologa Gretta Byrne, nell’ambito dell’OPW (The Office of Public Works) irlandese. Quest’ultima, assieme al proprio maestro, l’archeologo Seamas Caulfield, figlio dello scopritore, rappresenta un segno tangibile di una dedizione e di una cura responsabile del luogo, che va oltre il lavoro specifico dell’archeologo e ci parla del rapporto tra le testimonianze rinvenute, la pastorizia e le buone pratiche nel campo del turismo, e soprattutto, ancora una volta lungo le ricerche del Premio Carlo Scarpa, della relazione tra persone e luoghi “estremi”, sul bordo di un’isola al margine di un continente ma al centro della storia di lunga durata del nostro pianeta.

Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018

La campagna di attenzioni del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 ha inizio a Treviso venerdì 23 marzo, con l’apertura di una mostra fotografica e documentaria dedicata al luogo designato e al paesaggio irlandese, e con la conferenza di Gretta Byrne e Seamas Caulfield su Il paesaggio irlandese attraverso lo sguardo dell’archeologia, nell’auditorium della Fondazione Benetton, alle ore 18.
La giornata pubblica più importante è in programma sabato 12 maggio, quando si svolgeranno, a Treviso, un convegno internazionale di approfondimento, la cerimonia pubblica del Premio con la presentazione del film documentario e del volume collettivo dedicati dalla Fondazione a Céide Fields e con la consegna del sigillo disegnato da Carlo Scarpa (1906-1978), simbolo del Premio. Quest’anno, il Comitato scientifico della Fondazione Benetton ha deciso di consegnare questo sigillo all’archeologa Gretta Byrne, responsabile del complesso archeologico di Céide Fields. Questo Premio è espressione di un sentimento di vicinanza e sostegno a tutte quelle figure che in questo luogo testimoniano con il proprio lavoro, l’importanza di un bene collettivo ricco di significati e insegnamenti.
(Comunicato stampa)