John McGahern si è fatto apprezzare dalla critica italiana per “Il pornografo”, un romanzo in cui un dublinese si dà alla pornografia sfrenata, coltivandola come un’esperienza catartica in cui smussare e idealizzare la propria vita.

A rendere omaggio allo scrittore, Bertie Ahern, il premier irlandese che ha detto: “E’ stato uno dei migliori romanzieri dell’Irlanda di ogni tempo.

La sua straordinaria bravura nell’usare il linguaggio gli ha permesso di raccontare storie del suo tempo e del suo paese, che sono testimonianze vivaci della sua vita e del suo talento”.

 

Addio a John McGahern

Anche il presidente irlandese Mary McAleese ha dichiarato che McGahern ha dato “un enorme contributo alla comprensione della nostra vita sociale”. John Banville, scrittore contemporaneo irlandese ha invece ringraziato McGahern per “la potente capacità di osservazione” che ha offerto ai suoi lettori.

 

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In 500 mila hanno preso parte alla parata di Dublino. Grandi festeggiamenti in Irlanda e nel resto del mondo. La sfilata più antica celebrata in onore del Santo si svolse a New York nel 1762, organizzata da soldati irlandesi arruolati nell’esercito britannico.

Come la tradizione vuole, le principali autorità irlandesi non sono nella capitale il 17 marzo, ma in visita alle comunità presenti nei cinque continenti.

Bertie Ahern a Washington per il tradizionale ricevimento alla Casa Bianca con George Bush in compagnia di Gerry Adams, escluso l’anno scorso per motivi politici.

500mila a sfilare

Il parlamento irlandese è rimasto chiuso per una settimana durante le festività di San Patrizio 28 ministri su 30 si sono recati all’estero, in visita in 22 paesi diversi.

Parate si sono svolte anche a Belfast, dove i partiti cattolici e protestanti hanno organizzato la prima parata ufficiale, senza bandiere ne alcol in modo da minimizzare il rischio di scontri.

Felici inoltre anche i 34 milioni di americani di origine irlandese che hanno potuto consumare il loro tradizionale pranzo a base di carne salata, durante uno dei venerdì di Quaresima. I vescovi sono stati favorevoli.

 

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I batteri si possono trovare ovunque e svolgono diverse funzioni, dalla fermentazione dei cibi alla scomposizione della cellulosa, e proprio per questa loro ubiquità e capacità di compiere numerose attività, i biotecnologi hanno cominciato a cercare nuovi usi per alcuni loro ceppi.

E proprio da Dublino, un gruppo di biologi dell’University College Dublin in Irlanda ha scoperto che un ceppo della Pseudomonas putida può sopravvivere senza problemi cibandosi unicamente di olio di stirene – ottenuto dallo Styrofoam riscaldato – e, processandolo, trasforma questa sostanza inquinante in una plastica biodegradabile.

Kevin O’Connor e i suoi colleghi hanno trasformato il polistirene in olio tramite la pirolisi, un processo che riscalda questa plastica derivata dal petrolio fino a 520 gradi Celsius in assenza di ossigeno. Il risultato è un cocktail chimico, circa l’80% è olio di stirene e per il resto aostanze tossiche.

batterio crea plastica biodegradabile

I ricercatori con questa trasformazione hanno nutrito uno speciale ceppo di batteri, il P. putida CA-3, ed hanno riscontrato che il batterio non solo riusciva a vivere, ma dal processo di “digestione” dello stirene dava vita a una plastica biodegradabile chiamata poli-idrossialcanoato, o PHA.

Questo tipo di plastica riesce a essere scomposta e assorbita dall’ambiente al contrario della normale plastica, altamente inquinante.

 

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La procura della repubblica del tribunale di Parigi ha chiesto per il cantante italiano, Riccardo Cocciante, una condanna a 30 mesi, di cui dieci da scontare in carcere e una multa di 37500 euro.

Il musicista è stato accusato di frode fiscale insieme alla moglie, Catherine, per essersi “dolosamente sottratto al pagamento delle imposte sul reddito”. La coppia aveva dichiarato all’ufficio delle imposte 62 mila franchi (circa 9.300 euro) mentre il fisco ha calcolato che il suo reddito nel 2000 era di circa 40,8 milioni di franchi (più di 6 milioni di euro). Con un’imposta da pagare di 2,8 milioni di euro. Nel 2000 l’artista risiedeva a Monaco.

I coniugi si sono difesi dichiarando di aver agito in buona fede, non abitando in Francia pensavano di dover pagare le tasse nel paese dove risiedevano. La donna ha fatto sapere che “Riccardo non è mai stato residente in Francia; è nato a Saigon, ha vissuto in Italia, a Monaco e ora in Irlanda”. Nelle prossime settimane il tribunale emetterà la sentenza, per ora il fisco ha accertato una presenza reale e continua in Francia, ciò rende la frode ‘intenzionale’. Cocciante ha commentato così: “Non sono uno che ama fare il furbo, mi sento umiliato. Se ho fatto degli errori non li ho fatti volutamente”.

 

Riccardo Cocciante si difende, ho pagato le tasse

Riccardo Cocciante, era stato condannato in Francia per frode fiscale, ma ora il cantante italiano è di nuovo sereno e sulla sentenza del tribunale di Parigi sa che può dimostrare di non aver frodato il fisco, secondo la sua reazione resa nota dall’ufficio stampa di Cocciante.

La nota afferma che ‘verrà depositato entro i prossimi 10 giorni, come richiesto dalla legge, il ricorso in appello che congela la pena fino alla data del prossimo processo’. ‘Per quanto attiene l’accusa di frode fiscale relativa all’anno 2000′, si legge poi, Cocciante è in grado di certificare che per l’anno in oggetto le tasse sono state regolarmente versate al fisco irlandese’.

La rivista britannica “Book and Magazine Collector” ha stilato la classifica delle opere letterarie novecentesche più significative e richieste dal mercato antiquario internazionale. Per la rivista una copia dell’edizione originale del 1922 di “Ulisse”, di James Joyce, vale oggi almeno 100 mila sterline.

Secondo classificato si piazza “Il mastino di Baskerville” di Arthur Conan Doyle, il giallo poliziesco del 1902 che mette in scena il detective privato Sherlock Holmes, la cui prima edizione è valutata 80 mila sterline. A seguire “I sette pilastri della saggezza” (1926), il racconto autobiografico di Thomas Edward Lawrence delle sue esperienze durante la prima guerra mondiale, venduto sul mercato antiquario per 60 mila sterline.

Quarto posto per “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald, la cui prima edizione del 1925 vale più di 50 mila sterline. Beatrix Potter conquista la quinta posizione con “I racconti di Peter Rabbitt” del 1901, stimato poco meno di 50 mila sterline.

 

 

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La scienza potrebbe aver trovato l’uomo più fertile d’Irlanda con più di tre milioni di discendenti sparsi nel mondo. A scoprire tale eredità genetica lasciata dal leggendario signore della guerra (Niall che regnò in Irlanda fra la fine del quarto e l’inizio del quinto secolo) medievale è stata un’equipe di ricercatori dell’università Trinity College di Dublino guidata dal genetista Daniel Bradley.

Lo studio ha analizzando i cromosomi Y di 796 maschi irlandesi. Tale cromosoma è presente nel Dna che gli uomini ereditano esclusivamente dal padre e quindi studiando i marcatori genetici del cromosoma Y è possibile ricostruire le origini paterne di un maschio.

In questa fase di ricerca, i genetisti della famosa università Trinity College hanno riscontrato che un determinato marcatore del cromosoma Y ricorre con eccezionale frequenza fra uomini con cognomi molto diffusi in Irlanda quali Gallaher, Boyle, Doherty, O’Donnel, O’Connor, O’Kane e Quinn.
 

Re medievale

Tutti cognomi legati alla dinastia reale degli Ui Neill (letteralmente i discendenti di Niall) creata da Nove Ostaggi i cui dodici figli divennero tutti potenti re. Niall fu apprezzato da alcuni storici come il più grande re che mai ebbe l’Irlanda, paragonato ad Alessandro il Grande in Macedonia. A lui inoltre viene attribuito il ruolo di aver portato in Irlanda il futuro San Patrizio, catturandolo durante un raid contro i romani.

“Abbiamo analizzato 60 persone con gli stessi cognomi ed abbiamo rilevato forti legami genetici fra di loro”, ha spiegato il dott. Daniel Bradley, sottolineando che i cognomi presi in considerazione erano appunto quelli legati alla dinastia degli Ui Neill. Da quanto rilevano le stime fatte dai ricercatori un uomo su dodici in Irlanda ha il cromosoma Y ereditato da Niall.

“Riteniamo – ha aggiunto Bradley – che in giro per il mondo ci siano fra i due ed i tre milioni di discendenti di Niall. La maggiore concentrazione ovviamente è in Irlanda, ma considerando i flussi migratori degli irlandesi, molti sono in Scozia e negli Stati Uniti”.

 

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Dopo 50 anni di onorato servizio, questo tipo di velivolo denominato U-2, gli viene concessa la pensione.

L’aereo spia, fortemente innovativo, per le sue caratteristiche di segretezza, è stato impiegato durante l’epoca della Guerra Fredda, il jet da ricognizione si è rivelato un velivolo efficace anche in un’era in cui il suo nome è stato ‘rubato’ dalla band irlandese U2 capeggiata dal leader Bono Vox.

Dal 2007 quindi, tutti gli U-2 cominceranno a essere ritirati dal servizio e l’intera flotta, composta da 33 velivoli sarà a terra entro il 2011. La decisione è arrivata dal Pentagono, secondo un documento approvato dal ministro Donald Rumsfeld il 23 dicembre scorso.
 

Storia dell’aereo spia U-2

Nei primi anni ’50 gli Stati Uniti furono contagiati dal timore di un’imminente guerra nucleare con l’Unione Sovietica ed i vertici delle forze armate non sapevano se i loro uomini ed i loro mezzi sarebbero stati sufficienti (per numero e per addestramento) a fermare i loro avversari sovietici perché di quello che accadeva al di là della Cortina di ferro si sapeva ben poco. Anche l’infiltrazione di alcune spie fu praticata ma si rivelò inutile, in quanto tutte le installazioni militari sovietiche erano rigorosamente off-limits.

Il generale Curtis LeMay, comandante in capo del SACco, continuava a richiedere nuovi bombardieri, nel timore che i sovietici ne disponessero in maggior numero e di più moderni, e premeva perché gli Stati Uniti attaccassero per primi («Colpiamoli mentre hanno le braghe calate ma attenti a non abbassargli anche le mutande sennò si vedono cose che non si dovrebbero vedere!» recitava Gerry C. Scott ne Il dottor Stranamore, interpretando un personaggio ispirato a LeMay). Era quindi necessario sbirciare al di là della Cortina di ferro per evitare di sottovalutare l’avversario o, peggio ancora, di sopravvalutarlo, e per evitare una seconda Pearl Harbor a causa di una carenza di intelligence.

Fu in questo clima che ebbe origine lo sviluppo del Lockheed U2, dopo che la USAF aveva bandito un concorso per la costruzione di un nuovo ricognitore ad alta quota. Tra i velivoli presi in considerazione ci furono l’X-16, sviluppato dalla Bell, l’M-195, sviluppato dalla Fairchild, ed il RB-57D, sviluppato dalla Martin. Solo successivamente anche la Lockheed presentò un proprio progetto elaborato da Kelly Johnson, che portava la sigla CL-282. Il progetto di Johnson si basava sul caccia intercettore F-104 opportunamente modificato, del quale fu inizialmente riutilizzato anche il turboreattore, successivamente sostituito da un Pratt & Whitney J75.

 

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Narni, si propone come il luogo reale delle ‘Cronache di Narnia’, il film tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore nord-irlandese Clive Staples Lewis. Gli amministratori locali, di questo piccolo paese in provincia di Terni arroccato su una collina al confine tra Umbria e Lazio, sostengono che la pellicola proponga riferimenti al centro narnese.

Anna Laura Bobbi, assessore comunale alla cultura, spiega che “Narnia era il nome della città all’epoca dei Romani. Nel film ci sono poi riferimenti a un ponte per il quale viene spontaneo pensare al ponte d’Augusto, una struttura di epoca romana i resti del quale si trovano alle porte del paese lungo le sponde del fiume Nera, e alla sedia del papa, ipotizziamo possa trattarsi di un grande blocco di pietra collocato lungo la Flaminia.

A Narni si trovano, inoltre, l’eremo di San Iago o il monastero di San Cassiano, luoghi dove forti sono le suggestioni”.

Lewis conosceva Narni

Lo scrittore irlandese Lewis, vissuto alla metà degli anni Cinquanta, sapeva, secondo voce esperta, dell’esistenza di Narni e del suo nome in epoca romana. “Uno dei biografi dello scrittore inglese sostiene che questi – spiega ancora l’assessore Bobbi – aveva una cartina topografica dell’Italia con evidenziate le vie consolari che portano a Roma (e Narni si trova proprio lungo la Flaminia). Da questa avrebbe tratto il nome Narnia dove ha poi ambientato le sue cronache fantastiche”.

Si registra un forte entusiasmo a Narni e dice ancora Anna Laura Bobbi, “Narni è il centro della fantasia”.

A Londra la prima mondiale

Magico spettacolo al Royal Albert Hall di Londra il film natalizio della Walt Disney, che è stato applaudito da una folla di personaggi del cinema e della musica. Un’ambientazione suggestiva al di fuori del celebre teatro londinese, dove è stato ricreato per l’occasione l’inverno centenario di Narnia, un paese immaginario frutto della fantasia dello scrittore Nord irlandese Clive Lewis.

Anche il salone a Kensington Gardens, che ha ospitato il party dopo la proiezione del film, è stato decorato secondo i temi dell’immaginario paese, tra enormi alberi ghiacciati e sfavillanti sculture di ghiaccio. L’eterna lotta tra il bene e il male, il valore della famiglia, il coraggio e la speranza nei momenti più difficili, in un mondo magico dove uomini e natura ritrovano l’armonia perduta: questi i temi del primo episodio tratto dalla celebre saga letteraria composta da Lewis.

‘Il Leone, la Strega e l’Armadio’, pubblicato nel 1950, è il primo libro della serie ‘The Chronicles of Narnia’, che ha venduto circa 100 milioni di copie in tutto il mondo, tradotte in 29 lingue negli ultimi 50 anni, seconda solo per numero di libri venduti a Harry Potter.

Anche la produzione cinematografica ha avuto dei costi sostenuti, 150 milioni di dollari e quasi tre anni di lavorazione per raccontare una favola ricca di incantesimi, magie e creature fantastiche: minotauri, centauri, fauni…

Quattro bambini cercano di sfuggire ai bombardamenti di Londra e si rifugiano in una casa di campagna. Qui, in una vecchia soffitta, scoprono un armadio magico tramite cui è possibile accedere ad un magico regno, il regno di Narnia!

 

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A New York, il foglio originale dell’Ulisse di James Joyce (1882-1941), ha raggiunto un prezzo record, all’asta di Christie’s che si è svolta a New York. Si tratta di una pagina dattiloscritta, della copia a carbone della bozza consegnata in tipografia per la stampa del capolavoro dello scrittore irlandese, Ulisse.

E’ un collezionista americano ad essersi aggiudicato per 60.000 dollari (51.282 euro) un piccolo pezzo dell’Ulisse, considerato uno dei testi di culto della letteratura novecentesca. La stima per il cimelio letterario era di 35.000 dollari.

E’ una pagina piena di correzioni, effettuate da Joyce con la penna. Si contano 120 parole aggiunte al dialogo battuto con la macchina da scrivere. Il foglio proviene da Parigi, dalla tipografia alla quale lo scrittore irlandese, si era rivolto per la stampa dell”Ulisse” nel 1921.

In un’asta precedente, svoltasi a Londra, un altro cimelio di Joyce è stato venduto a peso d’oro. Un anonimo collezionista ha pagato 26.300 sterline, pari a circa 37.000 euro, per aggiudicarsi una pagina della copia a carbone della versione dattiloscritta dell’Ulisse, sempre dell’episodio “Circe”. In quel caso il foglio era arricchito da 39 parole scritte con inchiostro nero.

Visita il Joyce Centre vicino Dublino.

 

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La Microsoft, l’azienda di Bill Gates riesce a risparmiare almeno 500 milioni di dollari all’anno in tasse grazie ad una sua controllata con sede in Irlanda, a Dublino.

A dare la notizia, il quotidiano Usa The Wall Street Journal, edizione europea (Wsje), che dedica all’argomento un lungo articolo. La società in questione, secondo il quotidiano, è stata costituita quattro anni fa e si chiama Round Island One Ltd. Questa controllata svolge attività Microsoft per oltre 16 miliardi di dollari e nel 2004 ha registrato un utile lordo di circa 9 miliardi di dollari.

Il Wsje, sottolinea che la ‘Round Island One fornisce alla Microsoft una struttura che gli permette di ridurre drasticamente le sue tasse in gran parte dell’Europa e, allo stesso modo, mette al riparo miliardi di dollari dal fisco Usa’. Sembra che la Round Island One, maturi un fatturato elevato grazie ai diritti di concessione sul software soggetto ai diritti d’autore che proviene dagli Usa. Attività che arrivano in Irlanda attraverso complesse regole di contabilità sulla proprietà intellettuale.

 

Microsoft in Irlanda

Ma non è solo la Microsoft anche altre multinazionali americane, soprattutto farmaceutiche (che convogliano la proprietà intellettuale) investono in Irlanda, proprio perché in questo paese l’aliquota fiscale sul reddito societario (il 12,5%) è il più basso dell’Eurozona.

Interpellata dal Wsje, la Microsoft di difende, e dichiara di pagare un ammontare rilevante di tasse nel pieno rispetto delle legislazioni fiscali degli Stati Uniti e degli altri paesi.

 

2012: nuovo data center

Microsoft ha assicurato un investimento di 130 milioni di dollari per ampliare il data center di Dublino. Una scelta dovuta alla crescente domanda dei servizi cloud, la famosa nuvoletta dove è possibile archiviare i propri contenuti digitali.

Il colosso americano, che già nel 2009 aveva investito 500 milioni di dollari per ampliare le proprie strutture sull’Isola, ha scelto la capitale irlandese come quartier generale per il mercato europeo e africano. Microsoft punta alla costruzione di una struttura molto ampia, ha a disposizione circa 10 mila metri quadrati, le cui commesse, se ne contano circa 400, verranno assegnate nell’arco del prossimo anno. A lavori ultimati, l’azienda americana prevede circa 60 assunzioni. La nuova infrastruttura sarà tecnologicamente avanzata e fortemente orientata al risparmio energetico, ha assicurato un portavoce del gruppo.

L’esecutivo irlandese si è detto felice dell’investimento di Microsoft. Nonostante la crisi economica in cui versa sul paese, il governo attuale, al pari dei precedenti, ha sempre adottato una politica di sgravi fiscali per le aziende, soprattutto estere.

 

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