L’ultima visita di un Pontefice sull’isola è del 1979: dunque l’Irlanda si appresta ad accogliere Bergoglio che sarà a Dublino il 25 e il 26 agosto, in occasione del IX incontro mondiale delle famiglie. Giocando con le date ciò che appare evidente è che il Papa arriverà sull’isola tre mesi dopo che gli irlandesi saranno chiamati alle urne per esprimersi sul referendum del 25 maggio che potrebbe legalizzare l’aborto nel Paese. Un tema sul quale la società irlandese è da sempre divisa considerando l’alto tasso di persone di religione cattolica.
Ma non sarà il referendum a complicare le cose. Papa Francesco troverà un popolo completamente cambiato rispetto al milione di persone che accolsero la visita di Giovanni Paolo II.
Quello che coinciderà è il posto: l’appuntamento all’aperto è previsto per il 26 agosto a Phoenix Park di Dublino, nel parco dove è ospitato anche lo Zoo.
 

La visita del Papa

Come ricorda il Guardian, nel 1979 l’omosessualità era illegale, il divorzio praticamente non praticabile e i profilattici potevano essere acquistati solamente con la prescrizione di un medico. Le gerachie cattoliche esercitavano una profonda influenza sulla politica e la partecipazione alla messa della domenica sfiorava l’ottanta per cento. Oggi qualcosa è cambiato. A guidare il paese c’è un premier indiano e gay, Leo Varadkar, subentrato a un precedente governo, guidato da Enda Kenny, che aveva alzato scudi contro il Vaticano contestando le modalità di gestione degli scandali su minori.
Anche per questo, con la speranza di restituire un’immagine di una chiesa al servizio della gente, la visita di Francesco è stata salutata dalla Conferenza episcopale irlandese con un comunicato che recita: “profondamente onorata” della sua presenza e ansiosa di “ascoltare la guida apostolica di Sua Santità”.
L’annuncio dello stesso Bergoglio è avvenuto il 21 marzo 2018, durante l’udienza Generale tenuta in piazza San Pietro, a Città del Vaticano: “Saluto in particolare i pellegrini irlandesi che accompagnano l’icona del Nono Incontro Mondiale delle Famiglie. Con fervidi auguri che questa Quaresima sia per voi e per le vostre famiglie un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale, invoco su voi tutti la gioia e la pace del Signore Gesù. Dio vi benedica!”, ha detto il Papa.
 

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Di sicuro è il pub più antico d’Irlanda e forse potrebbe esserlo del mondo. Per trovarlo occorre raggiungere la località di Athlone, un centinaio di chilometri da Dublino: benvenuti al Sean’s bar.
Pare che lo Sean’s bar abbia scippato il record al Ye Olde Trip to Jerusalem di Nottingham ed è nella lista dei Guinness World Records come bar più antico d’Irlanda. La sua inaugurazione risale al 900 dopo Cristo, dunque, questo farebbe pensare che il pub potrebbe stravincere anche nella categoria dei pub più antichi al mondo.
Raggiungiamo la Contea di Westmeath, nel cuore dell’Irlanda, sulle rive del fiume Shannon all’incrocio con l’Esker Riada, per arrivare al locale che si trova accanto all’ingresso del castello normanno del 12esimo secolo di Athlone.

Sean’s bar, il pub più antico d’Irlanda e forse del mondo

Entrando nel pub si capisce subito di essere arrivati in un posto unico. Dalla segatura sul pavimento al vecchio caminetto aperto e ai musicisti che suonano nell’angolo. Nonostante, alcune cose siano cambiate, il Sean’s Bar sono è sempre lì da secoli. L’arredamento è informale e per trovare posto dovrete farvi largo a spallate. Inutile ricordare che il locale è stato citato dalla Lonely Planet tra i “25 bar più incredibili del mondo” e i “50 bar da far saltare la testa”. I gestori lo sanno. E come una donna che sa di essere bella dichiarano che “il Sean’s Bar non è solo il più vecchio, ma uno dei pub più amati al mondo”.
Scopri i migliori pub irlandesi e il The Crown Liquor Saloon di Belfast.
Ecco il sito ufficiale.

Sabato 17 marzo Irlanda in Festa a Bologna invita tutti gli appassionati dell’isola del Trifoglio festeggiano il St. Patrick’s Day con i Mondena City Ramblers live all’Estragon. Come ogni anno, la più irlandese delle band nostrane, che per l’occasione presenteranno il nuovo album “Mani come rami, ai piedi radici”, uscito lo scorso 10 marzo, in cui spicca la collaborazione con i Calexico.
Ma per Irlanda in Festa prepareranno una scaletta speciale dove insieme ai nuovi brani, non mancheranno i classici e qualche bella sorpresa “irish” tutta da ballare. La lunga giornata al Parco Nord inizierà alle ore 15 con l’apertura del PalaIrlanda, con le birrerie, il mercatino artigianale, i laboratori per bambini e le pedane per sfidarsi a freccette. Alle ore 16 si terranno gli stage di danza celtica a cura della Polisportiva Giovanni Masi, mentre il ristorante Connemara, con tutti i piatti tipici della tradizione gastronomica irlandese, sarà aperto dalle ore 19.
Tutti italiani i gruppi della giornata al PalaIrlanda: alle ore 20 salirà sul palco la “balfolk” band Alzamantes, alle 22.45 i Nuju, gruppo folk-dance fresco si nuova uscita, mentre alle 24.15 si farà festa con i salentini Folkabbestia e il loro coinvolgente folk rock al gusto pugliese. L’ingresso al PalaIrlanda è gratuito.
Alle ore 22 all’Estragon Club avrà inizio invece il concerto dei Modena City Rambers, aperto da I Matti delle Giuncaie (ingresso 12 euro).

Il programma del 17 a Bologna

Sabato 17 marzo – aperto dalle 15.00 alle 03.00
STAGE PALAIRLANDA

  • h.16.00 stage di balli celtici a cura di Polisportiva Giovanni Masi
  • h.20.00 concerto a ballo con ALZAMANTES (Italia) – La Folk Rock band rivelazione che meglio rappresenta l’evoluzione del panorama “Balfolk” italiano (cit. Corriere della Sera, Bergamo). I balli popolari italiani ed europei in un format unico e inconfondibile, un repertorio etnomusicale vastissimo che spazia dalle Pizziche Salentine alle Gighe Irlandesi; un viaggio che ripercorre, attraverso un concerto energico le tradizioni musicali e danzanti per uno spettacolo tutto da ballare. Il format è rock, il cuore è folk!
  • h.22.45 NUJU (Italia) – Il gruppo nasce nei primi mesi del 2009. Nel progetto prende corpo la volontà di unire la vena autorale-folk con quella rock e dance della musica italiana, un genere urbano e meticcio che verrà definito dai giornalisti FOLK-DANCE. I Nuju si definiscono Comico Drammatici come i film di Monicelli e Totò o Brutti Sporchi e Cattivi come il film di Ettore Scola. Ora tornano in veste di “pirati metropolitani” grazie all’uscita di Storie vere di una nave fantasma, il 9 marzo 2018.
  • h.24.15 FOLKABBESTIA (Italia) – Sono una vera festa itinerante, un viaggio su una sedia a dondolo tra territori balcanici, paesaggi irlandesi e calore pugliese. Ogni loro concerto è un’immersione nella tradizione italiana, stropicciata con fantasia, ironia e mutazioni stilistiche che spaziano dal folk al rock, dalla canzone d’autore a quella popolare, dallo ska al punk. Le loro spruzzate di colore strumentale in spregiudicata intensità melodica fanno sobbalzare di allegria tra danze sfrenate e baldoria di piazza.

STAGE ESTRAGON – Ingresso 12 euro

    • h.22.00 I MATTI DELLE GIUNCAIE + MODENA CITY RAMBLERS (Italia) – La band più irlandese d’Italia è ospite fissa della rassegna, presente in tutte le edizioni. A quattro anni di distanza dall’ultimo disco di inediti, i MCR stanno uscendo proprio in questi giorni (il 10 marzo) con il nuovo album “Mani come rami, ai piedi radici”, in cui spicca la collaborazione con i Calexico. Per Irlanda in Festa, oltre a presentare il nuovo disco, prepareranno una scaletta speciale dove insieme ai classici non mancherà qualche bella sorpresa “irish” tutta da ballare… e magari qualche ospite non annunciato.

Tutti i festeggiamenti 2018 in Italia.

Per gli irlandesi il verde è il simbolo della madre patria, ovunque nel mondo, un irlandese che si rispetti, nel giorno del Santo, indosserà qualcosa di verde e festeggerà all’insegna del più puro divertimento. Ed è per questo che il 17 marzo tutto il mondo si illumina di verde in onore di San Patrizio, grazie anche all’iniziativa Global Greening, promossa da Turismo Irlandese.
Perciò, se la sera della festa anche voi sarete a festeggiare a Roma, Pisa, Orvieto o Massa, cercate il verde senza indugio. Scattate un selfie davanti al monumento illuminato di verde e condividetelo sul profilo instagram con l’hashtag #ItaliaLoveGreen: potrete vincere un week-end in Irlanda per due persone. 
Sono oltre trecento i siti mondiali che parteciperanno alla festosa celebrazione. In Italia, la sera di sabato 17 marzo alle ore 21, cambieranno colore il Colosseo, la Torre di Pisa, il Pozzo di Orvieto e la Torre del Moro a Orvieto e Piazza Mercurio a Massa. Approfittate e condividete con la fotografia con l’hashtag #ItaliaLoveGreen.
Sempre più numerose sono anche le feste di Patrizio in Italia che si svolgeranno in tantissime città d’Italia. Tra queste segnaliamo Irlanda in Festa con eventi a Firenze, Padova, Parma, Pesaro, Trezzo, Bologna, Firenze, Nonantola, Brescia, Polcenigo, Roma in Piazza Mancini, ad Orvieto.
 
Ma non bisogna dimenticare che il centro della festa è – e non potrebbe essere altrimenti – l’isola d’Irlanda, dal nord al sud, dall’est all’ovest. Da Dublino con l’ormai leggendario St.Patrick’s Festival, il cui tema quest’anno sarà “Home is Where the Heart Is”,  alle città più importanti, come Armagh, Belfast, Galway e Cork, ai minuscoli villaggi più sperduti, ovunque si celebra questa figura storica realmente esistita, ma al quale la fede popolare ha aggiunto molti caratteri che sfumano nella leggenda.
Ricordate: la parola chiave è #italialovegreen.  

Forse non tutti sanno che…

  • Il colore originario del Santo era il blu. Ma il destino ha scelto per lui il ruolo di protettore di un Paese con il verde ovunque: nei prati, nella bandiera, nei cuori.
  • Si dice che per ogni quadrifoglio ci siano 10.000 trifogli
  • Ogni irlandese che si rispetti in questo giorno ha un compito: festeggiare! Tanto che si dice che per 24 ore la Quaresima possa aspettare.
  • Sapete che sull’isola non ci sono serpenti? La leggenda vuole che sia stato il vescovo a scacciarli.
  • Il 17 marzo gli irlandesi vestono di verde perché si dice che questo colore li renda invisibili ai folletti che, altrimenti, potrebbero pizzicarli.

La capitale irlandese è pronta a celebrare la 22esima edizione del St Patrick’s Festival che, dal 15 al 19 marzo, si svolgerà in svariate location della capitale. Musicisti, artisti di strada e artigiani animeranno gli eventi della 5 giorni più famosa d’Irlanda che culminerà con la parata del 17 marzo il cui tema sarà “Home is Where the Heart Is”.
Se state pensando di partecipare all’evento, scoprite le offerte dei voli a partire da 39,99 euro fino al 30 aprile 2018. Quest’anno, tra i principali eventi che caratterizzeranno i festeggiamenti della capitale, troviamo: il Kormac: Equivalent Exchange lungo Vicar Street, si terrà un concerto che vedrà la collaborazione tra il DJ, produttore e compositore Kormac, la The Irish Chamber Orchestra, ospiti speciali e ben oltre 30 musicisti. Al centro dell’attenzione il metodo adottato da Kormac per la composizione dove grazie alla collaborazione è possibile dare vita a nuove incredibili opere musicali.
E ancora non perdetevi “THISISPOPBABY – Where We Live”, un caleidoscopio di storie su come ci si sente a vivere a Dublino e in Irlanda, raccontate da alcuni dei migliori storyteller dell’Isola. Il ricco programma conta dibattiti, spettacoli, live art e mostre in contrapposizione ai messaggi che quotidianamente vengono trasmessi dai media tradizionali.

 

Programmazione

Un’ampia varietà di walking tour daranno la possibilità di scoprire la storia e curiosità sulla città da diversi punti di vista grazie a guide specializzate o da fare in autonomia via podcast. C’è solo l’imbarazzo della scelta tra Port Walks, sulle orme del Santo e Herstory: Suffragette. Nella suggestiva cornice di Pepper Canister Church, il gruppo di musica tradizionale contemporanea Lockout lancerà suo nuovo album: The Spook of the Thirteenth Lock.
Durante l’evento esperti e principianti si esibiranno nella divertente celebrazione di danza popolare che si terrà presso la splendida cornice della Earlsfort Terrace. Inoltre, ogni sera alle ore 18, per tutta la durata delle celebrazioni, l’imponente luminaria Greening the City, illuminerà di verde i punti chiave della città. Questa importante tradizione di illuminare di verde si è estesa nel mondo grazie a Turismo Irlandese che, coinvolgendo edifici e siti storici in tutto il mondo, ha lanciato il Global Greening.

Saint Patrick, la guida definitiva

 

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Sono giorni che la rete si interroga sulla vicenda che ha coinvolto Elle Darby, l’influencer di 22 anni inglese che ha cercato di ottenere un soggiorno gratuito in un hotel di Dublino in cambio di pubblicità.
La sua proposta ha trovato il ‘muro’ di Paul Stenson, proprietario della struttura, che stupito ha rispedito al mittente la proposta e reso nota la vicenda. Una sorta di gogna pubblica, finita tra accuse reciproche, pianti in diretta e una fattura – emessa dall’hotel – da 4 milioni di euro per la pubblicità gratuita ricevuta (ovviamente uno scherzo).
“È stato veramente imbarazzante”, commenta Darby su Youtube colpevole in qualche modo di aver cercato – attraverso uno scambio gratuito un soggiorno nella capitale irlandese insieme al suo ragazzo. La questione è semplice: tu mi offri il soggiorno e io ti faccio pubblicità. Ma qualcosa è andato storto e in qualche modo Stenson ha rotto il protocollo.

L’influencer ‘scroccona’

Una cosa va detta: non bisogna pensare che tutti gli influencer lavorano in questo modo. E pure chi lo fa, per lavoro, in qualche modo si propone. Che piaccia o no, questa è la realtà dei nuovi lavori nati grazie a internet.
Nel dettaglio, la ragazza si sarebbe rivolta all’hotel Charleville Lodge Hotel per richiedere un soggiorno gratuito di quattro notti in camera matrimoniale. Per perorare la causa, e convincere il gestore, ha messo in risalto i numeri delle tante persone registrate al suo canale YouTube e al suo profilo Instagram. I fan non sono notevoli, ma nemmeno da disprezzare: 87 mila sul celebre portale video di Google e 76 mila su Instagram.


Dunque, la blogger inglese ha offerto all’hotel un aumento della visibilità con un potenziale incremento delle prenotazioni. Ma, ovviamente, non ha fatto i conti con i toni bellicosi del gestore della struttura alberghiera che addirittura ha bandito (ovvero non sono più ospiti graditi) blogger e influencer.
Oltre a rendere pubblica la richiesta, Stenson ha affermato che è stata la prima volta che una web influencer, a suo modo di vedere “priva di dignità”, gli abbia fatto una proposta del genere. Poi il proprietario, rivolgendosi alla giovane, le ha posto una domanda: “I tuoi like sarebbero sufficienti a pagare gli stipendi agli impiegati della struttura e a pagare tutti i servizi offerti? Inizialmente, il nome della giovane era rimasto anonimo, la rete ha fatto il resto. Se due indizi fanno una prova, in qualche modo a smascherare Elle Darby non ci è voluto molto.
Il gran finale è contenuto in questo video. Le scuse, le lacrime. Tutto fa parte dello show. I sostenitori della giovane, però, la difendono e condannano fermamente l’azione del proprietario dell’hotel. In fondo bastava dire di no. Ad ogni modo, se c’è qualcuno che cercava visibilità, o se tutto questo non è nient’altro che un’immensa messa in scena: possiamo dire che ci abbiamo creduto tutti.

I funerali di Dolores O’Riordan si sono tenuti a Limerick, città natale della cantante. In centinaia hanno reso omaggio al feretro della leader dei Cranberries, scomparsa a 46 anni a Londra. Le esequie si sono svolte presso la Saint Ailbe Church, dove la cantautrice cantava nel coro quando era bambina.
Presenti alla funzione l’ex marito Don Burton (sposato nel 1994 e dal quale ha divorziato nel 2014), i tre figli Taylor, Molly e Dakota, oltre all’attuale compagno Ole Koretsky, col quale formava anche il gruppo D.A.R.K. insieme ad Andy Rourke, ex bassista degli Smiths.
Alla cerimonia, che si è aperta sulle note dell’Ave Maria che Dolores aveva cantato insieme a Luciano Pavarotti a Modena nel 1995, anche la madre Eileen, la sorella Angela e i fratelli Terence, Brendan, Donal, Joseph e PJ. McNamara.

 

I funerali

All’inizio dei funerali di Dolores O’Riordan sono stati portati sull’altare una chitarra e un disco di platino come simboli appartenuti alla sua vita. Nell’omelia, Canon McNamara ha raccontato il primo incontro con la cantante: “Il ricordo era scritto in modo indelebile nella mia mente”. E così, per un attimo, Dolores è tornata bambina e si è materializzata – nel ricordo dei presenti – a suonare e cantare con il coro di questa graziosissima chiesa. Poi McNamara ha pregato affinché: “La nostra amata Dolores si possa riunire a suo padre, Terry, il suo fratellino, Gerard, i nonni, i parenti e gli amici, alla presenza del Signore e della Madonna dei Dolori nel regno celeste, dove non c’è più dolore o sofferenza o separazione, ma solo gioia e pace per tutta l’eternità”.
La musicista è stata sepolta vicino al padre (durante una cerimonia privata), nel cimitero di Caherelly. Alla sepoltura hanno partecipato soltanto i famigliari, gli amici (tra i quali anche la moglie di Bono Vox, Ali Hewson) e i membri della band (Mike e Noel Hogan e Fergal Lawler). Commovente anche il saluto del presidente dell’Irlanda, Michael D. Higgins, che ha ricordato Dolores via radio.
 

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Dal 24 al 28 gennaio il TradFest 2018 offre una programmazione di oltre 200 eventi dedicata non solo ai ritmi della musica e della cultura irlandese ma aperta recentemente anche a musicisti internazionali che spaziano dal genere folk, nu-folk sino al rock and roll.
Concerti, eventi all’aperto gratuiti, session nei pub ed intrattenimenti per le famiglie, si svolgeranno intorno al vivace quartiere culturale di Temple Bar e presso le location storiche più prestigiose della città come la City Hall, il Castello, St Patrick’s Cathedral, St Michan’s Church, il pub Whelan’s e tante altre.
Il TradFest 2018, noto festival che celebra la musica e la cultura tradizionale irlandese giunto alla sua undicesima edizione, darà il benvenuto al nuovo anno con la sua ampia offerta di eventi, nei luoghi più caratteristici della capitale.
 

Edizione 2018

Tra gli artisti si esibiranno al TradFest 2018, solo per citarne alcuni: la cantante Moya Brennan, il virtuoso della chitarra acustica Pierre Bensusan, la polistrumentista Tara Breen, la leggenda del folk Judy Collins, il quartetto folk This is How We Fly, il gruppo irlandese The 4 of Us e ancora gli artisti Téada con Séamus Begley, i Blazin’ Fiddles, Frankie Gavin, The Dublin Legends, The Fureys, Stockton’s Wing, The Kilkennys, Paddy Casey e l’allegra JP & The Seeger Sessions Band.

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Dopo la morte di Dolores O’Riordan, lo sfogo del fidanzato Olé Koretsky: “Ho perso la mia partner e l’amore della mia vita, non c’è più posto per me su questo pianeta”. Musicista e compagno della cantante dei Cranberries, l’uomo è apparso scosso dalla prematura scomparsa della cantautrice.
Koretsky affida ai social la sua disperazione, con una lettera aperta e una foto di loro al lavoro: “La mia amica, la mia partner, l’amore della mia vita se n’è andata. Il mio cuore è spezzato e non potrà mai più essere riparato.
Dolores è meravigliosa – scrive usando il presente – la sua arte è bellissima, la sua famiglia lo è. L’energia che continua a irradiare è incancellabile. Sono perso. Mi manca tantissimo. Continuerò a vagare su questo pianeta ancora per un po’ di tempo, sapendo che ormai non c’è più un posto per me in questa Terra”.
 

Il fidanzato di Dolores O’Riordan

Quel selfie insieme, rarissimo, è stato condiviso su Instagram il 2 gennaio. I due si abbracciano e annunciato la loro serata in totale relax: “Take away, tv, pigiama”. Insieme dal 2015, Olé e Dolores era legati dall’amore e dalla musica e avevano fondato un gruppo nel 2009. In passato, la cantante irlandese aveva avuto un lungo matrimonio con Don Burton, manager dei Duran Duran. Tre figli: Taylor Baxter, 20, Molly Leigh quasi 17, e Dakota Rain 12.
 

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Dolores O’Riordan è morta all’improvviso a 46 anni. Ancora ignote le cause. La cantante si trovava a Londra insieme alla band The Cranberries per una breve sessione di registrazione. Il gruppo, originario della città di Limerick, ebbe un successo internazionale negli anni ’90 con i brani “Zombie” e “Linger”.
La notizia della morte è stata diffusa dall’Irish Times sulla nota divulgata da Lindsey Holmes, manager dell’artista: “La cantante della band irlandese The Cranberries era a Londra per una breve sessione di registrazione. Non sono disponibili al momento ulteriori dettagli. I familiari sono devastanti dall’aver appreso la notizia e hanno chiesto di rispettare la loro privacy in questo momento molto difficile”.

Il tour annullato. I problemi di salute di Dolores

I problemi di salute di Dolores O’Riordan fanno annullare il tour europeo della band irlandese. Bisogna tornare a giugno 2017 per leggere sul sito ufficiale: “I medici hanno ordinato alla cantautrice di non riprendere il tour come programmato, affinché possa completare le terapie che sta seguendo per un problema alla schiena”. Una decisione che di fatto cancellò tutti i concerti in programma dal 30 maggio al 30 agosto, incluse le date italiane.
“È con enorme dispiacere che cancelliamo questi concerti – ha commentato il gruppo – Dolores sta facendo grandi progressi, tuttavia non vogliamo mettere a rischio la sua ripresa. Eravamo entusiasti di essere tornati in tour a condividere la nostra musica con i nostri fan, e non vediamo l’ora di tornare sul palco quanto prima”.
In Italia, la band si sarebbe dovuta esibire lo scorso anno: il 12 giugno al Teatro degli Arcimboldi a Milano, il 23 giugno all’Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta, il 24 giugno a Firenze Rocks, il 26 giugno all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 27 giugno all’Arena della Regina di Cattolica.
 

La carriera con la band

Dolores O’Riordan entra a far parte del gruppo nel 1990, in sostituzione del cantante Niall Quinn. Con la band, la cantautrice pubblicherà tre album: Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We? (1993), No Need to Argue (1994), l’album che contiene la celebre Zombie premiata agli MTV Awards come migliore canzone del 1995, e To the Faithful Departed (1996). Nel 1999 esce il nuovo disco, Bury the Hatchet, pubblicato dalla Island Records. Seguono altre due pubblicazioni, Wake Up and Smell the Coffee – quinto album del gruppo – e The Best of 1992 – 2002. L’anno successivo la band si scioglie.
 

La carriera solista

Dolores inizia la carriera solista e nel 2004 torna con la colonna sonora del film di Mel Gibson ‘La passione di Cristo’. Nel 2004, canta con Zucchero Fornaciari in Zu & Co. nel brano Pure Love, eseguita anche dal vivo col cantante emiliano durante il Tour. Segue, nel 2007, un duetto con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro nel brano ‘Senza fiato’. Il suo primo album da solista è Are You Listening? mentre il secondo sarà No Baggage, pubblicato qualche mese prima di tornare con la band.
 

Il brano Zombie

Il brano Linger