La Skellig Michael, apparsa nell’episodio VII di Star Wars, Il risveglio della Forza, è destinata a svolgere un ruolo memorabile nella trilogia del produttore cinematografico Jeffrey Jacob Abrams.
Come l’originale Stars Wars, l’Episodio VII – Il risveglio della Forza, è stato girato in alcuni luoghi spettacolari in una galassia non molto lontana.
Tra questi troviamo l’isola di Skye in Scozia, la Forest of Dean e il Lake District in Inghilterra, alcune zone dell’Islanda, di Abu Dhabi e la disabitata isola irlandese: Skellig Michael. In particolare, la telecamera si sofferma sullo sperone e regala una vista mozzafiato dell’isola.

Il risveglio della Forza

Skellig Michael, l’isolotto più grande delle due isole Skellig, che sorge maestosamente dall’Oceano Atlantico a otto miglia al largo della costa di Portmagee, un villaggio di pescatori sulla penisola di Iveragh nel Kerry, non è stata sempre disabitata. Si tratta di un sito del patrimonio mondiale dell’Unesco perché ospita un insediamento monastico straordinariamente ben conservato del VI secolo.
Tre antiche scale di oltre 500 gradini di pietra, intagliati a mano, consentono di raggiungere il monastero a forma alveare di Saint Fionán, che ospita due oratori, dei pozzi sacri, il cimitero, la chiesa e delle terrazze riservate alle colture. Il luogo è un vero e proprio paradiso per gli uccelli marini e uno dei siti di riproduzione, per le specie che lo popolano, più importanti d’Irlanda.

Prodotto dalla Bad Robot Productions e dalla Lucasfilm e distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures, “Il risveglio della Forza” è il primo film della Trilogia sequel, la settima pellicola della saga di Guerre stellari, con protagonisti Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Peter Mayhew e Max von Sydow. Nel giorno dell’esordio, la pellicola ha sbancato il botteghino italiano incassando 1.811.329 euro. Gli spettatori sono stati oltre 219 mila.
 

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Amy Lee degli Evanescence ha interpretato il celebre brano degli U2, ‘With Or Without You’, in versione trip hop. Il risultato è straordinariamente originale.

Stravolta sì, ma con la melodia inconfondibile che contraddistingue la canzone ‘With Or Without You’, accompagnata dalla voce sublime di Amy Lee degli Evanescence. Si presenta così, in versione trip hop – genere che affonda le radici nella musica elettronica, nel dub, nella scena hip hop, rallentato ed incupito (ndr) – il brano rivisitato da Amy Lee. La cantante ha scelto Facebook per spiegare la svolta dark della canzone.

Sometimes I dream in music. This dark version of U2’s immortal song was playing in my head as I woke up one morning. I was lingering in that half-awake, half-asleep place, with no images- just darkness, this song, and huge emotions. As I was becoming conscious I just kept thinking “don’t let it go, don’t forget!” And I went straight upstairs and laid down the synth and basic vocal. I had the pleasure of seeing U2 live at MSG this year and it was powerful and inspiring. It made me excited to play live again! This track is still my favorite of theirs. Love is rarely simple, more often it’s tearing your guts out. And I think that’s why this song creeps into my dreams and haunts me. Enjoy!”. Amy Lee

With Or Without You, testo
See the stone set in your eyes
See the thorn twist in your side
I wait for you
Sleight of hand and twist of fate
On a bed of nails she makes me wait
And I wait without you
With or without you
With or without you
Through the storm we reach the shore
You give it all but I want more
And I’m waiting for you
With or without you
With or without you
I can’t live
With or without you
And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away
My hands are tied
My body bruised, she’s got me with
Nothing to win and
Nothing left to lose
And you give yourself away
And you give yourself away
And you give
And you give
And you give yourself away
With or without you
With or without you
I can’t live
With or without you
With or without you
With or without you
I can’t live
With or without you
With or without you

Il concerto degli U2 a Parigi per recuperare le date annullate dopo le stragi: sul palco Bono si è avvolto in una bandiera francese presa dal pubblico e l’ha issata sulla batteria, poi ha intonato “Ne me quitte pas”, una canzone di Jacques Brel scritta nel 1958, mentre sugli schermi scorrevano i nomi delle 130 vittime degli attentati del 13 novembre.

“Siamo tutti parigini, Vive La France”, ha gridato il frontman.

Abbiamo voluto ricordare il concerto degli U2 a Parigi momento con una notizia speciale.
 

Concerto degli U2 a Parigi

I video e i momenti più toccanti del Concerto degli U2 a Parigi.

07 dicembre 2015

“Sono stati privati del loro palco tre settimane fa, ora vogliamo offrirgli il nostro stasera”. Così Bono ha salutato Jesse Hughes e gli Eagles of Death Metal, il gruppo che suonava al Bataclan quando i terroristi fecero irruzione uccidendo 90 persone, nel secondo giorno di concerti. Dal palco, davanti a 16 mila persone, le note di “I Love You All The Time”.

 

 

06 dicembre 2015

Il concerto degli U2 a Parigi è iniziato con Bono che dal palco del Bercy Arena ha pronunciato in francese: “Vive La France”. Con l’esibizione di domenica, la band hanno recuperato una delle date annullate lo scorso mese, dopo i tragici eventi nella capitale francese. E poi ancora rivolgendosi al pubblico, 6 mila persone, il frontman in francese ha aggiunto: “Questa notte siamo tutti parigini, se amate la libertà, Parigi è la vostra città”. Successivamente, il pensiero è tornato alle vittime e ai loro familiari: “Immagino che il lutto sia una ferita che non si chiude mai” e ancora Bono ha ricordato la strage di San Bernardino e quelle avvenute a Beirut e Istanbul.
 

Vive La France: il concerto degli U2 a Parigi

Il giorno dopo gli attentati, Bono e gli altri componenti del gruppo avevano deposto un mazzo di fiori davanti al teatro Bataclan, lo storico teatro di Parigi, dove hanno perso la vita 90 persone. Durante l’irruzione dei terroristi, le vittime stavano ascoltando una band californiana. Sul sito ufficiale, la band irlandese scrisse: “Siamo devastati dalla perdita di tutte quelle vite durante l’esibizione degli Eagles of Death Metal, i nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alla band e ai loro fan”. “Speriamo e preghiamo che tutti i giovani a Parigi siano al sicuro”.

 

 
A dare man forte alla band irlandese, star della serata, è arrivata Patti Smith che ha intonato insieme a Bono il brano “People Have the Power” e “Gloria”. Sul palco non c’erano gli Eagles of Death Metal come preannunciato, perché i musicisti californiani suoneranno questa sera, ospiti della band irlandese.

 

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Miley Cyrus e Jessie J cantano “One” con gli U2 contro l’Aids. In occasione del concerto di beneficenza RED – un’organizzazione con marchio no-profit i cui derivati vengono devoluti al Fondo globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria – Miley e Jessie J sono state invitate sul palco per interpretare insieme agli U2 il brano “One”.
Complice l’emozione, forse, la cantante statunitense ha dimenticato le parole del brano e il suo imbarazzo è evidente nelle immagini.
Su Instagram l’ex reginetta della Disney ha spiegato quanto sia importante sostenere un progetto umanitario che lotta contro l’Aids: “Spero in un mondo senza AIDS in cui avrò la fortuna di vivere tra non molto tempo. Per cambiare le cose ci vuole lavoro e impegno e io sono pronta per la sfida.

Non ci arrenderemo mai di fronte a questa malattia e lotteremo per coloro che ne sono affetti”.
 

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“Our best for Paris” è il concerto degli U2 dedicato alle vittime delle stragi di Parigi. Sul palco – domani sera – ci saranno anche gli Eagles of Death Metal, il gruppo americano che stava suonando al teatro Bataclan durante gli attacchi terroristici del 13 novembre.
All’AccorHotels Arena, il palasport di Bercy, situato nel 12esimo arrondissement, gli U2 ricorderanno le vittime delle stragi di Parigi con un evento a loro dedicato: “Our best for Paris”. Sul palco, insieme alla celebre band irlandese, ci saranno gli Eagles of Death Metal, il gruppo che stava suonando al Bataclan, uno dei luoghi delle stragi del 13 novembre dove morirono 90 persone.
Stando alle indiscrezioni della rivista americana Billboard, il gruppo californiano aveva espresso il desiderio di esibirsi per primi alla riapertura del teatro.
 

Eagles of Death Metal a Parigi

Dopo aver interrotto il tour, che ripartirà a febbraio 2016, gli Eagles of Death Metal sono stati invitati a Parigi da Bono. Per l’occasione ci sarà anche Josh Homme, uno dei fondatori del gruppo stoner rock dei Kyuss, che normalmente non partecipa ai live.

 

Gli attentati

La sera del 13 novembre 2015 il luogo dove la band si stava esibendo in un concerto, il Bataclan di Parigi, è stato oggetto di un attentato terroristico, poi rivendicato dall’Isis: i membri del gruppo (ad eccezione di Josh Homme che non partecipò a quella data), uditi alcuni spari provenire dal fondo del teatro, sono fuggiti da una porta dietro le quinte rimanendo incolumi. Sono 89 le vittime, tra coloro presenti al concerto, tra le quali Nick Alexander, addetto al merchandising del gruppo. La band stava eseguendo il brano Kiss the Devil quando i terroristi hanno iniziato a sparare sulla folla. Il 7 dicembre 2015 la band ritorna a Parigi per omaggiare le vittime del Bataclan e partecipa al concerto degli U2 alla Bercy Arena; è il loro primo concerto dopo gli attentati del 13 novembre.
A fine 2015, Eagles of Death Metal dà inizio alla campagna “Play It Forward” che vede la partecipazione di vari artisti internazionali tra cui Imagine Dragons, Kings of Leon, Jimmy Eat World, Florence + The Machine e The Maccabees, ognuno dei quali intento nella realizzazione di una cover del brano I Love You All The Time, tratto dall’album Zipper Down degli Eagles of Death Metal stessi. Il ricavato della vendita dei brani verrà quindi interamente devoluto alla “The Sweet Stuff Fondation”, fondazione dedita al sostegno di musicisti meno agiati, insieme alle loro famiglie.

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A conclusione della tournée in Sudamerica, i Pearl Jam hanno omaggiato gli U2 con la cover del brano ‘A Sort Of Homecoming‘.
Oltre alle loro canzoni, i Pearl Jam hanno scelto di interpretare – durante il loro tour di nove tappe in Sudamerica – diversi brani di rilievo internazionale. A cominciare dalla cover di ‘A Sort Of Homecoming’ degli U2, per poi proseguire con ‘Comfortably Numb’ dei Pink Floyd.
Il frontman Eddie Vedder ha interpretato canzoni, ‘Imagine’ di John Lennon e ‘I want you so hard’ degli Eagles of Death Metal, finite nella scaletta delle esibizioni. A Bogotà, si è tenuto l’ultimo concerto. E ora crescono le speranze della presenza del gruppo in Italia, nel cast del Rock In Roma 2016.

 

 

Il testo di ‘A Sort Of Homecoming’

And you know it’s time to go
Through the sleet and driving snow
Across the fields of mourning to a light that’s in the distance.
And you hunger for the time
Time to heal, ‘desire’ time
And your earth moves beneath your own dream landscape.
On borderland we run.
I’ll be there, I’ll be there tonight
A high-road, a high-road out from here.
The city walls are all come down
The dust a smoke screen all around
See faces ploughed like fields that once
Gave no resistance.
And we live by the side of the road
On the side of a hill as the valleys explode
Dislocated, suffocated
The land grows weary of it’s own.
O com-away, o com-away, o-com, o com-away, I say I
O com-away, o com-away, o-com, o com-away, I say I
Oh, oh on borderland we run
And still we run, we run and don’t look back
I’ll be there, I’ll be there
Tonight, tonight
I’ll be there tonight, I believe
I’ll be there so high
I’ll be there tonight, tonight.
Oh com-away, I say, o com-away, I say.
The wind will crack in winter time
This bomb-blast lightning waltz.
No spoken words, just a scream
Tonight we’ll build a bridge across the sea and land
See the sky, the burning rain
She will die and live again tonight.
And your heart beats so slow
Through the rain and fallen snow
Across the fields of mourning to a light that’s in the distance.
Oh, don’t sorrow, no don’t weep
For tonight at last I am coming home.
I am coming home.

Dopo i tragici attentati in cui sono morte 130 persone, gli U2 hanno annunciato le nuove date dei concerti che si terranno a Parigi, al Palais Omnisports de Paris-Bercy, il 6 e 7 dicembre.

“Ciò che è stato rubato a Parigi in quella tragica notte del 13 novembre è insostituibile. Per una notte gli assassini si sono presi vite, musica, pace ma non hanno potuto rubare lo spirito di questa città. È uno spirito che la nostra band conosce bene e che cercherà di onorare. Daremo il nostro meglio per Parigi”, fa sapere la band dal proprio sito internet. Gli U2 avrebbero dovuto tenere i concerti, nei giorni immediatamente successivi agli attentati, il 14 e 15 novembre. Ma Bono & Co. hanno preferito annullare gli eventi e omaggiare le vittime, deponendo un mazzo di fiori davanti al Bataclan.
“La band ha voluto riorganizzare i concerti il più presto possibile, in modo da onorare l’impegno con il loro pubblico”, ha dichiarato il produttore del tour degli U2, Arthur Fogel. Inoltre, il giorno 7, l’Innocence + Experience Tour degli U2 sarà trasmesso in diretta da Parigi su HBO.
Per coloro che sono in possesso dei biglietti
Il 6 dicembre si accede all’Arena di Bercy con i biglietti acquistati per il concerto del 14 novembre, mentre i ticket del 15 novembre saranno validi per lo spettacolo del 7 dicembre.

Dopo Noel Gallagher sul palco insieme agli U2 a Londra è arrivata Patti Smith.
La band di Dublino ha eseguito una cover di “Gloria”, tratta dall’album “Horses”, per rendere omaggio alla poetessa rivoluzionaria nel rock degli anni settanta e tra le grandi protagoniste del proto-punk e della New wave.
Poi, tutti insieme dal palco sono partite le note della celebre canzone “People Have The Power”, un brano scritto da Patti e Fred Smith e pubblicato come singolo discografico estratto dall’album “Dream of Life di Patti Smith” (1988).
 

People Have The Power

I was dreaming in my dreaming
Of an aspect bright and fair
And my sleeping it was broken
But my dream it lingered near
In the form of shining valleys
Where the pure air recognized
And my senses newly opened
I awakened to the cry
That the people have the power
To redeem the work of fools
Upon the meek the graces shower
It’ s decreed the people rule
The people have the power
The people have the power
The people have the power
The people have the power
Vengeful aspects became suspect
And bending low as if to hear
And the armies ceased advancing
Because the people had their ear
And the shepherds and the soldiers
Lay beneath the stars
Exchanging visions
And laying arms
To waste in the dust
In the form of shining valleys
Where the pure air recognized
And my senses newly opened
I awakened to the cry
Where there were deserts
I saw fountains
Like cream the waters rise
And we strolled there together
With none to laugh or criticize
And the leopard
And the lamb
Lay together truly bound
I was hoping in my hoping
To recall what I had found
I was dreaming in my dreaming
God knows a purer view
As I surrender to my sleeping
I commit my dream to you
Where there were deserts
I saw fountains
Like cream the waters rise
And we strolled there together
With none to laugh or criticize
And the leopard
And the lamb
Lay together truly bound
I was hoping in my hoping
To recall what I had found
I was dreaming in my dreaming
God knows a purer view
As I surrender to my sleeping
I commit my dream to you
The power to dream to rule
To wrestle the world from fools
It’ s decreed the people rule
It’ s decreed the people rule
I believe everything we dream
Can come to pass through our union
We can turn the world around
We can turn the earth’ s revolution
We have the power
People have the power
 

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Dark Sky Island è il titolo del nuovo album di Enya in uscita il prossimo 20 novembre. Ispirato a Sark, una piccola isola nel Canale della Manica, la cantante irlandese torna sulla scena dopo lunghi anni di silenzio. Stando alle prime indiscrezioni, il disco, prodotto da Nicky Ryan, era già in cantiere dal 2012.

Con 75 milioni di album venduti, 4 Grammy Awards, 6 World Music Awards e una nomination agli Oscar, una ai Golden Globe, Enya vanta una lunga carriera artistica.

“Questo album parla di viaggi verso l’isola – ha dichiarato la cantante – viaggi lunghi tutta una vita, attraverso la storia, attraverso le emozioni e i grandi oceani. Benché non sia un’opera tematica, c’è una sorta di filo conduttore che attraversa le canzoni”.

 

La tracklist di Dark Sky Island

  1. The Humming
  2. So I Could Find My Way
  3. Even In the Shadows
  4. The Forge of the Angels
  5. Echoes in Rain
  6. I Could Never Say Goodbay
  7. Dark Sky Island
  8. Sancta Maria
  9. Astra et Luna
  10. The Loxian Gates
  11. Diamonds on the Water

 

Il primo singolo “Echoes In Rain”

 

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Il pluripremiato documentario “Paradiso” sull’Irlanda del Nord del regista torinese Alessandro Negrini vince il suo diciottesimo premio internazionale, ricevendo il Ruby Award al prestigioso CineRockom International Film Festival di Beverly Hills a Los Angeles.
“Credo che ciò che rende il film universale, capace di tradursi in culture diverse è l’idea che, ovunque ci sia un muro, una netta divisione tra le persone, c’è anche il ricordo dei tempi in cui queste divisioni non erano presenti. E quel ricordo può diventare una piccola crepa in quel muro, in questo infinito carcere che è la vita domata dalla paura. Il peggior aspetto di una divisione, il più atroce e domante, non è il muro, ma l’abituarsi a quel muro.
Poi c’è anche il potere della musica e della danza come antidoto alla paura dell’altro. La musica come grimaldello per aprire un varco nel muro, ed evadere”, ha dichiarato il regista.

 

Riconoscimento a Beverly Hills

Commissionato dalla BBC, prodotto da Margo Harkin e diretto da Alessandro Negrini, affiancato alla fotografia dal norvegese Oddgeir Saether, “Paradiso” ha ricevuto ben 18 premi internazionali e quasi 60 nominations nei film festival in Italia, Stati Uniti, Germania, Brasile, Turchia, Kenya, Messico, India, Bangladesh, Ungheria e Canada e Regno Unito.

“Paradiso” è stato girato nella città di Derry in Irlanda del Nord, nella enclave prevalentemente protestante, conosciuta con il nome di The Fountain. Il film segue gli sforzi ambiziosi del musicista Roy Arbuckle nel riunire la sua ex Showband, i Signetts, per un grande evento di danza che unisca protestanti e cattolici. In una comunità a lungo divisa dalla paura, la politica e la violenza, il documentario sembra una fiaba che descrive un “Colorito, malinconico ed ironico viaggio musicale”.

Paradiso sembra una favola, di quelle da raccontare la notte ai bambini, prima di addormentarsi, con la sua disarmante semplicità e la colonna Sonora con una fisarmonica a scandire la sua poetica malinconia. Eppure, è tutto vero.
Die Brücke (The Bridge), Valerio Moggia

(…) ‘Paradiso’, come le poesie di Heanys’, ci aiuta a ricredere ai nostri occhi con un tocco di poesia cinematografica.
Telegraph

(…)Con un tocco di Buena Vista Social Club ed una squisita fotografia unita ad un approccio poetico, il pluri-premiato documentario ‘Paradiso’ rappresenta l’elegia di una comunità ed il suo tentativo di superare il peggiore di tutti i muri: la paura.
Herald Tribune

 

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