Gli irlandesi non deludono i fan e mostra i muscoli allo stadio di Murrayfield a Edimburgo. I verdi battono gli scozzesi 10-40.
di Manuel Visione
Gli irlandesi sanno di dover vincere a Edimburgo. Ma non basta dovranno fare una valanga di mete perché il Sei Nazioni 2015 si deciderà in base ai punti, attraverso un calcolo matematico. Il Galles è uscito vittorioso contro gli azzurri e l’Inghilterra tenterà in tutti i modi annientare la Francia. I verdi scendono in campo decisi e al quarto minuto di gioco è O’Connell a schiacciare in meta (0-5), trasformata da Sexton (0-7). Al 9′ Sexton trova i pali su piazzato (0-10). La risposta scozzese arriva al 17′ col piede di Laidlaw (3-10). Al 24′ è O’Brien a schiacciare in meta (3-15), con Sexton che non sbaglia la trasformazione (0-17). Al 30′ è la Scozia a rientrare in partita e fermare la corsa degli irlandese. Russell trova una meta e accorcia le distanze (8-17), poi ci pensa Laidlaw a trasformare (10-17). Il team trova ancora un calcio al 33′ con Sexton (10-20), ma il match si chiude senza ulteriori colpi di scena.

Nella ripresa Sexton allunga per i verdi al 45′ (10-23), qualche minuto prima della meta di Payne al 49′ (10-28), trasformata ancora da Sexton (10-30). Al 61′ è ancora Jonathan Sexton a portare a largo l’Irlanda su piazzato (10-33). Il match sembra non regalare più niente fino a quando i verdi realizzano altri punti con O’Brien al 71′ (10-38), trasformata da Madigan (10-40). Allo scadere è Madigan su piazzato a cercare i pali, ma sbaglia (10-40).
 

Formazioni in campo

Scotland LogoScozia: 15 Stuart Hogg; 14 Tommy Seymour, 13 Mark Bennett, 12 Matt Scott, 11 Dougie Fife; 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw (capitano), 8 David Denton, 7 Blair Cowan, 6 Adam Ashe; 5 Jonny Gray, 4 Jim Hamilton; 3 Euan Murray, 2 Ross Ford, 1 Ryan Grant.
A disposizione: 16 Fraser Brown, 17 Alasdair Dickinson, 18 Geoff Cross, 19 Tim Swinson, 20 Rob Harley, 21 Sam Hidalgo-Clyne, 22 Greig Tonks, 23 Tim Visser.
Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Tommy Bowe, 13 Jared Payne, 12 Robbie Henshaw, 11 Luke Fitzgerald, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 Paul O’Connell (c), 4 Devin Toner, 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Cian Healy
A disposizione: 16 Sean Cronin, 17 Jack McGrath, 18 Martin Moore, 19 Iain Henderson, 20 Jordi Murphy, 21 Eoin Reddan, 22 Ian Madigan, 23 Felix Jones.
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Risultato disastroso per gli azzurri che all’Olimpico non riescono a domare i dragoni rossi. Il risultato finale è di 20-61.

di Manuel Visione
Nel primo minuto di gioco l’Italia passa in vantaggio con un piazzato di Kelly Haimona (3-0). Dopo sei minuti dal fischio d’inizio è Leigh Halfpenny ad accorciare le distanze per il Galles (3-3). All’undicesimo è Luciano Orquera a trovare un piazzato (6-3), con la risposta di Halfpenny che al dodicesimo trova i pali (6-6). Al 19′ è la volta di Jamie Roberts che trova una meta e consente ai dragoni rossi di allungare (6-11), ma Halfpenny sbaglia. L’italia non ci sta, al 25′ è di Giovanbattista Venditti a schiacciare in meta (11-11), Orquera poi trasforma (13-11). Allo scadere il Galles guadagna ancora i pali su piazzato e chiude in vantaggio (13-14).

Nella ripresa i dragoni sembrano decisi a vincere. Al 46′ è Liam Williams a trovare una meta (13-19), trasforamta da Biggar (13-21). Al 49′ è George North a schiacciare di nuovo in area azzurra (13-26), meta trasformata (13-28). Come un attore teatrale durante le prove, George North ripete la scena due volte volando di nuovo in meta al 54′ e al 59′ con Biggar che non sbaglia la trasformazione (13-42). Al 66′ è ancora in Galles con Rhys Webb a trovare una meta (13-47), ma Biggar sbaglia la trasformazione. L’Italia non c’è. Al 68′ i giocatori in maglia rossa accelerano per vie centrali e Sam Warburton vola in meta (13-52), trasformata da Biggar (13-54). I dragoni rossi dilagano nel finale e al 73′ è Scott Williams (13-59) a trovare l’ultima meta della partita, trasformata da Biggar (13-61). Gli azzurri trovano coraggio e al 79′ è Leonardo Sarto ad accorciare con una splendida meta (18-61), trasformata da Orquera (20-61).

Fir logo15 Luke McLean, 14 Leonardo Sarto, 13 Luca Morisi, 12 Andrea Masi, 11 Giambattista Venditti, 10 Kelly Haimona, 9 Edoardo Gori, 8 Samuela Vunisa, 7 Mauro Bergamasco, 6 Francesco Minto, 5 Josh Furno, 4 George Biagi, 3 Martin Castrogiovanni, 2 Leonardo Ghiraldini, 1 Michele Rizzo
A disposizione: 16 Andrea Manici, 17 Alberto De Marchi, 18 Dario Chistolini, 19 Quintin Geldenhuys, 20 Robert Barbieri, 21 Guglielmo Palazzani, 22 Luciano Orquera, 23 Enrico Bacchin.
Logo GallesGalles: 15 Leigh Halfpenny; 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Jamie Roberts, 11 Liam Williams; 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb; 8 Taulupe Faletau, 7 Sam Warburton (capitano), 6 Dan Lydiate; 5 Alun-Wyn Jones, 4 Luke Charteris; 3 Aaron Jarvis, 2 Scott Baldwin, 1 Rob Evans.
A disposizione: 16 Ken Owens, 17 Rhys Gill, 18 Scott Andrews, 19 Jake Ball, 20 Justin Tipuric, 21 Gareth Davies, 22 Rhys Priestland, 23 Scott Williams.
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Stephanie Roche in lizza per il premio Fifa Puskas Award 2014 è stata battuta da James Rodriguez, ma i voti complessivi ricevuti dalla calciatrice irlandese sono straordinari.
Stephanie, 25 anni, ha scelto Twitter per ringraziare i fan. «Sono molto orgogliosa di aver ricevuto 1,1 milioni di voti. Complimenti a James». E poi ancora «Una fantastica esperienza, grazie a tutti per il vostro sostegno!».
La ragazza bionda, irlandese, era ad una passo dalla storia. Peccato che alla resa dei conti la vittoria sia andata al colombiano che si è attestato al primo posto con il 42% dei voti.
 

Stephanie Roche tra i grandi del calcio

Roche si è fermata al secondo posto con il 33% dei voti superando il giocatore olandese Van Persie, arrivato terzo con l’11% delle preferenze. Nelle foto in basso, il tweet di ringraziamento della ragazza e una foto che la ritrae alla premiazione vicino a Cristiano Ronaldo e a Messi, i grandi giocatori che animano il calcio mondiale.


 

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Il papavero James Aaron Mclean, nato a Derry 22 anni fa, non lo vuole indossare. Il giovane calciatore naturalizzato irlandese, ala sinistra del Wigan e della Nazionale irlandese, si è rifiutato di commemorare i caduti britannici.

Originario dell’Irlanda del Nord, James McClean è stato duramente criticato per non aver indossato il tulipano, simbolo dei caduti britannici nel giorno in cui si celebra il Remembrance day. Ma non è il primo anno, visto che il giocatore cattolico ha scelto la Nazionale dell’Eire e non quella dell’Irlanda del Nord. In una lettera il ragazzo ci ha tenuto a spiegare che cosa significa per lui quel papavero che oramai ha assunto nella società una nuova connotazione che non può certo piacere ad una persona nata nella città del Bloody Sunday.

Caro Mr.Whelan,
Ho voluto scriverle, prima di avere un confronto di persona, per spiegarle le ragioni del mio non indossare il papavero sulla maglia nella partita contro il Bolton.
Provo totale rispetto verso chi ha combattutto ed è morto in entrambe le guerre mondiali – molti nati in Irlanda.
Mi è stato detto che suo nonno Paddy Whelan, nato a Tipperary, era uno di loro.
Piango per la loro morte come ogni altra persona rispettabile e se il papavero fosse un simbolo unicamente dedicato ai caduti della prima e seconda guerra mondiale mi piacerebbe indossarne uno.
Voglio che sia chiaro al 100%. Lei deve capirlo.

Ma il papavero è usato per ricordare le vittime di ogni altro conflitto dal 1945 e qui è da dove comincia il mio problema.
Per le persone del nord dell’Irlanda come me, e specificamente per quelle di Derry, teatro del Bloody Sunday massacre del 1972, il papavero ha preso un significato molto differente. La prego di capire, Mr Whelan, che quando vieni da Creggan come me o dal Bogside, Brandywell o dalla maggior parte dei posti intorno a Derry, ogni persone vive ancora nell’ombra di uno dei più cupi giorni della storia d’Irlanda – anche se come me sei nato quasi vent’anni dopo quell’evento. È parte di cosa siamo, radicato in noi sin dalla nascita.

Mr Whelan, per me indossare un papavero sarebbe stato un gesto irrispettoso verso le persone innocenti che hanno perso le loro vite negli scontri – e specialmente nel Bloody Sunday – allo stesso modo di come in passato sono stato accusato di non rispettare le vittime della prima e seconda guerra mondiale Sarebbe apparso come un atto di mancanza di rispetto verso quelle persone; verso la mia gente.

Non sono un guerrafondaio, o un anti-britannico, o un terrorista o qualsiasi altra cosa di cui sono stato accusato nel passato. Sono un ragazzo tranquillo, credo che tutti dovrebbero vivere fianco a fianco, a prescindere dalle loro credenze religiose o politiche, che rispetto e chiedo alle persone, in cambio, di rispettare le mie.
Dall’anno scorso, sono un padre e voglio che mio figlio cresca in un mondo di pace, come ogni altro familiare.
Sono molto orgoglioso delle mie radici e semplicemente non posso fare qualcosa che credo sia sbagliato. Nella vita, se sei un uomo devi alzarti in piedi per le cose in cui credi.
So che potrebbe non essere d’accordo con quello che sento ma spero davvero che capirà le mie ragioni.
Come proprietario del club per cui sono orgoglioso di giocare, credo che dovevo queste spiegazione sia a lei che ai tifosi. Sinceramente

Emozioni a Dublino, dove gli All Blacks hanno battuto l’Irlanda del rugby a tempo scaduto 22-24. L’ultimo test match della stagione, sarà ricordato per tanto tempo, da tutti coloro che hanno pagato il biglietto per entrare all’Aviva Stadium della capitale.
L’Irlanda infatti, pur avendo dominato il match, è stata beffata allo scadere dalla Nuova Zelanda, che ha dovuto faticare parecchio per portare a casa la tredicesima vittoria consecutiva. Sul 22-22 è Cruden che mette l’ovale fra i pali, al secondo tentativo (fatto ripetere dall’arbitro), dopo la meta di Ryan Crotty. Una beffa per l’Irlanda, ma questo è il grande rugby!

New Zealand All Blacks vs Ireland Highlights 2013

Le formazioni in campo

Irlanda: 15 Rob Kearney, 14 Tommy Bowe, 13 Brian O’Driscoll, 12 Gordon D’Arcy, 11 David Kearney, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 Paul O’Connell (capt), 4 Devin Toner, 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Cian Healy.
In panchina: 16 Sean Cronin, 17 Jack McGrath, 18 Declan Fitzpatrick, 19 Mike McCarthy, 20 Kevin McLaughlin, 21 Isaac Boss, 22 Ian Madigan, 23 Luke Fitzgerald.
Nuova Zelanda: 15 Israel Dagg, 14 Cory Jane, 13 Ben Smith, 12 Ma’a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Aaron Cruden, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (capt), 6 Steven Luatua, 5 Sam Whitelock, 4 Luke Romano, 3 Charlie Faumuina, 2 Andrew Hore, 1 Wyatt Crockett.
In panchina: 16 Dane Coles, 17 Ben Franks, 18 Owen Franks, 19 Brodie Retallick, 20 Sam Cane, 21 TJ Perenara, 22 Beauden Barrett, 23 Ryan Crotty.
CALENDARIO 6 NAZIONI

Una bella Irlanda, fa sognare il pubblico accorso all’Aviva Stadium di Dublino. I verdi si impongono sulle Isole Samoa per 40 a 9. Per gli irlandesi, le mete sono di O’Mahony, O’Brien, due di Kearney, McFadden e poi il piede di Paddy Jackson ha fatto il resto.
Per le Samoa le mete sono due di Pusi e una di Fotuali’i. Un buon inizio in vista del Sei Nazioni, guarda il calendario.

Il XV irlandese

15 Rob Kearney, 14 Tommy Bowe (23 Dave Kearney), 13 Brian O’Driscoll (22 Ian Madigan), 12 Gordon D’Arcy, 11 Fergus McFadden, 10 Paddy Jackson, 9 Conor Murray (21 Eoin Reddan), 8 Jame Heaslip (c), 7 Chris Henry (20 Sean O’Brien), 6 Peter O’Mahony (19 Paul O’Connell), 5 Devin Toner, 4 Mike McCarthy (6 Peter O’Mahony), 3 Mike Ross (18 Declan Fitzpatrick), 2 Rory Best (16 Sean Cronin), 1 Jack McGrath (17 Cian Healy).

Il XV delle Samoa

15 Faatoina Autagavaia, 14 Alapati Leuia, 13 George Pisi (22 Isaia Tuifua), 12 Johnny Leota, 11 Brando Vaaulu (23 Fautua Otto), 10 Tusi Pisi (21 Jeremy Sua), 9 Kahn Fotuali’i, 8 Taiasina Tuifua, 7 Jack Lam, 6 Ofisa Treviranus, 5 Teofilo Paulo, 4 Faatiga Lemalu, 3 Logovi’i Mulipola (18 James Johnston), 2 Ole Avei, 1 Sakaria Taulafo. Sostituti: 16 Ti’i Paulo, 17 Viliamu Afatia, 19 Joe Tekori, 20 Alafoti Faosilivia.
 

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Si chiama Singing On Water, ed è un progetto nato dalla collaborazione di Tobia Lamare e Surfinsalento.it: un viaggio che si trasforma in un documentario.
La musica e il surf si incontrano in un episodio girato in Irlanda durante l’ultima settimana di Ottobre 2012.
Protagonisti di Singing on Water, Angelo Verzini e la musica di Tobia Lamare and The Sellers.

una produzione Surfinsalento & Lobello Records
con il supporto di Puglia Sounds
con l’appoggio di: Quicksilver, Gold, CoolClub
regia Simone Manfreda a.k.a. zeemox
rider: Angelo Mojo Verzini, Shauna Ward, Ritchie Fitzgerald, Peter Craig, Carlo Morelli, Simone Manfreda
soundtrack: Tobia Lamare & the Sellers, Red Kid, Sweet Little Lies, Spread Your Legs, Psycho Sun, Muffx, Surfer Joe
song: “Stepbeat – Tobia Lamare & the Sellers”
 

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La finale di hurling, disputata tra il Clare e il Cork, è andata alla squadra del Clare che si è imposta per 5-16 a 3-16. Il Clare ha vinto il campionato 2013, una vittoria epica piena di emozioni, che ha visto il coinvolgimento dei tantissimi accorsi al Croke Park di Dublino.
Importante la tripletta di Shane O’Donnell, ma soprattutto una straordinaria vittoria, per l’allenatore Davy Fitzgerald, alla sua prima stagione con la squadra.
“È difficile dire come mi sento, sono così fiero dei miei giocatori” ha commentato Fitzgerald.
 

 

Vittoria epica

Non appena vedi Shane O’Donnell che si toglie il casco, speri solo che Louis Walsh non stia guardando il televisore. 19 anni, con gli zigomi alti e un sorriso tale che le ragazze si mordono le loro collane. Il suo 3-3 in questa finale è arrivato da appena nove tocchi di palla. O’Donnell è uno studente di genetica del secondo anno, ma la sua esibizione sabato sera è stata una lezione di economia.
La sua ultima apparizione con il Clare è stata nella sessione di qualificazione contro Wexford a metà luglio, la notte in cui avevano bisogno di tempo extra per superare Liam Dunne. Da allora, era stata una presenza conciliante, non aveva mai minacciato il posto di Darach Honan all’attacco della squadra. Spesso vedeva Cathal McInerney spedito nella mischia davanti a lui quando Davy Fitz cercava di rinfrescare le cose.

 

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Manu Tuilagi, durante la foto dei Lions con il premier britannico David Cameron, ha fatto le corna al primo ministro.
Un gesto goliardico che ovviamente ha fatto il giro del mondo, ma fatto “solo per gioco” come ha voluto rassicurare il rugbista samoano, scusandosi su Twitter.
Manu Tuilagi ma cosa combini?
 

La bravata di Manu Tuilagi


Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino di Downing Street, che sempre con un tweet ha voluto rassicurare il giocatore, “non c’era bisogno di chiedere scusa, è stato divertente”.

I Lions, sono la selezione dei migliori giocatori di Gran Bretagna e Irlanda.

 

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Brian O’Driscoll continuerà a giocare per un altro anno con la nazionale irlandese di rugby (Irfu), che ne ha diffuso anche la notizia.
O’Driscoll, 34 anni, ha preso la decisione dopo la tournèe in Australia che lo ha visto protagonista insieme ai Lions britannici.
Così Brian O’Driscoll sarà il nostro avversario durante la prossima Coppa del Mondo del 2015, che si terrà in Inghilterra.
 

Ancora un anno

O’Driscoll è uno dei migliori giocatori al mondo e vanta 46 mete in 125 match internazionali disputati dal 1999. Insieme alla nazionale irlandese, nel 2009 ha portato a casa il Sei Nazioni, mentre con il Leinster negli anni 2009, 2011 e 2012 ha vinto la Heineken Cup.

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