Incredibile il successo ottenuto dal primo torneo di Poc Fada giocato in Italia lo scorso 1° maggio, torneo sponsorizzato dal Pub Degheio Irlandese di Badia Polesine ed organizzato dall’Ascaro Rovigo Gaelic Football in collaborazione con la società Baseball Softball Club Rovigo.
In una discreta giornata, finalmente calda e soleggiata, 25 concorrenti divisi nelle categorie assolute maschili e femminili si sono sfidati per tutta la giornata in questa particolare ed affascinante disciplina sportiva.
Il Poc Fada, in Irlanda, raccoglie moltissimi appassionati che si sfidano con una mazza (hurley) ed una palla (silotar), attrezzi usati nell’hurling, altro sport di squadra come il calcio gaelico gestito dalla Gaelic Athletic Association (GAA), su un tracciato di una distanza predeterminata che potrebbe essere anche una semplice strada cittadina.
Le finali All Ireland si svolgono invece dal 1960, su un percorso della lunghezza di 5 chilometri dislocato sulle pendici del monte Annaverna nella penisola di Cooley. Come nel golf, vince chi copre il tracciato con meno colpi possibili colpendo al volo la palla con la mazza.

 

Poc Fada

Nel suo piccolo, molto suggestiva anche la location del percorso rodigino preparato dagli organizzatori seguendo il perimetro esterno del nuovo capo di baseball nel quartiere Tassina, un tracciato molto impegnativo della lunghezza di circa un chilometro. Per la cronaca, ad imporsi nella categoria assoluta maschile, è stato Carlos Guevara, l’autore dell’home run che nel 2009 a Parma spianò la strada della promozione in serie A2 dell’ILCEA BSC Rovigo, in grado di coprire la distanza in soli 15 colpi. Sul primo gradino del podio della categoria “amatori”, con 22 colpi, è salito Davide Villan, addetto stampa del BSC Rovigo e difensore dell’Ascaro Rovigo Gaelic Football.
Nella classifica assoluta femminile si è piazzata al primo posto la neo mamma Silvia Bovolenta, ex giocatrice del New Softball Rovigo ed attuale tecnico del Minibaseball, che ha chiuso il giro in 18 colpi, mentre Carlotta Betto, nella categoria “amatori” ha coperto il tracciato di gara con i 35 che le hanno permesso di conquistare la prima posizione.

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È stata una full immersion a 360 gradi quella che ha visto impegnati i candidati arbitri di gaelic football che si è svolto presso l’hotel Villa Regina Margherita di Rovigo nello scorso fine settimana.
Il Board Continentale della Gaelic Athletic Association aveva individuato in Rovigo una delle sedi europee (le altre erano in Spagna ed in Belgio) che quest’anno hanno sfornato i nuovi arbitri di gaelic football maschile e femminile (Ladies football).
Il corso, iniziato venerdì sera con la “benedizione” di Vincenzo Altieri e Paolo Rondina, rispettivamente presidente e consigliere del Panathlon Club International di Rovigo, è stato ben diretto da Tony Bass, segretario generale della Gaa Europe e da Michael Cryan, che ha contribuito alla traduzione in lingua italiana dei testi regolamentari, ha avuto un ottimo successo di partecipazione tanto da soddisfare tutte le aspettative dei due tutor irlandesi che hanno riscontrato grande entusiasmo ed interesse in tutti i candidati.

Arbitri italiani

Alla fine dell’intensa tre giorni hanno ricevuto il brevetto di arbitro di gaelic football maschile e quello di arbitro di Leadies Gaelic Football i rodigini Lorenzo Zago, Alessandro Raimondi, Simone Zonzi e Matteo Perazzolo; i patavini Andrea Furlan ed Alessandro Rasi; ed i due candidati provenienti dall’estero Ronan Carroll (Lussemburgo) e Ray Colleman (Germania). Hanno ottenuto il brevetto di arbitro di gaelic football (solo maschile) anche altri due rodigini: Alessandro Grego e Paolo Simonetta.
Grande soddisfazione per gli otto neo direttori di gara, i primi in Italia, che avranno l’opportunita di mettere in pratica quanto appreso già dal prossimo 18 maggio nella seconda tappa del Torneo Regionale italo-svizzero che vedrà affrontarsi a Roma le formazioni di Rovigo, Padova, Zurigo, San Gallo, Neuchatel, Ginevra oltre che ovviamente alla locale squadra del Rome Gaelic Football che ospiterà l’evento sportivo internazionale.
Per l’occasione verranno accompagnati, in questa loro prima esperienza, da direttori di gara più esperti inviati nella capitale dal designatore della Gaa Europe. Questo e’ solamente il primo step che porterà i nostri arbitri ad essere progressivamente completamente autonomi prima di poter venire designati in qualcuno dei numerosi tornei internazionali organizzati annualmente dalla Gaa Europe.
Così dopo aver visto nascere la prima squadra italiana di calcio gaelico, la “città delle rose” ha tenuto a battesimo anche i primi arbitri nazionali di questa disciplina, un altro primato che fa di Rovigo un faro per tutte le discipline sportive gaeliche!

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Il Footee è un nuovo sport che arriva dall’Irlanda, con l’idea di unire il calcio con il golf, utilizzando naturalmente il pallone da calcio, con buche più larghe e con l’abbigliamento tipico dei golfisti.
Definito come un ibrido, il footee sta facendo molto discutere, perché se alcuni lo ritengono soltanto un modo per rilanciare i campi da golf in tempi di crisi, altri potrebbero aver trovare lo sport della loro vita.
Il footee è un nuovo sport, che potrebbe ‘prendere piede’ nei prossimi anni. Sembra strano che nessuno ci abbia mai pensato prima, soprattutto nelle isole britanniche, patria di entrambe le discipline.

Il Footee

Sul sito che presenta il gioco è descritto, sinteticamente, come “Calcio giocato con le regole del golf, principalmente”. Niente mazze, si gioca con i piedi e i prezzi sembrano anche piuttosto abbordabili: si va dai 10 ai 15 euro con riduzioni per studenti e disoccupati. Il “gol” è naturalmente andare in buca, molto più larga e a misura di pallone.
Il primo campo di footee è stato realizzato a Dublino. Nel caso voleste provare un’esperienza del genere vi invitiamo a fare riferimento al marchio FootGolf. Potrete provare direttamente una delle migliori esperienze sportive ibride direttamente ai piedi delle montagne di Dublino, appena fuori dalla M50 vicino a Tallaght.
Ricordiamo che il footee è un gioco serio, che può piacere o non piacere. Ci sono delle regole che dovrete imparare, facilmente apprendibili da coloro che praticano golf. Per il resto dovrete avere buoni piedi e giocare a calcio. Ovviamente, l’invito a provare una partita di footee è aperto a tutti, a ogni persone di ogni età. Non ci sono limitazioni su questo. Bisogna soltanto allacciarsi gli stivali, farsi un po’ di coraggio, e il gioco è fatto.

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Con l’arrivo nello splendido Marlay Park alle porte di Dublino si è conclusa la Via di Wicklow by Soul Running: 97 km e quasi 3700 mt D+ percorsi in tre giorni.
Il meteo irlandese questa volta ha risparmiato i due runner che in tre giorni di viaggio su e giù lungo le montagne della contea di Wicklow hanno effettuato un vero e proprio viaggio nel tempo, lungo una via storica dei discepoli di San Patrizio.
Da Tinahely passando per le storiche rovine di Glendalough, datate sesto secolo, fino a ritornare ai giorni nostri tra i campi da golf che circondano la capitale.

 

DIARIO DI VIAGGIO

THE WICKLOW WAY BY SOUL RUNNING – STAGE #1

Wicklow by Soul RunningConclusa la prima tappa della Via di Wicklow by Soul Running 2013.
Partenza dal piccolo centro di Tinahely, possiamo dire in “The middle of nowhere”, arrivo a Glendalough dopo 46 km con 1650 mt D+ in circa 6h 30′ immersi in una natura davvero incredibile. Radure ricoperte di erica e boschi di conifere, su e giù tra i tanti “Glen”, le valli che tagliano continuamente i Monti Wicklow. Per tanti chilometri solo la compagnia di tante, tante pecore. E’ una terra vera, sincera!
Domattina ore 8.30 am ora locale saremo in corsa tra Glendalough ed Enniskerry.
Andrea Pizzi
Prima volta in Irlanda, sapevo fosse verde ma non così. Prati perfetti, boschi così fitti da chiedersi come il muschio faccia a ricevere la poca luce necessaria alla vita. 46 km passati con relativa facilità, affrontati gestendo le forse visto che la tappa di domani, seppure con minor dislivello, sarà comunque impegnativa. Dopo più di 6 ore in quasi totale solitudine l’arrivo sul lago di Glendalough è stato un ritorno alla civilità forse un po’ brusco, in mezzo al nulla si stava davvero bene.
Davide Orlandi
Nella WiFi Zone di un affollatissmo Irish Pub con musica rigorosamente dal vivo e sempre più calato nella cultura irlandese (Be part of it!!!) mi trovo a rivivere le colline di erica, le inaspettate foreste, i loro cervi. I fiumi stranamente rosso vivo. I sentieri, Le starde bianche. Ma, come dice Giovanni veterinario di Tinahely (Tainaili) ovviamente di Telese, il vero tesoro dell’Irlanda sono gli irlandesi!!! A domani!

THE WICKLOW WAY BY SOUL RUNNING – STAGE #2

Wicklow by Soul RunningGlendalough-Enniskerry, questo il percorso della seconda tappa della Wicklow Way by Soul Running. Dopo un risveglio non proprio sotto i migliori auspici a causa della fitta pioggia per fortuna dopo i pirmi 2 km, dei 29 totali percorsi oggi, il vento da nord ha spazzato via le minacciose nuvole permettendo ai runner una corsa asciutta. Forse all’Irlanda piace il nostro modo di esporarla e raccontarla, ci ha tenuti all’asciutto fino a pochissimi metri dalla fine della tappa quando ha accompagnato il nostro finale con un deciso acquazzone. Anche oggi i paesaggi sono stati unici e incredibili come la vista sul lago Loughtay che ricorda, per il suo colore e la spiaggia di fine sabbia bianca ricorda una pinta di Guinness.

Davide Orlandi

Dall’ennesimo pub alla disperata ricerca della linea, provo, a caldo, a riordinare le idee.
Giornata molto Irish per quanto riguarda il meteo: Pioggia, vento, sole, pioggia, pioggia, sole, vento (stile bora) e via così….mi sarò cambiato 15 volte in 30 km. Sembra folle ma anche così appare molto affascinante questa terra, forse ancora di più.
Sono certo di essere stato sveglio oggi quando ho visto sogni, musiche e poesie sotto forma di laghi, sottobosco, oceano, vento e nubi. I colori di oggi esistono solo qua. Questa notte li sognerò!

Andrea Pizzi

L’inizio della tappa di oggi non prometteva una grande giornata: la pioggia, un po’ di infiammazione dal giorno prima e soprattutto un partenza subito in salita sono stati uno scoglio non da poco all’inizio. Con i metri ci si scalda, smette di piovere e finalmente torna il sole, si riprende a correre come si deve anche se i chilometri, 46, di ieri si sentono. Giornata caratterizzata dal vento, fortunatamente l’equipaggiamento ci ha sempre ben protetto. Difficili per me gli ultimi 5-6 km per un fastidioso dolore ai piedi, un po’ di infiammazione con cui si deve inevitabilmente fare i conti man mano che passano i chilometri. Serata a base di stretching, antinfiammatorio e domani si riparte verso Dublino.

THE WICKLOW WAY BY SOUL RUNNING – STAGE #3

Wicklow by Soul RunningCon l’arrivo nello splendido Marlay Park alle porte di Dublino si è conclusa la Via di Wicklow by Soul Running: 97 km e quasi 3700 mt D+ percorsi in tre giorni. Il meteo irlandese ha avuto un occhio di riguardo per noi in questi tre giorni di viaggio su e giù lungo le montagne della contea di Wicklow: anche oggi ha piovuto solo nelle prime ore del mattino, poi si è alzato un forte vento che ci ha accompagnati per tutto il giorno. Emozionante lo scollinamento sull’ultimo colle, il terzo della giornata, quando finalmente abbiamo visto sotto di noi Dublino. Incredibile, dopo tre giorni trascorsi nel silenzio dei boschi, tornare a sentire il rumore di un aereo: un suono al quale siamo più che abituati ma che avevamo completamente dimenticato, completamente assorbiti dalla wilderness irlandese. Un viaggio nel tempo il nostro, lungo una via storica dei discepoli di San Patrizio, da Tinahely passando per le storiche rovine di Glendalough, datate sesto secolo, fino a ritornare ai giorni nostri tra i campi da golf che circondano la capitale.
Davide Orlandi
Bell’impresa. Bell’avventura. Oggi, terzo giorno, o si potrebbe intitolare “back to the civilization”. Ho scoperto che 100 km in Irlanda sono molti di più che a Milano. Le distanze possono essere soggettive, già! Perchè a 100 km a sud ovest di Dublino sembra di essere a 2000 km dalla civiltà o anche nel 1950. Forse abbiamo viaggiato nel tempo. Forse questo vento è talmente forte, intenso, che ti fa viaggiare ancora più veloce, ti allontana da tutto. Irlanda da sogno!
Andrea Pizzi
Finalmente! Dopo due Soul Experience interrotte da infortuni questa l’ho “portata a casa”. Come sempre fissarsi un obiettivo e conquistarlo è un’emozione, se poi per farlo ci devi mettere quasi 100 km di corsa, far finta di non sentire gli innumerevoli segnali provenienti dal tuo corpo, che vorrebbe farti sedere in un prato, l’emozione è ancora più forte. Questi tre giorni sono serviti anche per fare un po’ di pulizia nella testa, quasi come mettere “ordine nei cassetti”. Che sorpresa è stata questa Irlanda!

L’Irlanda si candida per ottenere l’organizzazione del Mondiale di rugby del 2023, grazie all’appoggio della ‘Gaelic Athletic Association‘, la Gaa, disponibile a concedere gli stadi nel caso venisse accettata la domanda.

La mozione (motion) numero 3, quella sul mondiale di rugby 2023, è stata presentata al Congresso annuale GAA, a Derry, dove veniva richiesta esplicitamente l’autorizzazione sull’utilizzo del Croke Park e di altri stadi nel 2023 o nel 2027, visto che anche l’Italia potrebbe aggiudicarci il campionato del 2023.

La Motion 3 è stata approvata con una maggioranza schiacciante, 93-7, un contributo essenziale quello della GAA che altrimenti non avrebbe consentito nemmeno la candidatura dell’Isola Verde.
 

 

La candidatura

Lo stadio più importante dunque è il Croke Park di Dublino da 82.300 posti dove il mondo del rugby è potuto approdare durante il rifacimento del vecchio Lansdowne Road, ribattezzato Aviva Stadium per motivi di sponsor.
Ma la GAA gestisce almeno altri 10 stadi dedicati agli sport gaelici, ossia il calcio gaelico e l’hurling, che sono appunto sport nazionali in Irlanda, con strutture, che hanno una capienza superiore allo stadio da rugby. Tutti gli impianti andrebbero ristrutturati, ma dieci anni basterebbero per arrivare al Mondiale con delle strutture pronte per ospitare gli eroi della palla ovale.

I Mondiali di rugby del 2015 si svolgeranno in Inghilterra, mentre quelli del 2019, sono stati assegnati al Giappone, probabilmente quelli del 2023 andranno all’Italia, già in attesa dell’assegnazione.

 

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Il celebre Rally Irlanda esce dal calendario internazionale 2013, perché la crisi economica fa sentire il suo ‘peso’ anche nello sport. La notizia è stata diffusa dal direttore dell’evento, Bobby Willis, che ha spiegato la mancanza di fondi per poter partecipare a livello internazionale. Dunque, in questa categoria il paese è fuori dal mondiale.
Senza uno sponsor forte, insomma, il Rally Irlanda 2013, sarà organizzato soltanto a livello nazionale, sperando che si riusciranno a raccogliere fondi adeguati nel 2014. Come sostiene lo stesso Wills, che per questa iniziativa gode di un sostegno di ben 700 volontari che partecipano all’organizzazione delle gare.
Una difficile decisione, quella di Wills, che dopo aver preso le redini del Rally d’Irlanda tre anni fa, aveva fatto registrare dei numeri niente male nell’edizione del 2012, con quasi 9 milioni di ascoltatori attraverso Eurosport.
Le perplessità erano state manifestate dal direttore già ad ottobre, ma a dicembre sono diventate una realtà, nonostante un sostegno significativo da parte del Governo, “non si è potuto organizzare un evento internazionale in soli tre mesi” ha dichiarato Wills. Inoltre “ho investito parte dei miei soldi, nel corso di questi anni, ma non sono più disposto a giocare alla roulette russa” ha aggiunto.
Il Rally d’Irlanda, si sarebbe svolto a Pasqua e sarebbe passato attraverso la città di Lisburn e nel Titanic Quarter.
 

Calendario Rally WRC 2013

  • Rally Monte-Carlo: 20 gennaio 2013
  • Rally Sweden: 10 febbraio 2013
  • Rally Mexico: 10 marzo 2013
  • Rallye de Portugal: 14 aprile 2013
  • Rally Argentina: 5 maggio 2013
  • Acropolis Rally (Greece): 2 giugno 2013
  • Rally d’Italia: 23 giugno 2013
  • Rally Finland: 4 agosto 2013
  • Rallye Deutschland: 25 agosto 2013
  • Rally Australia: 15 settembre 2013
  • Rallye de France: 6 ottobre 2013
  • Rally de Espana: 27 ottobre 2013
  • Rally of Great Britain: 17 novembre 2013

 

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Lo avevano annunciato e lo hanno fatto davvero, la Uefa ha così voluto premiare i tifosi irlandesi per l’esemplare condotta tenuta durante UEFA EURO 2012. Michel Platini è andato a Dublino durante l’incontro amichevole tra la Repubblica d’Irlanda e la Grecia.
Un premio dedicato alla memoria del 21enne James Nolan, tragicamente scomparso mentre era al seguito della nazionale in Polonia.
A ricevere il premio infatti, il padre di James, Jimmy, sua madre Essie, la sorella Sue, il fratello Andrew ed i parenti Gareth Dudley e Lee Cullen. I presenti allo stadio, hanno salutato con un lungo applauso.
Il capo esecutivo della FAI John Delaney, sì è detto felice che questo premio sia stato consegnato alla famiglia di James. “Era un tifoso dell’Irlanda fin da bambino”.



Curiosità. Letture irlandesi sugli europei

Ormai è tutto pronto per la “Adige Cup”, il primo derby italiano tra Ascaro Rovigo Gaelic Football e Padova Gaelic Football, che si terrà sabato 27 ottobre nel campo sportivo di Buso alle 15.30.
In realtà si tratta anche della prima partita ufficiale di calcio gaelico giocata in Italia, tra una quarantina di appassionati della cultura irlandese e dei suoi originali sport nazionali.
La cosa particolare è che la maggior parte dei giocatori delle due squadre venete sono di origini italiane, una novità visto che le squadre presenti in Europa sono comunque formate per la stragrande maggioranza dalle comunità irlandesi sparse per il vecchio continente.
 
Il motivo va ricercato probabilmente nelle peculiarità tecniche che caratterizzano questo sport, che potremmo riassumere fondamentalmente come un mix tra calcio e rugby, con qualche elemento di pallavolo e basket. Ma per lo stesso motivo, trattandosi di sport molto comuni, l’approccio risulta molto facile per chiunque abbia praticato queste discipline anche solo a livello amatoriale.
In questo modo, dalla passione del fondatore Raffaello Franco per l’Irlanda e lo sport in generale l’Ascaro RGF è diventata la prima squadra italiana riconosciuta dalla GAA Europe, seguita poi dal Padova che sta percorrendo le orme dei cugini rodigini verso l’ufficializzazione.

Gaelic Adige Cup

Dopo alcuni allenamenti svolti insieme dalle due squadre e grazie al supporto tecnico di Diarmaid Gallagher, il forte giocatore irlandese del Zurich Inneoin/St. Gallen Bears residente a Verona, le due squadre venete hanno raggiunto un sufficiente livello di gioco per poter svolgere un incontro vero.
E così si è giunti al primo derby di gaelic tra Rovigo e Padova, che rinnoveranno anche in questo sport la rivalità agonistica tra le due province divise dal fiume Adige, da cui il nome della Coppa.
La gara inizierà alle 15.30, con due tempi da trenta minuti e poi le due squadre, nella migliore tradizione irlandese, festeggeranno insieme il terzo tempo con una cena a base di ricette tipiche venete bagnate da birra irlandese.
Prima, però, tutti i giocatori e i supporters delle due squadre parteciperanno al “Eco Festival della solidarietà pro terremoto” che si svolgerà a Sarzano, nei pressi della Chiesa, manifestazione organizzata dagli “Amici di Sarzano” e dal Comune di Rovigo, il cui ricavato andrà in beneficenza al comune modenese di San Possidonio colpito dal terremoto.
 

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Il Calcio Gaelico è uno sport eccezionale che in Italia è poco conosciuto ma in Irlanda, riesce a riempire stadi da 80mila posti, come è successo nella finale tra Donegal e Mayo. Gli sport praticati in Irlanda, sono diversi, ma hanno tutti un filo comune che li unisce, ossia la GAA, che spiega l’inseparabile legame che da sempre unisce sport e politica in Irlanda e Irlanda del Nord. Non è una coincidenza che l’organizzazione sia stata fondata verso la fine del XIX secolo quando prese avvio un’altra importante struttura del nazionalismo politico e culturale irlandese: l’IRA.
Ma torniamo in Italia per analizzare il grande successo della nostra Chiara Sandonà al Torneo “Seven Na Fianna Ladies International” di Dublino disputatosi lo scorso 29 Settembre presso gli straordinari impianti sportivi del Club Na Fianna Gaa.
L’atleta dell’Ascaro Rovigo Gaelic Football Gaa, prima donna italiana a partecipare ad un torneo di calcio gaelico, si è misurata con atlete che vantano una notevole esperienza in questo sport senza sfigurare ed è rimasta letteralmente entusiasta per aver avuto l’occasione di partecipare ad un evento così importante nella patria degli sport gaelici.
La Sandonà ha giocato con la casacca del team “An Eoraip” (Europa in lingua gaelica irlandese) che raccoglieva tra le proprie fila atlete provenienti da Spagna, Svezia, Germania, Belgio e Francia. Le All-Europe si sono davvero ben comportate tanto che nella prima fase del torneo, inserite nel girone B, hanno affrontato le padrone di casa del Na Fianna 2 e le Ranelagh Gaels di Dublino. Contemporaneamente, su un altro campo, nel girone A si sono affrontate la prima squadra del Na Fianna, le Dulwich Harps di Londra e le irlandesi del St. James Gaels.
Il coach del An Eoraip ha voluto mettere subito alla prova l’atleta rossoblu inserendola in difesa dopo pochi minuti dall’inizio del primo incontro ed è rimasto subito favorevolmente colpito dalla grinta e dalla determinazione messa in campo da questa atleta che vanta ottimi trascorsi nel volley, nel calcio e nel Taekwondo ma che evidentemente ha saputo inserirsi immediatamente negli schemi di questo, per lei, nuovo sport tanto che, negli altri incontri disputati, il suo minutaggio di impiego in campo è notevolmente cresciuto.

Che cosa è il Calcio Gaelico?

Ben differente dal nostro calcio è una via di mezzo tra il rugby ed appunto il calcio. Le regole sono simili a quelle dell’hurling. Questo sport prevede due squadre composte da 15 giocatori, con un massimo di 3 sostituzioni per partita. Il campo da gioco misura approssimativamente 137m x 82m. Il pallone si gioca sia con i piedi che con le mani.
La cosa straordinaria di questo sport è quella dell’organizzazione dei campionati, qui non c’è mercato, possono prendere parte alla squadra, soltanto i giocatori che appartengono a quella contea.
«Per me vestire la maglia con scritto “An Eoraip” – chiosa un entusiasta Chiara Sandonà – e giocare in una squadra internazionale con anni di esperienza alle spalle è stata un’esperienza unica per imparare e rimettermi in gioco».
Per la cronaca le “blues An Eoraip” si sono imposte nel girone vincendo agevolmente entrambi i match ed imponendosi anche in una semifinale condotta brillantemente dall’inizio alla fine, prima di essere fermate nella finalissima dalle più esperte padrone di casa del Club Na Fianna 1 che hanno vinto di misura un match che è stato molto combattuto ed in equilibrio fino alla metà del secondo tempo.
«Non mi aspettavo di vivere emozioni così intense, in un’atmosfera competitiva ma, allo stesso tempo, di grande ospitalità», afferma raggiante la Sandonà. La forte atleta dell’Ascaro Rovigo Gaelic Football Gaa ha mille buone ragioni per essere felice, anche perché ha saputo imporsi immediatamente all’attenzione del coach mettendo il suo talento a disposizione della squadra e meritando così la fiducia del tecnico irlandese che le ha concesso un più che discreto spazio anche nella finalissima. Per Chiara un successo forse insperato alla vigilia della partenza per Dublino dove si era posta l’obiettivo minimo di fare un’ esperienza ad alto livello in uno sport che ha iniziato a praticare solo recentemente.
Adesso il suo desiderio è quello di poter continuare a crescere tecnicamente nel football gaelico nella speranza di poter presto giocare in una squadra italiana tutta al femminile:«Le opportunità di giocare a livello internazionale offerte dal calcio gaelico sono tantissime – dice – e spero quindi si crei presto una squadra femminile anche da noi da poter presto portare ad uno di questi tornei».
Un sogno che, almeno per Chiara Sandonà, potrebbe presto diventare realtà nel “Ladies Pan Euro Football”, il torneo che chiuderà la stagione europea degli sport gaelici e che verrà disputato nella città olandese di Maastricht il 10 novembre prossimo. Per lei e per tutto l’Ascaro Rovigo Gaelic Football Gaa sarebbe un altro grande successo conseguito in solo poco più di un anno di attività in uno sport che, fino allo scorso anno, in Italia nemmeno esisteva.

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Il colosso americano chiede scusa agli irlandesi, per un modello di scarpe chiamato ufficialmente SB Dunk Low, ma soprannominato “Black and Tan“.

Peccato che questo nome appartenga ad un ex battaglione di forze speciali paramilitari britanniche che durante un incontro di footbal gaelico, entrarono al Croke Park di Dublino facendo un massacro.

Ci troviamo negli anni 1919-1921 e questa scena è ben rappresentata nel film Michael Collins, mentre si disputava la partita Dublino-Tipperary datata 21 novembre 1920. Fu il capitano Micheal Hogan, a sfidare questo gruppo armato che fece irruzione nel campo e il risultato fu un massacro.
 

Scene from movie “Michael Collins

 
La Nike però si è scusata giustificando che il colore della scarpa, richiama proprio quello del Black and Tan inteso come bevanda popolare negli Stati Uniti, ottenuta mescolando Guinness Draught e Harp Lager. Ma gli irlandesi, poco ci credono, visto che questo tipo di cocktail non è così diffuso come vogliono far sembrare e poi “nessun irlandese mischierebbe una Guinness”, riporta qualche giornale. Inoltre il lancio delle sneaker era previsto proprio il giorno di San Patrizio.

Consigliamo di leggere questo articolo. Ne riportiamo una frase.

It’s how the Americans view Saint Patrick’s Day and view Irish culture and history. And it’s the very fact that some people are saying that these are beer-themed sneakers, that the only way to celebrate a national holiday of a country with a very rich culture and a very rich history and literature, et cetera, is to pour massive amounts of alcohol down your body.

 

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