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La società biofarmaceutica americana Regeneron Pharmaceuticals, ha annunciato 300 nuovi posti di lavoro, nei prossimi tre anni a Limerick, città dove verrà aperto lo stabilimento.
La Regeneron Pharmaceuticals infatti, ha deciso si sbarcare in Irlanda ed usufruire così delle agevolazioni fiscali che questo Paese offre.
Nei primi due anni, verranno assicurati posti di lavoro a circa 600 persone, si parla naturalmente di imprese edili impegnate nella costruzione dello stabile per poi assumere 300 persone in maniera permanente tra aspiranti scienziati, ingegneri e tecnici entro la fine del 2016.
 

Regeneron assume

L’impianto sarà costruito a Raheen Business Park. La Regeneron Pharmaceuticals, sviluppa farmaci per una serie di malattie, tra cui quelle legate agli occhi e al cancro del colon-retto. Nei prossimi mesi, sul sito ufficiale della compagnia, troverete l’elenco, con le figure professionali richieste.
 

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La società di diritto irlandese Providence Resources ha fatto sapere che l’estrazione del petrolio a Cork, nel giacimento di Barryroe da un miliardo di barili, potrebbe iniziare entro i prossimi “due o tre anni”.

Lo ha dichiarato Tony O’Reilly, amministratore delegato della società.

Dopo un grande lavoro di “ricerca adesso è il momento di estrarre”.

 

Petrolio, l’oro nero nel sito di Barryroe

Ci sono voluti sei mesi di esplorazione del sito Barryroe, ma alla fine le ricerche della Providence Resources hanno confermato nel 2012, la scoperta di circa 1 miliardo o 1,6 miliardi di barili di petrolio al largo della costa d’Irlanda. Secondo quanto dichiarato alla Bbc, sono state superate di gran lunga tutte le aspettative, considerando che il giacimento è almeno quattro volte più grande di quanto era stato previsto. Il petrolio a Cork insomma, sembra essere una certezza.

Secondo l’amministratore Tony O’Reilly Jr, si tratta di una delle più grandi scoperte che potrebbero cambiare le sorti del Paese anche in vista della crisi economica che ha colpito duramente l’Irlanda. Barryroe, si trova a soli 70 km dalla costa di Cork, ora però spetta a tutte le parti chiamate in causa, opinione pubblica compresa, decidere se lasciare nel sottosuolo questa risorsa oppure sfruttarla e trarne benefici economici. Sono già numerose le multinazionali americane e non solo pronte ad entrare nel mercato del petrolio irlandese.

Ricevere i permessi per estrarre l’oro nero, potrebbe creare un immenso giro d’affari e con il regime fiscale in vigore nell’Isola altro che paradiso. Attualmente, l’Irlanda importa il 100 per cento del suo petrolio, secondo il The Guardian e un quarto di esso viene raffinato in un sito non lontano da Barryroe.

L’Irlanda consuma circa 140.000 barili di petrolio che ogni giorno vengono importati nell’Isola, in termini di sicurezza sugli approvvigionamenti, sui posti di lavoro creati e per le entrate dei contribuenti, questo giacimento dovrebbe essere una buona notizia, ma gli ambientalisti contestano duramente l’operazione e per una nazione etichettata green non è una decisione da poco!

Barryroe Well

Barryroe Well Testing. March 14th, 2012.

 

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E’ stato pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale il rapporto (Articolo IV) sull’economia dell’Irlanda. Gli ispettori hanno voluto sottolineare gli sforzi  di Dublino per salvare il proprio sistema bancario e le misure adottate per risanare i conti pubblici.

Ma la tigre celtica, oramai cresce con tassi molto più contenuti per raggiungere gradualmente un progresso del Pil del 3% nel 2015.

Resta alta la disoccupazione che nel 2010 raggiungerà il 12,5% per scendere intorno al 9% nel 2015. E’ probabile una nuova manovra da parte dell’esecutivo per aumentare il consolidamento fiscale, per riportare il rapporto deficit/pil sotto il 3% nel 2014”, secondo il Fondo Monetario.

 

Riforma della regolamentazione finanziaria

Una nuova commissione in cui confluiranno le responsabilità della Banca centrale e dell’autorità di regolamentazione finanziaria è questo che l’esecutivo irlandese si dice pronto a varare. Brian Cowen, ha fatto sapere durante il congresso del suo partito che c’è bisogno di “nuovi poteri” che garantiscano di attuare le riforme del sistema fiscale e amplino una regolamentazione finanziaria’.

Sarà dunque previsto un nuovo capo della regolamentazione bancaria con personalità internazionale. Un passo importante per arginare la crisi nel paese. L’Irlanda infatti ha fatto registrare a gennaio, un inflazione negativa pari a -0,1% su l’anno.

 

100mila contro il governo

Bufera sull’esecutivo irlandese, circa centomila persone sono scese in piazza a Dublino per manifestare contro le misure anticrisi. La principale sigla sindacale Irish Congress of Trade Unions è riuscita a raccogliere poliziotti, insegnanti e dipendenti pubblici di ogni categoria per alzare la voce contro i tagli annunciati dal governo. Brian Cowen ha fatto sapere che ci saranno dei primi tagli al bilancio pari a 2 miliardi di euro per un totale di 15 miliardi entro il 2010.

David Begg, segretario generale dell’Ictu, ha fatto sapere che questa protesta è solo l’inizio di una lunga battaglia sindacale.

 

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Tutti parlano di PIGS e PIIGS ma cosa sono? In inglese PIGS, significa ‘porci’ e questo termine è stato coniato dalla stampa britannica ai danni dei paesi europei con problemi economici.

Nel caso di PIGS parliamo di (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), ma ultimamente compare anche la scritta PIIGS, dove la doppia I non indica Italia al quadrato bensì Irlanda e quindi i nuovi porcii sarebbero (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna).

Nel 2010 la ‘I’ è stata utilizzata per sostituire l’Italia con l’Irlanda. L’Irlanda sta vivendo una “recessione continuata”, con un ”drammatico deterioramento dei conti pubblici”. Il pil ha ancora il segno meno (-0,9%), e il suo deficit nel 2010 è all’11,7% mentre nel 2011 sarà al 12,1%. Il debito è al 77,3% del Pil nel 2010 e l’anno prossimo salirà all’87,3%. Tra i problemi maggiori, l’altissima disoccupazione (13,8%) e la scarsissima competitività.

 

PIGS o PIIGS?

PIGS è stato usato fin dagli anni novanta per indicare quattro paesi dell’Europa meridionale: Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. L’Irlanda è stata aggiunta, dal 2010, come I addizionale: PIIGS, a causa del suo pesante coinvolgimento nella crisi, raggiungendo un deficit di bilancio del 32%.

A partire dal 2008, il ministro delle finanze del Portogallo Manuel Pinho, la stampa portoghese, e quella di lingua spagnola, hanno a più riprese dichiarato che PIGS “è un termine dispregiativo e razzista”; a causa di questa connotazione, il quotidiano Financial Times e la banca Barclays Capital hanno deciso di bandire l’uso del termine.

Nel 2010 in alcuni articoli l’Italia è stata sostituita dall’Irlanda nell’acronimo originale a quattro lettere, ma alcuni economisti continuano a considerare solo i Paesi mediterranei. Meno di frequente la I è stata usata per riferirsi all’Islanda.

Nello stesso anno è stata aggiunta una G per Gran Bretagna (PIIGG o PIGGS); si trova anche il termine PIIGSUK, composto da PIIGS e UK, iniziali di United Kingdom (Regno Unito in inglese). GIPSI è stato introdotto per risolvere in qualche maniera il problema dell’accezione dispregiativa di PIIGS: l’acronimo richiama infatti il termine inglese gipsy, cioè zingaro.

 

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