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Le antiche pietre di Dalriada

Le antiche pietre di Dalriada è il nuovo volume di Diletta Nicastro (Il mondo di Mauro & Lisi), attesissimo seguito de ‘Il complotto di Roma’ e prima parte della trilogia ‘Le nebbie di Meteora’, ottavo incarico dell’Ispettore Unesco Mauro Cavalieri. Seguiranno nel 2015 Le memorie perdute di Kori e Il libro segreto di Valdur.

Dal 5 dicembre arriva l’attesissimo seguito de ‘Il complotto di Roma’ con sei storie mozzafiato: Le antiche pietre di Dalriada

Le antiche pietre di Dalriada
Il volume è una raccolta di sei storie: Primula Rossa vs Nigel Taylor, Il giorno dell’Etna, Come un leone, Le antiche pietre di Dalriada, Non ne rimarrà uno e La villa sul lago. Molti protagonisti noti (tra cui Mauro, Lisi, Kieran, Primula Rossa o l’amatissimo Jürgen Lohmann, tornato perché richiesto con insistenza da molti lettori) ed altri sconosciuti, che diventeranno dei pilastri nel nuovo capitolo della saga. Tra questi, il più importante è senz’altro l’agente della CIA Alexander Armstrong (Non ne rimarrà uno), chiamato a catturare Karim Usman Malik, il terrorista inglese di origine pakistana, mente dell’attentato al Selciato del Gigante sventato in Dio salvi il Gigante, e che ora è sulle tracce di Kieran Moynihan, unico testimone che può riconoscerne il volto.

Il titolo, viceversa, è tratto dal racconto centrale della raccolta, Le antiche pietre di Dalriada, avventura che vede come protagonisti Lisi, Kieran e i loro amici d’Irlanda. Dalriada è un antico regno (IV-VIII secolo d.C. circa), situato nelle tradizionali contee scozzesi di Argyll e Bute e nella contea di Antrim nell’Irlanda del Nord, la cui storia è immersa nel mito. In trasferta a Glasgow per vedere una partita del Celtic, Lisi e Kieran si imbattono in questo luogo misterioso, che sembra essere stato abbandonato all’improvviso.

Particolare attenzione anche alla Sicilia, con il racconto Il giorno dell’Etna, che narra di come “uno dei vulcani più emblematici e attivi del mondo” sia diventato Patrimonio Naturale dell’Umanità e che svela per la prima volta cosa sia accaduto a Maarja Tender, promessa sposa di Mauro Cavalieri.

La Nicastro, una delle più innovative autrici italiane, supera se stessa e conferma perché ‘Il mondo di Mauro & Lisi’ è una delle serie letterarie più amate degli ultimi anni.

Scene mozzafiato, ritmo serrato, stile moderno, ‘Le antiche pietre di Dalriada’ trascina il lettore dalla prima all’ultima pagina in un turbine infinito di emozioni e ancora una volta lascia con la frenetica voglia di prendere in mano subito il libro successivo per scoprire cosa accadrà ai personaggi più amati.

I racconti Come un leone e Non ne rimarrà uno sono disponibili anche separatamente come e-book sulla piattaforma Kindle di Amazon.

Sì può diventare protagonisti nel prossimo libro di George R. R. Martin per poi essere ammazzati senza pietà.
È l’iniziativa lanciata dallo scrittore statunitense che con un video chiede fondi da destinare alla sua associazione benefica: «Wild spirit and food depot», un’operazione di crowdfunding che sta riscuotendo grande successo.
Versando una quota di 20 mila euro si potrà scegliere l’identità del personaggio (nobile, cavaliere, contadino, prostituta e dama) comparire con il proprio nome nel libro per poi scoprire la morte atroce che l’autore vi riserverà. L’iniziativa, che ha già raccolto $403,672, sta per scadere.

 

Morire nel libro

Se il costo vi sembra esorbitante, per soli 7.500 dollari potrete ricevere i biglietti per la première della quinta stagione de «Il Trono di Spade». Se invece avete grandi disponibilità di denaro e decidete di “sposare” la causa di George R. R. Martin, con 25 mila dollari potrete pranzare in sua compagnia.
 

Win A Wolf Sanctuary Tour and Helicopter Ride with George R.R. Martin

 

Altre risorse interessanti

MacKayla Lane era solo una bambina quando lei e sua sorella Alina furono date in adozione e bandite dall’Irlanda per sempre. Ecco cosa racconta ‘La rivelazione dell’antica carta’.
Ventanni dopo, Alina è morta e Mac è tornata nel luogo da cui era stata esiliata per dare la caccia all’assassino di sua sorella. Ma dopo aver scoperto di appartenere a una stirpe magica e maledetta, Mac verrà coinvolta nel millenario conflitto tra umani e immortali, in un turbine di eventi in cui nulla sembra esserle risparmiato.
Quando la magia nera getta la sua ombra oscura sui destini di chi le sta vicino e una donna misteriosa infesta i suoi sogni, Mac si accorge di non potersi fidare più di nessuno. Non è certa neppure di sé stessa, né del destino che legge nei disegni neri e cremisi di un’antica carta dei tarocchi. Mac sa solo che la paura uccide, ma non sa ancora quanto può fare l’amore, e dovrà prepararsi ad affrontare l’ultima verità sul suo esilio e sul suo passato.
 

Sinossi

La rivelazione dell’antica carta. MacKayla Lane era solo una bambina quando lei e sua sorella Alina furono date in adozione e bandite dall’Irlanda per sempre. Vent’anni dopo, Alina è morta e Mac è tornata nel luogo da cui era stata esiliata per dare la caccia all’assassino di sua sorella. Ma dopo aver scoperto di appartenere a una stirpe magica e maledetta, Mac verrà coinvolta nel millenario conflitto tra umani e immortali, in un turbine di eventi in cui nulla sembra esserle risparmiato.
Quando la magia nera getta la sua ombra oscura sui destini di chi le sta vicino e una donna misteriosa infesta i suoi sogni, Mac si accorge di non potersi fidare più di nessuno. Non è certa neppure di sé stessa, né del destino che legge nei disegni neri e cremisi di un’antica carta dei tarocchi. Mac sa solo che la paura uccide, ma non sa ancora quanto può fare l’amore, e dovrà prepararsi ad affrontare l’ultima verità sul suo esilio e sul suo passato.
 

Dettagli

Altre informazioni
Genere: Letteratura rosa
Listino: €9,80
Editore: Leggereditore
Data uscita 02/08/2013
 

Il libro ‘La rivelazione dell’antica carta’

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Terra di confine, un libro di Brian McGilloway, racconta una lingua di terra che corre tra Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Al centro di essa, a Lifford, viene trovato sotto la neve il cadavere di Angela Cashell, una ragazzina di quindici anni. L’indagine è affidata all’ispettore Ben Devlin della Garda Police, la polizia nazionale irlandese.
Unici indizi: un anello con una pietra di luna e una vecchia fotografia. In gabbia, intanto, finisce il padre della ragazza, Johnny Cashell, colpevole di aver appiccato il fuoco, insieme ai fratelli, a un accampamento di nomadi per farla pagare a un certo Whitey McKelvey.
Whitey è l’assassino di Angela? E lui che ha cercato di vendere l’anello a un banco dei pegni e che si trovava insieme alla ragazza la notte dell’omicidio? Alla ricerca di risposte, Devlin sprofonda in una storia nerissima. Un rompicapo maledetto, in cui ogni indizio rimanda a un passato tragico consumato in quella terra di confine.
 

Dettagli

Terra di confine, ecco maggiori dettagli sul libro.

  • Formato: Brossura
  • Editore: Edizioni BD
  • Anno di pubblicazione: 2012
  • Collana: Revolver
  • Lingua: Italiano
  • Pagine: 268
  • Traduttore: M. Piva Dittrich
  • Codice EAN: 9788866346074
  • Generi: Gialli e Fantasy, Gialli e Thriller

 

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Brian McGilloway

Brian McGilloway è nato nel 1974 a Derry, in Irlanda del Nord, dove oggi insegna Letteratura inglese. I suoi romanzi hanno ottenuto importanti riconoscimenti. Non parlare, il primo thriller della serie sulle indagini della detective Lucy Black, ha vinto il premio letterario University of Ulster’s McCrea nel 2011 ed è stato per settimane ai primi posti delle classifiche inglesi e americane. La Newton Compton ha pubblicato anche Urlare non basterà e Non entrare.
 

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«Non ritengono opportuno trascrivere i loro sacri precetti. Invece per gli altri affari sia pubblici sia privati fanno uso dell’alfabeto greco». Questo, secondo il noto resoconto di Cesare, il rapporto tra i Celti e la scrittura: praticamente inesistente.
I dati archeologici concordano con quanto detto dall’autore del De Bello Gallico: relativi alla civiltà celtica nella fase antica sono giunti fino a noi pochi documenti scritti, la maggior parte dei quali sono iscrizioni su pietra, metallo, ceramica e altro materiale d’uso quotidiano. Nessun trattato religioso. Nessuna raccolta giuridica, nessuna opera letteraria o poetica. Nemmeno un manuale pratico.
Perché? E’ quello che cercherà di chiarire la conferenza “Alfabeti celtici. Dal ‘nostro’ leponzio all’enigmatico Ogam”, che si terrà sabato 22 settembre a Busto Arsizio (Va) presso il Museo del Tessile (ore 13) nell’ambito di Bustofolk, la notissima manifestazione di musica e cultura celtica ormai giunta all’XI Edizione. Relatrice sarà la dott.ssa Elena Percivaldi, saggista, esperta di medioevo e di cultura protostorica.
E’ noto infatti che, presso i Celti, gli unici e soli depositari della sapienza erano i druidi, cioè i membri della casta sacerdotale, separati nella società dalla classe dei cavalieri, dediti alla guerra. Oltre ad espletare le ritualità religiose, i druidi conoscevano le erbe, gli astri e le forze della natura, e sapevano dominarle. Ricorda Cesare che essi «si interessano al culto, provvedono ai sacrifici pubblici e privati, interpretano le cose attinenti alla religione: presso di loro si raduna un gran numero di giovani ed essi sono tenuti in grande considerazione». Decidevano inoltre in quasi tutte le controversie pubbliche e private, stabilivano pene e risarcimenti ed erano responsabili dell’educazione dei giovani, a cui erano insegnate «molte questioni sugli astri e sui loro movimenti, sulla grandezza del mondo e della terra, sulla natura, sull’essenza e sul potere degli dei». A tutte queste capacità, dunque, i druidi univano – unici tra i Celti – la conoscenza dell’alfabeto e della scrittura.

Ma non ne facevano uso, se non in casi eccezionali. Per quali ragioni?

I motivi di questa “idiosincrasia” sono chiariti dallo stesso Cesare: «primo, non vogliono che le norme che regolano la loro organizzazione vengano a conoscenza del volgo; secondo, perché i loro discepoli, facendo conto sugli scritti, non le studino con minore diligenza. Succede spesso infatti che, confidando nell’aiuto della scrittura, non si tenga adeguatamente in esercizio la memoria».
Mettere per iscritto un precetto religioso, una regola giuridica, una nozione qualsiasi era dunque per loro, al contrario di altri popoli come i Latini, i Greci, gli Etruschi, assolutamente sconsigliabile. Il rischio era che formule magiche, rituali o altre nozioni considerate segrete cadessero nelle mani sbagliate, con esiti forse funesti.
Tuttavia, come si è accennato, testimonianze scritta prodotta dalla cultura celtica esistono. Una delle più antica di esse è un graffito su un vaso di ceramica databile al VI secolo a.C. e proveniente da una tomba di Castelletto Ticino (Varese): si tratta di un nome – XOSIOIO (“di Kosios”), con ogni probabilità l’indicazione di appartenenza del manufatto. L’alfabeto usato era, come noto, derivato da quello etrusco di Lugano. Nel passo già citato, Cesare parla dello sporadico utilizzo, da parte dei druidi, dell’alfabeto greco, dato confermato dai ritrovamenti archeologici (monete, iscrizioni). Altri ritrovamenti, infine, dimostrano che in Gallia, almeno dal I secolo d.C., era largamente usata anche la scrittura latina, come risulta eclatante nel caso del grandioso Calendario di Coligny che, scoperto nel 1897, è un documento di eccezionale importanza, oltre che sul piano linguistico e storico, anche per la conoscenza di come i Celti computavano il tempo. E proprio il Calendario di Coligny, indirettamente, dimostra che i Celti, per quanto concerne questioni rituali o religiose, ricorrevano alla scrittura soltanto quando si sentivano minacciati nella loro identità e temevano che le nozioni da loro custodite con tanta cura potessero perdersi per sempre. Il Calendario fu messo per iscritto nel II secolo d.C., quando cioè la romanizzazione completa delle Gallie era ormai solo questione di tempo.

Aspetti commerciali

Diversa la questione per quanto concerne gli aspetti commerciali: in questi casi – si tratta di legende monetarie – l’uso della scrittura è invece espressione di una società urbanizzata o in via di urbanizzazione. Etrusco, greco, latino: i Celti del continente non inventarono, per traslitterare le loro lingue, sistemi di scrittura autonomi, ma si limitarono ad adottare, con qualche variante per venire incontro a diverse esigenze fonetiche, quelli in uso presso altre culture, come avevano già fatto a suo tempo i romani e gli stessi greci.
Non così invece i Celti delle isole britanniche: qui le svariate competenze dei druidi – naturalistiche, astronomiche, religiose, esoteriche, culturali, persino filosofiche – fornirono lo sfondo per la creazione e la diffusione di un alfabeto che, sebbene sia accostabile ad altri sistemi di scrittura in vigore presso altre civiltà europee, può essere considerato un’invenzione originale: l’alfabeto ogamico. Un alfabeto composto da 20 lettere divise in 4 gruppi di 5 segni ciascuno, incisi su una superficie rigida, legno, osso e pietra. La particolarità dell’ogam rispetto ad altri alfabeti è che le lettere non hanno un aspetto, per così dire, “alfabetico”, ma sono costituite da tacche incise orizzontalmente, verticalmente e obliquamente rispetto allo spigolo, oppure sotto forma di punto. Un sistema utilizzato dal III-IV secolo d.C. fino alle soglie dell’età moderna in Irlanda, in Galles, in Cornovaglia, in Scozia e sull’Isola di Man solo per scrivere epitaffi su pietre tombali o segnalazioni di proprietà su cippi di confine.
Ma chi inventò questo sistema di scrittura così poco pratico? Quando fu ideato? Perché? E con quali scopi? Lo sentirete alla conferenza, dove sarà possibile acquistare anche copie del volume Ogam. Antico alfabeto dei Celti, pubblicato da Elena Percivaldi per i tipi della Keltia Editrice di Aosta: primo tentativo di sintesi originale sull’ogam in lingua italiana, pensato per essere accessibile non solo agli “addetti ai lavori” (che comunque troveranno nel vasto corpus di note e nella bibliografia i riferimenti per verificare le informazioni e i raffronti e per risalire alle fonti), ma anche ad un pubblico più vasto.
 

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Ballata irlandese è un libro di Adrian Mckinty (Autore), C. Gabutti (Traduttore).

“Non volevo andare in America, non volevo lavorare per Darkey White. Avevo le mie ragioni. Ma ci andai comunque”, racconta Ballata irlandese.

Scopri Ballata irlandese.

Sinossi di Ballata irlandese

Ballata irlandese è ambientato a Belfast, 1992. La città è stravolta dalla povertà e dalla violenza politica e Michael Forsythe, che ha diciannove anni e nemmeno un soldo in tasca, deve andarsene a tutti i costi. A New York – una New York malfamata e letale, ancora lontana dalla “cura Giuliani” – lo aspetta un “impiego” nell’lrish Mob, la mafia irlandese, sotto il duro più duro di tutti: Darkey White. Ma Michael è forte, coraggioso e sveglio: basta poco a Darkey per notarlo e introdurlo nella cerchia ristretta dei suoi uomini di fiducia.

Comincia così per lui un feroce apprendistato nelle fila della criminalità organizzata, nel bel mezzo di una guerra fra bande particolarmente sanguinosa per la spartizione della Grande Mela. E questo è solo l’inizio: i veri guai arrivano quando il boss si accorge dell’amicizia “particolare” che lega la sua donna e Michael, e decide di vendicarsi nel modo più doloroso possibile. Naturalmente non ha fatto i conti con la tempra irlandese di Forsythe. Thriller duro e puro nella più classica tradizione dell’hard-boiled, il romanzo di McKinty è un elegante e spietato mix di suspense e irresistibile humour nero.

 

Dettagli

Ballata irlandese nei dettagli.
Formato: Tascabile
Pagine: 412
Lingua: Italiano
Titolo originale: Dead I Well May Be
Lingua originale: Inglese
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: Scrittori contemporanei
Anno di pubblicazione 2010
Codice EAN: 9788817044219
Traduttore: C. Gabutti
Generi: Gialli e Fantasy, Gialli e Thriller

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Ballata irlandese è disponibile per l’acquisto in rete.

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Il Tomo sacro. Dolcissima ed ingenua, maliziosa ed innamorata, Giunchiglia è la protagonista principale di questo fumetto in cui si mescolano il fantasy e l’erotismo, l’avventura e la magia.

Nata dalla fantasia di Giuseppe Manunta, autore cui l’etichetta di fumettista erotico sta decisamente stretta vista la poliedricità delle sue realizzazioni, la serie giunta ora al secondo volume racconta le peripezie di un gruppo di personaggi assai particolari, le cui vite, per un motivo od un altro, sono rocambolescamente animate proprio dalla presenza della bella Giunchiglia.

Nata dalla relazione tra una donna umana, Margareth, ed il re del Popolo della Foresta, Cernunno, soffre per la sua diversità fisica (ha la coda ed un minuscolo paio di corna) che la fa apparire come una creatura demoniaca agli occhi di molti. Tra questi purtroppo il principe Link, di cui è innamoratissima.

 

Il Tomo sacro, Giunchiglia

Nel primo volume l’abbiamo vista sfuggire alle grinfie di Erma, regina degli ermafroditi, ma i pericoli per Giunchiglia ed i suoi amici non sono ancora finiti. Giuseppe Manunta ci parla del secondo volume, “Il Tomo Sacro”.

Meta del suo viaggio è un isola misteriosa dove vi è custodito un Tomo sacro, antico e magico cimelio che segnerà la sorte della nostra protagonista.

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La copertina del romanzo in edizione TeaMorgan Llywelyn, una delle più note autrici contemporanee in grado di fondere verità storica e letteratura fantastica, torna sui nostri scaffali — in edizione economica Tea –, con un volume intriso di fascinosa cultura celtica: Il Leone d’Irlanda (Lion of Ireland, 1979). Ricreando con abilità un’ambientazione complessa e ricca di sfaccettature, e combinando con estrema maestria storia, leggenda e mito, l’autrice dà vita a una delle sue opere migliori.

Subito per voi la quarta di copertina: «Questa è la storia di Brian Boru, colui che — intorno all’anno Mille — cacciò i vichinghi dall’Irlanda e unì sotto la sua spada l’intera nazione, compiendo un’impresa così audace da rimanere ancora oggi impressa nella mente e nel cuore degli irlandesi.

Ed è stato proprio questo ricordo indelebile, tramandato da generazioni di bardi e poeti, che ha affascinato Morgan Llywelyn, convincendola a scrivere il “romanzo di Brian Boru”.

 

Il Leone di Morgan Llywelyn

Grazie alla sua narrazione calda e coinvolgente prendono vita il mito di un guerriero formidabile e la sua determinazione nella conquista della libertà, una determinazione che nasce nell’infanzia — segnata dal massacro della sua famiglia per mano dei vichinghi –, si rinsalda nella giovinezza e trionfa nella maturità, quando Brian Boru diventa il capo di un popolo orgoglioso che, per la prima volta, prende coscienza della propria forza e si lascia guidare dal suo Grande Re verso la vittoria. Un eroe umanissimo, un uomo di grandi passioni, che condivise con donne eccezionali, entrate di diritto nella leggenda e rimaste al suo fianco anche nell’ora estrema della morte sul campo di battaglia.»

Una foto recente dell’autricePer quei pochi che ancora non conoscessero questa indiscussa maestra della narrativa storico-fantastica, forniamo di seguito una breve biografia: Morgan Llywelyn (classe 1937) è oggi una delle più acclamate autrici di narrativa storica e fantastica di ambientazione celtica, famosa in tutto il mondo per la sua approfondita conoscenza della storia e del folklore irlandese. Nata a New York da genitori irlandesi, ha fatto dapprima parlare di sé non per i suoi libri, ma per la sua carriera sportiva. Infatti, nel 1975 si candidò per entrare a far parte della squadra olimpica di equitazione degli Stati Uniti. Quando però non venne inclusa nella selezione ufficiale, decise di dedicarsi con impegno alla sua antica passione, la narrativa, esplorando le vicende della propria famiglia e dando vita a: The Wind from Hastings, (in Italia, Il Vento di Hastings), un libro che le procurò un immediato e lusinghiero successo.

Attualmente, dopo numerosi best-seller tra i quali si ricordano: Il Leone d’Irlanda, L’Epopea di Amergin, Grania, L’Ultimo Principe e L’Orgoglio dei Leoni, l’autrice è tornata al lavoro su di un nuovo romanzo sempre in bilico tra squisita fantasy e densa storia: The Greener Shore: A Novel of the Druids of Hibernia.

Per finire, segnaliamo anche un’attenta recensione del volume Il Leone D’Irlanda (relativa all’edizione Nord, del 2004), curata da Fulvio Zorzer e Andrea D’Angelo, da cui riportiamo un breve ma significativo estratto di quest’ultimo: «Questo romanzo di fantasy storica è ciò che personalmente considero letteratura fantasy, non semplice narrativa. Sono pochi i romanzi a cui darei un eccellente fino ad oggi; tra questi c’è Il leone d’Irlanda, di cui questa ristampa è un’ottima notizia: di romanzi come questo non ci sono mai abbastanza copie in circolazione».

 

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