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Edward Enfield pedala lungo la costa irlandese, incantato da costruzioni preistoriche, regioni selvagge, coste a strapiombo sul mare. E cercando di scappare da padrone di casa che insistono a volergli lavare i vestiti.

Ci accompagna una suggestiva passeggiata in bicicletta, abbuffandosi con enormi colazioni e fermandosi a chiacchierare con tagliatori di torba e pescatori, eccentrici turisti e celebri organizzatori di matrimoni.

Con il suo particolare umorismo, capacità di osservazione e senso dell’assurdo, viaggia lungo le più belle zone dell’Isola, dai laghi di Killarney fino agli idilliaci paesaggi di Joyce, dai dolmen di Clare fino ai deserti e alle rovine neolitiche di Mayo. E, come dice lui stesso, non c’è posto migliore del sellino di una bici per visitare un paese.

Brossura Editore: Ediciclo
Anno di pubblicazione: 2010
Collana: Altre terre
Lingua: Italiano
Pagine: 203
Traduttore: C. Menichella
Codice EAN: 9788888829920
Generi: Romanzi e Letterature, Letteratura di viaggio Viaggi e Turismo, Racconti di viaggio
 

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Sono sempre più vicine, l’Irlanda e la Sicilia e questa volta il merito è tutto del ‘padre’ di Montalbano, Andrea Camilleri onorato a Dublino con la laurea honoris causa, in letteratura.

Camilleri è stato il primo a rappresentare in Italia Samuel Beckett e pubblicò in Irlanda il suo primo libro dal titolo ‘Un filo di fumo’ in lingua gaelica (il Gaelico). A seguire da quell’esordio tutte le avventure del commissario Montalbano furono tradotte in lingua inglese.

Nella terra di James Joyce, lo scrittore Andrea Camilleri, ha ricevuto la laurea “honoris causa” dall’University College di Dublino. Lo scrittore siciliano, 86 anni, fu tradotto per la prima volta all’estero proprio in gaelico.

 

Andrea Camilleri

Con Camilleri in toga hanno ricevuto la laurea anche altri due scrittori, Joseph O’Connor, fratello della cantante Sinead O’Connor, e la statunitense Mary Gordon. Andrea ha commentato così: “Sono onorato di questa laurea a Dublino, per me che sono un joyciano e non un proustiano”.

Camilleri ha scritto più di 80 opere tradotte in più di trenta lingue.

 

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Il ritratto di Dorian Gray (1890) diventò una specie di vangelo del decadentismo e dell’estetismo in cui sono assolutamente evidenti i tratti autobiografici, e le ossessioni dell’autore emergono dalla storia di Lord Dorian.

La produzione artistica di Oscar Wilde non è pero limitata alle sue opere, egli le superò nel progetto di fare della sua vita un’opera d’arte, in cui relazioni, mondanità, cultura, sentimenti, amore per l’eccesso valessero come pennellate di un affresco in continuo divenire: da qui l’egocentrismo e il culto di sé, la fedeltà alle sue idee nella rivoluzione del gusto.

Il romanzo narra la vicenda del bellissimo Dorian che ottiene di conservare intatte gioventù e avvenenza, nonostante le mille dissolutezze cui si abbandona. Sarà infatti un suo ritratto, tenuto opportunamente nascosto, a invecchiare al suo posto.

 

Il ritratto di Dorian Gray, il libro

Il ritratto è quasi un compendio della “filosofia” wildiana nella sua ricerca della sensazione intensa e rara, nella negazione di ogni credo o sentimento che il piacere, “Il ritratto di Dorian Gray” sottolinea con forza la supremazia dell’artista sulle leggi morali e sulle convenzioni sociali.

Idee che Wilde praticò e pagò in prima persona, volendo “vivere la propria vita come un’opera d’arte” e difendendo, attraverso la grazia scherzosa e paradossale del suo inimitabile stile, i valori dell’arte, della cultura, dell’uomo. Con uno scritto di Marguerite Yourcenar.

 

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Galeotto fu il libro. Israel Armstrong – lo sventurato bibliotecario sovrappeso, mezzo ebreo, mezzo irlandese, vegetariano, patologicamente timido e nevrotico, che, alla guida del suo bibliobus lungo le strade dell’Irlanda del Nord, risolve, più che altro per caso, piani criminosi e problemi domestici – è ormai prossimo al suo trentesimo compleanno.

Ma le sue speranze di festeggiare l’evento sono stroncate da una terribile circostanza: all’improvviso la figlia di un poliziotto della cittadina di Tundrum sparisce misteriosamente. E Israel ha l’orrenda sensazione che quella sparizione abbia a che fare con quel libro, “Pastorale americana”, che “lui” le aveva prestato nonostante appartenesse ai cosiddetti Fuori Scaffale, ovverosia quei libri tenuti “sotto il banco di distribuzione, debitamente catalogati e disponibili per il prestito, ma fuori dalla vista dei giovani, degli impressionabili e dei mentalmente infermi”.

A Israel non resta che ritrovare la ragazzina prima di essere scoperto e radiato dal ruolo di bibliotecario. Come se non bastasse, nel frattempo, deve anche cercare di ricucire con la sua ex fidanzata Gloria, che sembra non volerne più sapere di lui, e organizzare la sua festa di compleanno…

Altri dati su Galeotto fu il libro

Formato: Tascabile
Pagine: 290
Lingua: Italiano
Titolo originale: The Bad Book Affair
Lingua originale: Inglese
Editore: Tea
Collana: Narrativa Tea
Anno di pubblicazione 2011
Codice EAN: 9788850223893

Gli altri libri di Ian Sansom

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I lombardi che fecero l’impresa, un libro di Elena Percivaldi.

I cavalieri, i fanti, le armi e i clangori. Sullo sfondo dell’Italia e dell’Europa del XII secolo. Una storia di battaglie. Sul campo, ma anche nei palazzi del potere.

Oggetto del contendere, il desiderio di libertà e autogoverno dei Comuni lombardi rispetto all’Impero, in mano ai sovrani di Germania. Presenti solo nominalmente finché a cingere la corona non è Federico di Hohenstaufen, il Barbarossa, uomo dalle idee chiare e con un concetto assoluto della dignità imperiale.

Ecco I lombardi che fecero l’impresa

Il libro ricostruisce fedelmente le vicende basandosi su documenti e cronache coeve, inquadrandole alla luce degli studi storiografici. Un racconto che in maniera vivace, con uno stile accattivante, coinvolge il lettore nell’atmosfera del tempo. Un punto di vista inedito. Protagonista infatti è proprio Federico, il «nemico», che vive in prima persona le battaglie, gli scontri, gli incontri con la realtà ignota delle città italiane, fino a rendersi conto dell’impossibilità di realizzare il suo sogno di grandezza. Pagine che si leggono d’un fiato e contribuiscono a ricostruire un tassello della nostra storia con cui ancora oggi – e le cronache politiche lo dimostrano – dobbiamo fare i conti.

 

Dati

Formato: Rilegato
Pagine: 232
Lingua: Italiano
Editore: Medievalia
Anno di pubblicazione 2009
Codice EAN: 9788851406479
Generi: Storia Medievale

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Esce il nuovo libro di Mirco e Mauro Bergamasco, Andare avanti guardando indietro, in vista del torneo di rugby più ambito d’Europa, il Sei Nazioni 2011.

Sabato 22 gennaio il libro scritto a sei mani con Matteo Rampin, psichiatra e consulente personale di atleti, verrà presentato a Milano, edito da Ponte alle Grazie (160 pagine, 14,00 euro) presso la Libreria del Viaggiatore di via Meucci.

Da qualche anno il rugby si sta conquistando un seguito sempre più numeroso e particolarmente appassionato tra il pubblico italiano, anche quello femminile. Due campioni della palla ovale come Mauro e Mirco Bergamasco, affiancati da Matteo Rampin, dimostrano in queste pagine che i motivi di tanto successo non sono affatto accidentali, ma affondano le loro radici nei regolamenti, nell’orgoglio e nell’umiltà dei giocatori, nella disciplina, nell’etica stessa del rugby. In una parola, nella sua filosofia.

 

Il libro Andare avanti guardando indietro

Tecniche, mischie e placcaggi, il celebre “terzo tempo” e i fiumi di birra che dopo ogni partita riconciliano le squadre avversarie, il proverbiale fair play dei giocatori e del pubblico, la logica fondamentale del gruppo sono tutti aspetti che agli occhi di molti potrebbero perfino sembrare paradossali, ma che indicano risvolti umani e morali insospettabili quando si assiste alla vera e propria battaglia che si combatte sul campo, fra fango, sangue e botte da orbi.

Veri e propri “eroi della porta accanto”, i fratelli Bergamasco illustrano con semplicità il significato di uno sport che, al di là degli obiettivi strettamente agonistici, riflette in profondità la lotta che anima la vita e i nostri impulsi più ancestrali, riprodotti nel microcosmo sociale che è la squadra: in virtù dei caratteri non convenzionali di questa disciplina sportiva, la “filosofia rugbistica” si propone sempre di più come una metafora efficace in campo educativo e formativo.

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La scrittrice britannica Bridget O’Connor si è spenta a Londra all’età di 49 anni a causa di un tumore. La notizia, che ha fatto da subito il giro del mondo, è stata diffusa dal ‘The Guardian’. Il quotidiano è stato il primo a diffondere la notizia del decesso è la causa.

Nata a Londra nel 1961 da una famiglia di origine irlandese, O’Connor nel 1990 ha vinto la Time Out London Writing Competition con il racconto ‘Arpa’.

Occorre aspettare diversi anni per raggiungere altri premi importanti. Come nel 1995, quando Bridget si aggiudica la London Arts Bursary Awards. Nel 1993 pubblica la prima raccolta di racconti, ‘Here Comes John’ (1993), seguita da ‘Tell Her You Love Her’ (1997), tradotto in sette lingue, tra cui il serbo-croato.

 

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In italiano l’editore Fazi ha pubblicato nel 1998 una raccolta di successo di O’Connor dal titolo ‘Pelleossa’. Potrete acquistare le opere della britannica direttamente dai nostri partner.

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Bridget O’Connor

Bridget O’Connor (18 gennaio 1961 – 22 settembre 2010) è stata autrice, sceneggiatrice e sceneggiatrice vincitrice del BAFTA. Potrebbe essere meglio conosciuta per il film The Flags e il suo adattamento postumo all’Oscar, con suo marito Peter Straughan, del libro Tinker Tailor Soldier Spy per il film con lo stesso nome. È morta nel 2010, a 49 anni, da cancro. Nel 2012, ha vinto postumo il BAFTA Award per la migliore sceneggiatura adattata insieme a suo marito.

 

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