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E’ morto qualche giorno fa, nella sua casa di Cork all’età di 84 anni, lo scrittore irlandese Patrick Galvin, la cui trilogia romanzesca ha ispirato il film drammatico ”Angeli ribelli”.

Galvin è famoso per la trilogia (tradotta in otto lingue, in italiano dall’editore Ponte alle Grazie) basata sulla sua vita
turbolenta: “Canzone per un povero ragazzo”.

Patrick Galvin racconta del suo difficile passaggio nell’adolescenza, che inizia con il piede sbagliato: su un treno diretto al riformatorio. Dove i sogni dell’infanzia sono spazzati via dal brusco irrompere della realtà.

 

Patrick Galvin

Tra le umilianti mura di Saint Jude’s, i pericolosi teppisti e gli elementi rivoltanti come il giovane Galvin sono sottoposti alla disciplina intransigente di frati neri e spietati come rapaci in una voliera di canarini.

Solo l’arrivo di un nuovo insegnante, il signor Franklin, un asciutto idealista in odore di comunismo, sembrerebbe poter dischiudere uno spiraglio di futuro nel grigiore paralizzante che soffoca gli uccellini sotto chiave.

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Galeotto fu il libro. Israel Armstrong – lo sventurato bibliotecario sovrappeso, mezzo ebreo, mezzo irlandese, vegetariano, patologicamente timido e nevrotico, che, alla guida del suo bibliobus lungo le strade dell’Irlanda del Nord, risolve, più che altro per caso, piani criminosi e problemi domestici – è ormai prossimo al suo trentesimo compleanno.

Ma le sue speranze di festeggiare l’evento sono stroncate da una terribile circostanza: all’improvviso la figlia di un poliziotto della cittadina di Tundrum sparisce misteriosamente. E Israel ha l’orrenda sensazione che quella sparizione abbia a che fare con quel libro, “Pastorale americana”, che “lui” le aveva prestato nonostante appartenesse ai cosiddetti Fuori Scaffale, ovverosia quei libri tenuti “sotto il banco di distribuzione, debitamente catalogati e disponibili per il prestito, ma fuori dalla vista dei giovani, degli impressionabili e dei mentalmente infermi”.

A Israel non resta che ritrovare la ragazzina prima di essere scoperto e radiato dal ruolo di bibliotecario. Come se non bastasse, nel frattempo, deve anche cercare di ricucire con la sua ex fidanzata Gloria, che sembra non volerne più sapere di lui, e organizzare la sua festa di compleanno…

Altri dati su Galeotto fu il libro

Formato: Tascabile
Pagine: 290
Lingua: Italiano
Titolo originale: The Bad Book Affair
Lingua originale: Inglese
Editore: Tea
Collana: Narrativa Tea
Anno di pubblicazione 2011
Codice EAN: 9788850223893

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I lombardi che fecero l’impresa, un libro di Elena Percivaldi.

I cavalieri, i fanti, le armi e i clangori. Sullo sfondo dell’Italia e dell’Europa del XII secolo. Una storia di battaglie. Sul campo, ma anche nei palazzi del potere.

Oggetto del contendere, il desiderio di libertà e autogoverno dei Comuni lombardi rispetto all’Impero, in mano ai sovrani di Germania. Presenti solo nominalmente finché a cingere la corona non è Federico di Hohenstaufen, il Barbarossa, uomo dalle idee chiare e con un concetto assoluto della dignità imperiale.

Ecco I lombardi che fecero l’impresa

Il libro ricostruisce fedelmente le vicende basandosi su documenti e cronache coeve, inquadrandole alla luce degli studi storiografici. Un racconto che in maniera vivace, con uno stile accattivante, coinvolge il lettore nell’atmosfera del tempo. Un punto di vista inedito. Protagonista infatti è proprio Federico, il «nemico», che vive in prima persona le battaglie, gli scontri, gli incontri con la realtà ignota delle città italiane, fino a rendersi conto dell’impossibilità di realizzare il suo sogno di grandezza. Pagine che si leggono d’un fiato e contribuiscono a ricostruire un tassello della nostra storia con cui ancora oggi – e le cronache politiche lo dimostrano – dobbiamo fare i conti.

 

Dati

Formato: Rilegato
Pagine: 232
Lingua: Italiano
Editore: Medievalia
Anno di pubblicazione 2009
Codice EAN: 9788851406479
Generi: Storia Medievale

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Esce il nuovo libro di Mirco e Mauro Bergamasco, Andare avanti guardando indietro, in vista del torneo di rugby più ambito d’Europa, il Sei Nazioni 2011.

Sabato 22 gennaio il libro scritto a sei mani con Matteo Rampin, psichiatra e consulente personale di atleti, verrà presentato a Milano, edito da Ponte alle Grazie (160 pagine, 14,00 euro) presso la Libreria del Viaggiatore di via Meucci.

Da qualche anno il rugby si sta conquistando un seguito sempre più numeroso e particolarmente appassionato tra il pubblico italiano, anche quello femminile. Due campioni della palla ovale come Mauro e Mirco Bergamasco, affiancati da Matteo Rampin, dimostrano in queste pagine che i motivi di tanto successo non sono affatto accidentali, ma affondano le loro radici nei regolamenti, nell’orgoglio e nell’umiltà dei giocatori, nella disciplina, nell’etica stessa del rugby. In una parola, nella sua filosofia.

 

Il libro Andare avanti guardando indietro

Tecniche, mischie e placcaggi, il celebre “terzo tempo” e i fiumi di birra che dopo ogni partita riconciliano le squadre avversarie, il proverbiale fair play dei giocatori e del pubblico, la logica fondamentale del gruppo sono tutti aspetti che agli occhi di molti potrebbero perfino sembrare paradossali, ma che indicano risvolti umani e morali insospettabili quando si assiste alla vera e propria battaglia che si combatte sul campo, fra fango, sangue e botte da orbi.

Veri e propri “eroi della porta accanto”, i fratelli Bergamasco illustrano con semplicità il significato di uno sport che, al di là degli obiettivi strettamente agonistici, riflette in profondità la lotta che anima la vita e i nostri impulsi più ancestrali, riprodotti nel microcosmo sociale che è la squadra: in virtù dei caratteri non convenzionali di questa disciplina sportiva, la “filosofia rugbistica” si propone sempre di più come una metafora efficace in campo educativo e formativo.

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Drammaturgo di successo, scandaloso protagonista delle cronache letterarie, militante dell’Ira, leggendario bevitore e famoso cantastorie, Brendan Behan possedeva secondo Flann O’Brien “il cuore più grande che abbia battuto in Irlanda negli ultimi quarant’anni”. Ecco Confessioni di un ribelle irlandese.

Queste sue “Confessioni di un ribelle irlandese” costituiscono una picaresca autobiografia, infarcita di ogni sorta di digressioni, aneddoti, spacconate e rocambolesche avventure, il tutto innaffiato dall’immancabile “pinta di scura” e condito di ballate popolari e canzoni patriottiche.

Di seguito la sinossi del libro.

Sinossi Confessioni di un ribelle irlandese

Tra pub e prigioni, cimiteri e bordelli, l’irrefrenabile Behan combatte una sua personalissima battaglia per la giustizia, non indietreggiando di fronte a nessuna sfida pur di rimanere fedele ai suoi ideali e mantenere alto il tasso alcolico. Dall’amata Dublino si sposta in lungo e in largo per l’Irlanda, fa frequenti viaggi clandestini in Inghilterra (dove è persona non gradita) e appena può corre a Parigi. Nelle sue pagine i ricordi si susseguono per improvvise associazioni mentali nello stile del racconto orale. Nasce cosi un libro di verso da ogni altro, di straordinaria vitalità ed esilarante inventiva, in cui la lotta per la libertà irlandese e gli esistenzialisti francesi vanno a braccetto con i più impenitenti e spudorati bevitori.

Traduttore: E. Terrinoni
Editore: Giano
Collana: Filorosso
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 12 settembre 2003
Pagine: 397 p., Brossura
EAN: 9788874200214

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Hai mai sognato di diventare un detective? Hai mai pensato, leggendo un giallo, di poterlo risolvere più velocemente dell’investigatore incaricato del caso? Bene, allora è arrivato il tuo momento.

Nella serie 5 Minutes Mysteries sei tu il protagonista, chiamato a risolvere in 5 minuti un enigma dopo l’altro: dal classico furto di gioielli alle frodi assicurative, da incidenti nautici a fotografie ritoccate, da omicidi irrisolti a inseguimenti in cui conta più l’acume che la velocità.

Ti trasformerai così, di volta in volta, in poliziotto, regista, studente o semplice osservatore per sopperire alle mancanze della Scientifica, trovare l’errore nella sceneggiatura di una fiction, assistere a innovative lezioni di medicina legale o aiutare il serial killer a scegliere il bersaglio giusto.

 

Sono stati i cattolici irlandesi ad attaccare i protestanti nel Canada del XVIII secolo? Corinne Wilson è una testimone attendibile? Perché la retata della squadra Narcotici è fallita? Sono state davvero le vacche di Carter Spence a distruggere il campo del vicino? Cosa c’è sotto la sparizione di due auto dell’ambasciata? Verifica le tue capacità deduttive con le soluzioni in fondo al libro e accumula i punti guadagnati in base alla difficoltà del caso, scoprendo qual è il tuo modello di detective: il pasticcione Clouseau o il leggendario Poirot? Questo volume contiene inoltre il racconto “La rossa primavera” di Igor Baldan.

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Pubblicato originariamente con lo pseudonimo di Stephen Daedalus nel 1914, dopo essere stato rifiutato da molte case editrici, “Gente di Dublino” raccoglie quindici racconti scritti fra il 1904 e il 1907.

Ormai un classico senza tempo, il testo si muove attraverso molteplici e sfaccettati punti di vista. Un piccolo universo di storie di vita quotidiana che focalizza l’attenzione su temi molto cari a Joyce e comuni a tutti i racconti.

In qualche modo schiavi della loro cultura, della loro vita familiare e soprattutto della loro vita religiosa, i personaggi di “Dubliners” tentano una fuga, ma la fuga è destinata a fallire.

Sinossi

Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti – terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono – compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l’infanzia, l’adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte.

Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d’Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è in po’ il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.

 

Stile

Lo stile di Gente di Dublino è realistico: la descrizione dei paesaggi naturali è concisa ma dettagliata; è presente un’abbondanza di dettagli, anche non essenziali, che non hanno propriamente uno scopo descrittivo ma spesso un significato più profondo.

Per esempio l’accurata descrizione della casa del prete in Le sorelle è simbolo dell’incapacità sia fisica che morale di padre Flynn. Questo vuol dire che, come in Gustave Flaubert o Émile Zola, realismo e naturalismo sono combinati con tratti simbolistici, e ciò si nota non solo nel fatto che i dettagli esterni hanno spesso un doppio significato, ma anche dall’uso dell’epifania: una tecnica di Joyce in cui un insignificante particolare o un gesto, o perfino una situazione banale portano un personaggio ad una visione spirituale con cui comprende se stesso e ciò che lo circonda.

Joyce pensava che la sua funzione come scrittore fosse quella di portare il lettore oltre i soliti aspetti della vita, e mostrarne il loro significato profondo, quindi spesso l’epifania è la chiave della storia stessa: alcuni episodi descritti, apparentemente non influenti o importanti, sono essenziali nella vita del protagonista e sono un emblema del loro contesto sociale e storico.

Joyce abbandona la tecnica del narratore onnisciente e non usa mai un singolo punto di vista: ce ne sono tanti quanti sono i personaggi. Inoltre usa spesso il “discorso diretto” anche per i pensieri dei personaggi, in questo modo, presentandoli senza l’interferenza del narratore, permette al lettore una conoscenza diretta del personaggio.

 

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Silvia Calamati – Laurence McKeown – Denis O’Hearn. IL DIARIO DI BOBBY SANDS
Storia di un ragazzo irlandese

Castelvecchi Editore, 2010 – Collana: I Timoni – p. 288- 16,00 euro

5 MAGGIO 1981 – 5 MAGGIO 2010
29° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI BOBBY SANDS

Nato a Belfast nel marzo 1954, Robert Gerard “Bobby” Sands abbracciò la causa dell’indipendentismo irlandese a soli diciassette anni, nella convinzione di non poter fare nulla di diverso per combattere le ingiustizie che vedeva crescere intorno a lui. Arrestato più volte e più volte condannato senza prove a suo carico, trascorse gran parte della sua vita nello spietato carcere di Long Kesh – ribattezzato “The Maze” – dove, il 5 maggio del 1981, al culmine di una tragica protesta durata quattro anni, si lasciò morire di fame dopo aver rifiutato il cibo per ben 66 giorni consecutivi.

Dopo di lui, tra il maggio e l’agosto 1981,  altri nove giovani prigionieri repubblicani irlandesi, tutti al di sotto dei trent’anni, morirono a Long Kesh.
Bobby Sands è stato salutato come un eroe non soltanto dai suoi compagni ma da chiunque, in ogni parte del mondo, si ritrovi impegnato a lottare per la giustizia e la libertà.
Il diario di Bobby Sands restituisce al lettore quelli che furono la vita e i sogni di un ragazzo irlandese, riproponendo, dopo decenni di censure, i drammi di una guerra in Europa troppo spesso dimenticata, che ha causato oltre 3.700 morti.

Estratto

“Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna”. (Bobby Sands, 17 marzo 1981).

Silvia Calamati

Si occupa della questione irlandese dal 1982. Ha tradotto Un giorno della mia vita (Feltrinelli, 1996) di Bobby Sands e Guerra e liberazione in Irlanda (Edizioni della Battaglia, 1998) di Joseph McVeigh. Tra le sue pubblicazioni, i saggi Figlie di Erin. Voci di donne dell’Irlanda del Nord (Edizioni Associate, 2001, tradotto in inglese, spagnolo e gaelico), Irlanda del Nord. Una colonia in Europa (Edizioni Associate, 2005) e Qui Belfast. 20 anni di cronache dall’Irlanda di Bobby Sands e Pat Finucane (Edizioni Associate).
Collaboratrice di Rai News 24, ha ricevuto il premio internazionale Tom Cox Award per il suo impegno di giornalista e scrittrice.

Laurence McKeown

Ex compagno di prigionia di Bobby Sands , nel 1981 condusse lo sciopero della fame per 70 giorni. Divenuto oggi scrittore, ha sceneggiato  il film H3 (2001), ispirato alla tragica vicenda di Sands e dei suoi compagni di prigionia nel carcere di Long Kesh.

Denis O’Hearn

Negli anni Settanta ha lavorato a Belfast come giornalista contribuendo in maniera decisiva, grazie agli articoli pubblicati su «In These Times» e «The Guardian», a far conoscere le lotte carcerarie dei prigionieri politici irlandesi detenuti a Long Kesh. Insegna sociologia alla University of  Binghamton di New York.

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Il libro, scritto dal giornalista irlandese Ed Moloney, svela la drammatica vicenda delle trame e delle mortali rivalità tra i membri di uno dei più oscuri gruppi terroristici d’Europa.

Al centro della storia, un uomo solo: Gerry Adams. Moloney porta alla luce nuovi sconvolgenti materiali e testimonianze sulla sua carriera di giovane leader dell’IRA a Belfast e sull’incessante scalata al potere.

Ed Moloney si pone e ci pone una forte e inquietante domanda: come può un uomo che ha comandato e condonato spaventose atrocità essere anche la forza trainante del cessate il fuoco e del processo di pace?

 

Ed Moloney presenta la storia segreta dell’IRA

Grazie al lavoro di ricerca dell’autore e alla ricchissima documentazione esaminata e prodotta, “La storia segreta dell’IRA” colpisce e smonta tutte le nostre nozioni, le conoscenze e le opinioni sul processo di pace irlandese e, soprattutto, sulla storia inglese e irlandese del tardo XX secolo. Scritta dal giornalista irlandese Ed Moloney, questa monumentale ricostruzione svela la drammatica vicenda delle trame e delle mortali rivalità tra i membri di uno dei più oscuri gruppi terroristici d’Europa.

Al centro della storia, un uomo solo: Gerry Adams. Moloney porta alla luce nuovi sconvolgenti materiali e testimonianze sulla sua carriera di giovane leader dell’IRA a Belfast e sull’incessante scalata al potere, ponendosi e ponendoci una forte e inquietante domanda: come può un uomo che ha comandato e condonato spaventose atrocità essere anche la forza trainante del cessate il fuoco e del processo di pace? Ricco di rivelazioni – compreso il lungo e travagliato rapporto con il regime di Gheddafi, i rapporti diplomatici segretissimi tra la Lady di ferro Margaret Thatcher e Adams, i negoziati tra la Chiesa cattolica e la leadership repubblicana e il ruolo cruciale giocato dalle amministrazioni Clinton e Bush – il volume ridefinisce i confini di una delle più complesse guerre civili della vecchia Europa.

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Genere: politica internazionale
Editore: Dalai Editore
Collana: I nani
Data uscita: 27/06/2005
Pagine:699
Formato:brossura
Lingua: Italiano
Traduttori: Salvatore Giovanni Fichera
Titolo: A Secret History of the IRA
EAN: 9788884907578

 

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Da oltre trent’anni le sei contee nordirlandesi sono tormentate da un conflitto etnico nazionale tra due “segmenti etnici”, cattolici e protestanti, malamente gestito da una delle più antiche democrazie del mondo (il Regno unito), e che né il processo di integrazione europea né l’interferenza a singhiozzo dell’egemone americano (dietro pressioni della lobby irlandese-americana) sono riusciti a ricomporre.

L’attuale congelamento del conflitto è solo apparente, la ripresa della guerra civile è tutt’altro che una remota possibilità. La momentanea pausa di violenza sembra essere più che altro la conseguenza della decisione delle organizzazioni paramilitari repubblicane e lealiste di non compromettere la propria causa nazionale ricorrendo ad atti di terrorismo in un momento in cui questi vengono massicciamente utilizzati da Al-Qaeda. Ma la situazione resta esplosiva.

La ripresa dell’assetto istituzionale di tipo “consociativo-condominiale”, attualmente sospeso, sembra essere, dunque, l’unica speranza.

 

Un conflitto etnico nel cuore dell’Europa di Luca Bellocchio

Drammaturgo, teorico della letteratura, fine critico delle opere di Shakespeare, Yeats, Swift e Joyce, severo censore del postmodernismo, biografo di se stesso.

Terry Eagleton è tutto questo, e altro ancora. In questo libro la sua intelligenza combattiva e tagliente, da sempre ammirata e temuta, si cimenta con il genere della recensione, raggiungendo esiti davvero straordinari. Eagleton non si accontenta infatti di valutare le idee di uno scrittore e le tesi di un libro ma nel suo stile inimitabile, spesso percorso da una vena crudelmente comica, non manca mai di dipingere un brillante affresco teorico e politico che funge da vero e proprio sfondo al suo impegno nell’analisi dei testi di volta in volta “presi di mira”.

Il libro è una raccolta di appassionate recensioni scritte in poco più di un decennio, periodo durante il quale Eagleton ha affrontato a viso aperto personaggi come Stanley Fish, Gayatry Spivak, Slavoj Zizek, Edward Said e persino David Beckam, tutti vittime del suo caustico umorismo, dell’implacabile vena critica e delle sue brillanti doti di detective nel campo della letteratura.

 

Dettagli

Genere: politica internazionale
Editore: Meltemi
Collana: Melusine
Data uscita: 26/10/2006
Pagine: 208
Formato: brossura
Lingua: Italiano
EAN: 9788883535109

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