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Il presidente dello Sinn Fein Gerry Adams, parlando a Dundalk (Irlanda), ha voluto lanciare un appello ai gruppi scissionisti dell’IRA con l’invito a fermare ogni tipo di violenza e sostenere la sua campagna politica di unione dell’Irlanda, quello del Nord e quella della Repubblica.

Adams, noto come ex comandante dell’Esercito repubblicano irlandese (IRA), anche se ha sempre negato di esserlo ha cercato di ripercorrere il sogno della causa nazionalista irlandese, ossia quello dell’unione, perché i piccoli attacchi sporadici messi in atto dalle piccole fazioni, potrebbero minare il sostegno pubblico affinché si concretizzino le speranze repubblicane.

Adams è sempre più convinto che un referendum sull’unità, porterebbe una pace definitiva nel Nord Irlanda, rendendo così ‘eterni’ gli impegni presi nell’accordo di pace del Venerdì del 1998.
 

 

La dichiarazione

“Invito tutti repubblicani e nazionalisti, qualunque sia la loro opinione del processo di pace e, indipendentemente da quale partito politico o tendenza sostengono, di cogliere questa opportunità per promuovere gli obiettivi repubblicani e nazionalisti. Vorrei in particolare chiedere a coloro che sono solitamente descritti come ‘dissidente’ a riconoscere il potenziale che questa iniziativa contiene”, con queste parole Adams ha voluto sostenere un percorso democratico e civile, aggiungendo “Credo che l’unità irlandese abbia un senso politico ed economico e che è nel migliore interesse del popolo di queste isole. L’accordo del Venerdì Santo offre un percorso legislativo, pacifico e democratico per l’unità irlandese”.

 

Mid-Ulster By-Election Campaign Launch

 

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Vincono i sì con il 57,4%, il referendum sui diritti dei bambini è stato approvato ma si registra un forte calo dell’affluenza che è stata del 33,5%. Il 42,6% invece ha optato per il NO.
Al voto erano stati chiamati 3,1 milioni di persone, ma c’è stato poco interesse e l’opinione pubblica ha preferito non recarsi alle urne. Il Taoiseach Enda Kenny, si è detto soddisfatto del risultato, elogiando l’attuale esecutivo che ha sicuramente un occhio di riguarda sulle questioni che riguardano i minori. I provvedimenti contribuiranno senz’altro a tutelare i bambini chiamati ad affrontare per colpe non commesse, situazioni familiari difficili e di abbandono. Dello stesso parere anche il ministro per l’Infanzia Frances Fitzgerald, che ha esplicitamente parlato di giorno storico per l’Irlanda.
43 le circoscrizioni chiamate al voto, voti validi totali 1.061.594, con 615.731 (57,4%) sì e 445.863 (42.6%) no.
 

Mappa elettorale

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I diritti dei bambini, al centro del Referendum in Irlanda, che si sta votando in queste ore, dove 3,1 milioni di persone sono chiamate alle urne per esprimere il proprio parere. Un semplice sì o no, per sancire o rifiutare tutte le modifiche contenute nell’emendamento 31 della Costituzione.
Una riforma costituzionale, che prende in considerazione alcuni settori che riguardano i diritti dei bambini compresa l’adozione, la protezione e l’intervento dello Stato nei casi di abbandono del minore.
Un referendum in Irlanda che non ha di certo entusiasmato gli elettori che in pochi hanno scelto di votare e già si comincia a ventilare l’ipotesi di un’affluenza, tra le più basse della storia della Repubblica.
 

 

Referendum

Secondo i dati trasmessi dalla televisione di Stato RTE, nella Contea di Sligo, l’affluenza è stata del 3% a mezzogiorno, stesso discorso anche in alcune aeree di Dublino.
Più alta invece l’affluenza in alcune zone di Cork, seconda città dell’Eire, con punte del 15%. Ma per consocere i risultati dei 43 collegi elettorali, bisognerà attendere domani mattina alle ore 9, quando inizieranno i conteggi da parte del Referendum Returning Officer presso il Castello di Dublino.
Il sito web della campagna, childrensreferendum.ie, è stato rimosso qualche giorno fa dopo una ‘condanna’ da parte della Corte Suprema. Comunque tutte le parti della camera, sostengono il sì e si dicono sicuri della vittoria.
La proposta di modifica costituzionale del testo da inserire nella Costituzione (42A) e sostituzione dell’articolo attuale 42.5.

Bambini: Articolo 42A

    1. Lo Stato riconosce e afferma i diritti naturali e inviolabili di tutti i bambini e sono, per quanto possibile, legittimati e rivendicati con le leggi che li proteggono.
    2. In casi eccezionali, in cui i genitori indipendentemente dal loro stato civile, vengono meno al loro ruolo nei confronti dei figli, a tal punto da mettere a rischio la loro sicurezza o benessere, lo Stato in quanto custode del bene comune, supplisce i genitori, secondo quanto previsto dalla legge e nel rispetto dei diritti naturali del bambino.
    3. È necessario prevedere per legge il collocamento volontario per l’adozione.
    4. È necessario prevedere per legge la risoluzione di tutti i procedimenti, ossia quando lo Stato diventa custode, la sicurezza e il benessere di ogni bambino, la tutela sull’adozione, o sulla custodia.

 

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Il referendum sul Fiscal Compact è già stato sottoposto al voto in alcune isole dell’Irlanda, mentre a Dublino e nel resto della Repubblica il voto è previsto per oggi 31 maggio. Ieri hanno votato, gli elettori di cinque isole sperdute al largo delle coste nord-occidentali.

Le urne hanno aperto questa mattina alle ore 7 e chiuderanno alle ore 22. Per il momento, si è registrata un’affluenza bassa. Gli elettori chiamati alle urne sono 3,1 milioni.

L’Irlanda a differenza degli altri Paesi europei è stato l’unico a chiedere un referendum popolare sulla decisione di aderire o meno ad un nuovo patto di bilancio tra i Paesi Ue. Secondo gli ultimi sondaggi i sì sono in vantaggio e vengono dati tra il 57%-60%, ma gli indecisi sono molti e preoccupano.

 

Il Presidente dell’Irlanda Michael D Higgins al seggio

Enda Kenny, ha lanciato più appelli che poteva affinché la popolazione si orienti verso il sì, addirittura in caso di bocciatura, il Premier ha paventato alla cittadinanza anche un abbassamento del rating sul proprio debito pubblico. Fortemente critico a questo nuovo patto di stabilità invece, il partito repubblicano Sinn Fein guidato da Gerry Adams.

Kenny ha voluto anche ricordare che un ‘no’, potrebbe mettere in fuga le compagnie estere che hanno deciso di investire in Irlanda e che cercano una politica di equilibrio per operare al meglio in Europa. Altri trattati, come per esempio quello di Lisbona, fu bocciato in prima battuta dagli irlandesi e approvato successivamente.

 

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Un’Irlanda divisa ad un passo dal Referendum sul Fiscal Compact con i sì e i no che si scontrano per strada colpo dopo colpo e voto dopo voto.

L’Irlanda è l’unico di 25 Paesi firmatari a chiedere alla popolazione attraverso un referendum la possibilità di approvare o meno il nuovo trattato europeo. Sarà un nuovo patto di stabilità per l’Europa ma per il governo, rifiutare questa richiesta, significa anche rinunciare ai prestiti provenienti dal Meccanismo europeo di stabilità finanziaria.

Naturalmente sono dei giochi di potere che servono soltanto a fare pressione sull’opinione pubblica, dato che l’Europa difficilmente potrà fare un passo indietro, visto il piano di aiuti che ha già inviato in maniera “consistente” a sostegno dell’Irlanda.

Referendum sul Fiscal Compact

Qualche settimana fa, addirittura si parlava ancora di un secondo possibile salvataggio delle banche irlandesi, previsto proprio dalla Deutsche Bank che riguarderebbe quegli Istituti che già nel 2010 sono stati ‘miracolati’ dall’Europa a spese di tutti i cittadini europei. Ma a questa nuova possibile ‘iniezione di liquidità’, aveva risposto prontamente un portavoce del governo irlandese, che subito ha smentito, garantendo il rientro dell’esecutivo sul mercato dal 2013.

In una foto qui in basso, un poster per dire no al Referendum sul Fiscal Compact allestito lungo Grafton Street, la via dello shopping di Dublino e la più affollata della capitale.

 

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E’ l’ultima proposta del numero due del Sinn Fein, Martin McGuinness, un referendum per unire l’Eire all’Irlanda del Nord nel 2016. Il partito repubblicano da anni lotta per l’unione della provincia del Regno Unito alla Repubblica irlandese.

Ma a decidere un eventuale referendum dovrà essere il governo di Londra in difficoltà anche per la richiesta di indipendenza avanzata dalla Scozia. McGuinness ha sostenuto che la consultazione irlandese potrebbe avvenire dopo le prossime elezioni dell’assemblea dell’Irlanda del Nord, previste per il 2015/2016.

La proposta arriva durante un’intervista di McGuinness al The Irish Examiner, questi tempi mi sembrano ragionevoli ha aggiunto e sulla questione “Sarebbe giusto vedere cosa pensa la gente che vive nelle Sei Contee, se restare legata al Regno Unito oppure far parte di un’Irlanda unita. Una scelta che potrebbe avenire in qualsiasi momento tra il 2016 e 2020-21” ha ribadito McGuinness.

 

Referendum sulle Irlande

La gente prenderà una decisione sul potenziale che potrebbe portare la riunificazione dell’Irlanda in termini di stabilità politica e in termini di leve economiche” un tema caldo in questo momento di crisi. E poi, una maggioranza cattolica è prevista entro la prossima generazione nelle Sei Contee.

 

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