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Il ritratto di Dorian Gray (1890) diventò una specie di vangelo del decadentismo e dell’estetismo in cui sono assolutamente evidenti i tratti autobiografici, e le ossessioni dell’autore emergono dalla storia di Lord Dorian.

La produzione artistica di Oscar Wilde non è pero limitata alle sue opere, egli le superò nel progetto di fare della sua vita un’opera d’arte, in cui relazioni, mondanità, cultura, sentimenti, amore per l’eccesso valessero come pennellate di un affresco in continuo divenire: da qui l’egocentrismo e il culto di sé, la fedeltà alle sue idee nella rivoluzione del gusto.

Il romanzo narra la vicenda del bellissimo Dorian che ottiene di conservare intatte gioventù e avvenenza, nonostante le mille dissolutezze cui si abbandona. Sarà infatti un suo ritratto, tenuto opportunamente nascosto, a invecchiare al suo posto.

 

Il ritratto di Dorian Gray, il libro

Il ritratto è quasi un compendio della “filosofia” wildiana nella sua ricerca della sensazione intensa e rara, nella negazione di ogni credo o sentimento che il piacere, “Il ritratto di Dorian Gray” sottolinea con forza la supremazia dell’artista sulle leggi morali e sulle convenzioni sociali.

Idee che Wilde praticò e pagò in prima persona, volendo “vivere la propria vita come un’opera d’arte” e difendendo, attraverso la grazia scherzosa e paradossale del suo inimitabile stile, i valori dell’arte, della cultura, dell’uomo. Con uno scritto di Marguerite Yourcenar.

 

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La rottura c’è, Dublino chiude con il Vaticano e nonostante le proteste dei vescovi dell’isola, la cattolicissima isola lascia la Curia Romana. Ma tutti rassicurano che non c’è l’ombra della pedofilia dietro questa scelta, è solo un problema di crisi e di costi.

Ricordiamo gli scandali sulla pedofilia di questi ultimi mesi che hanno animato i dibattiti nel paese e nel resto del mondo, sul ruolo di questi preti che pur macchiandosi in maniera indelebile di peccati atroci restano spesso al proprio posto o vengono spostati ma non processati secondo le leggi dello Stato. Una denuncia che il Premier Enda Kenny aveva rivolto senza mezzi termini direttamente a Roma.

Ma il governo fa sapere che la chiusura della sede irlandese (così come quella in Iran e a Timor Est) è dovuta esclusivamente ad un problema di tagli che l’esecutivo intende rispettare per rispondere positivamente agli obiettivi del programma dell’Ue e dell’Fmi.
 

Reazioni

Per il Vaticano ha risposto Padre Federico Lombardi, “La Santa Sede prende atto della decisione irlandese”.

Dall’Irlanda ‘profonda delusione’ è stata espressa dal cardinale Sean Brady, arcivescovo di Armagh e primate d’Irlanda, che ha dichiarato: “Per la prima volta da quando sono stati stabiliti rapporti diplomatici tra i due Stati nel 1929, non ci sarà un ambasciatore accreditato presso la Santa Sede”.
 

Higgins ricuce lo strappo con la Santa Sede

Il Presidente dell’Irlanda, Michael D. Higgins, ha definito ‘buone’ le relazioni diplomatiche tra l’Irlanda e la Santa Sede. E’ quanto sarebbe emerso da un incontro tra il nuovo nunzio apostolico a Dublino, mons. Charles John Brown e Higgins, avvenuto lo scorso 16 febbraio. Almeno così riporta l’Osservatorio romano, che aggiunge: “Il Presidente avrebbe chiesto a Brown di comunicare al Papa un saluto da parte sua e di tutto il popolo irlandese”.

L’anno scorso il governo di Dublino, aveva maturato la decisione irrevocabile, almeno per il momento, di chiudere la propria ambasciata presso la Santa Sede di Roma, dopo gli scandali sessuali che hanno coinvolto il clero irlandese e la relativa polemica sulla copertura sistematicamente osannata dal Vaticano. Chiusura confermata inoltre proprio alla fine di febbraio.

 

Altre risorse interessanti

Ballata irlandese è un libro di Adrian Mckinty (Autore), C. Gabutti (Traduttore).

“Non volevo andare in America, non volevo lavorare per Darkey White. Avevo le mie ragioni. Ma ci andai comunque”, racconta Ballata irlandese.

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Sinossi di Ballata irlandese

Ballata irlandese è ambientato a Belfast, 1992. La città è stravolta dalla povertà e dalla violenza politica e Michael Forsythe, che ha diciannove anni e nemmeno un soldo in tasca, deve andarsene a tutti i costi. A New York – una New York malfamata e letale, ancora lontana dalla “cura Giuliani” – lo aspetta un “impiego” nell’lrish Mob, la mafia irlandese, sotto il duro più duro di tutti: Darkey White. Ma Michael è forte, coraggioso e sveglio: basta poco a Darkey per notarlo e introdurlo nella cerchia ristretta dei suoi uomini di fiducia.

Comincia così per lui un feroce apprendistato nelle fila della criminalità organizzata, nel bel mezzo di una guerra fra bande particolarmente sanguinosa per la spartizione della Grande Mela. E questo è solo l’inizio: i veri guai arrivano quando il boss si accorge dell’amicizia “particolare” che lega la sua donna e Michael, e decide di vendicarsi nel modo più doloroso possibile. Naturalmente non ha fatto i conti con la tempra irlandese di Forsythe. Thriller duro e puro nella più classica tradizione dell’hard-boiled, il romanzo di McKinty è un elegante e spietato mix di suspense e irresistibile humour nero.

 

Dettagli

Ballata irlandese nei dettagli.
Formato: Tascabile
Pagine: 412
Lingua: Italiano
Titolo originale: Dead I Well May Be
Lingua originale: Inglese
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: Scrittori contemporanei
Anno di pubblicazione 2010
Codice EAN: 9788817044219
Traduttore: C. Gabutti
Generi: Gialli e Fantasy, Gialli e Thriller

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